BARONIE e BASSA GALLURA - Agosto 2012

Con grande piacere, come nelle precedenti "puntate", dopo due anni eccomi di nuovo nella mia bella Sardegna; questa volta ri-visiterò e farò visitare alla mia famiglia la parte Centro-Nord-Ovest continuando da dove avevamo interrotto l'anno che eravamo stati in Ogliastra, quindi ci muoveremo nella zona che va dalla Bassa Gallura alle Baronie con un breve sconfinamento nella Barbagia.  La base (casa in affitto trovata su subito.it) sarà Tanaunella, una frazione del comune di Budoni e le "abluzioni marine" si concentreranno nel raggio di 30 Km massimi da questa. 


Chiesa di San Sebastiano a Tanaunella Tanaunella.
E' un paesino formato da una parte vecchia in cima ad una collina ed una nuova più in basso costituita da centinaia di villette a schiera e case vacanze moderne.
Nonostante sia un luogo di villeggiatura (soprattutto di famiglie di sardi quest'anno: la crisi economica ed il forte aumento del costo dei traghetti hanno allontanato molti "continentali") rimane un luogo molto tranquillo dove è possibile ancora svegliarsi con il canto di un gallo, quando a svegliare non è il belare di una pecora, il campanellino di una capretta, il gracchiare di un corvo, l'abbaiare di un cane, il verso continuo di una tortorella...
Se escludiamo qualche festa (sagre, patrono) la sera non c'è nulla da fare, proprio come voglio io che preferisco dedicare la notte al riposo in modo da essere in piena forma per godermi il mare la mattina prestissimo, per poi poter andare via prima delle ore di punta più calde e tornare il pomeriggio inoltrato sino all'imbrunire.
Chi ama la vita notturna "in zona" deve andare altrove, nei centri più attivi come nella vicina Budoni o meglio ancora a San Teodoro (a 15 minuti d'auto) che la sera diventa un'immensa area pedonale in stile "Riviera Adriatica" dove si fatica a camminare tanta è la folla attratta da centinaia di bancarelle, negozi di ogni genere, ristoranti, pizzerie, bar, gelaterie, sale da cocktail ed ovviamente discoteche ...poi ogni tanto, ciliegina sulla torta, viene organizzato un concerto di un noto cantante del momento.
Tanaunella termina verso il mare con una giovane pineta che arriva dolcemente fino a una serie di calette di scogli e ciottoli.

le Sagre. In questo mese di Agosto sono stato alla sagra degli gnocchetti sardi che si è svolta nella piazza principale di Tanaunella accanto alla Chiesa di San Sebastiano. Quest'anno non ho ripetuto l'errore di fare estenuanti ore di fila per assaggiare un prodotto che non sempre soddisfa il rapporto prezzo/qualità ma ho preferito prendere i posti migliori per assistere agli spettacoli: un lungo concerto rock in lingua Sarda (lingua, non chiamatelo dialetto perchè non lo è) e una breve rappresentazione dei Boes e Merdules (Buoi e Guardiani), le maschere sarde tipiche di Ottana che insieme ad altre maschere ancestrali sarde come i più famosi Mamuthones animano i vari Carnevali invernali della Sardegna e anche quello estivo di Muravera (che si tiene in Agosto, ci sono stato due volte: vale la pena di vederlo anche se si è lontani).
Concero rock in lingua sarda Boes e Merdules Sagra del Mirto a Brunella Sagra del Mirto a Brunella
La seconda ed ultima sagra alla quale ho partecipato è stata quella del Mirto a Brunella, una frazione di Torpè, a 10 Km da Tanaunella, verso l'interno. A parte le classiche bancarelle di formaggi, torroni, coltelli, artigianato vario e ovviamente di liquore al Mirto ed un bar attiguo agli spettacoli che sfornava hot dog e gustosi panini alla salsiccia a spron battuto innaffiati da fiumi di birra, la festa è stata veramente particolare, forse unica e assolutamente consigliabile per la quantità di gruppi etnici sardi che si sono esibiti in canti e balli in costume per ore sino a notte tarda (preceduti da una processione sempre in costume) e per la mancanza delle folle oceaniche che in genere animano le sagre più vicine al mare che mi ha permesso di fruire appieno, senza disagi, l'intera manifestazione.
Per chi ama la cultura sarda segnalo, ad un'oretta di auto, la grande Festa del Redentore della durata di circa dieci giorni che si svolge a Nuoro nel mese di Agosto.


Pasta alla bottarga e nero di seppia appena pescataIl Cibo. Per motivi puramente di budget, sia in Italia che all'estero, evitiamo di mangiare fuori, utilizzando il cibo acquistato nei supermercati, integrato talvolta, come in questo caso, da quello che riesco a catturare in mare. Devo dire che in alcuni viaggi, come questo, è fattibile approvvigionarsi giornalmente (ed integralmente) di tutti i prodotti tipici locali anche facendo spesa in un supermercato di una catena "globalizzata" in quanto sono presenti in grandi quantità e varietà tutti gli alimenti sardi sia crudi che cotti, dai dolci ai formaggi, dalle varietà di pane ai vini, dai risi alle paste di semola, dalle bottarghe (uova) di muggine (cefalo) e tonno alle carni alcune delle quali, come il famoso porcetto (o il capretto), è possibile ordinare cucinate pronte da ritirare calde ! poi ci sono i salumi, come le salsicce aromatiche o il magro prosciutto sardo (ricorda un po' quello più famoso Spagnolo) prodotti che sono sconosciuti al di fuori dell'isola per il divieto di esportazione di carne suina dettata dall'esigenza di circoscrivere la peste suina classica ed Africana (malattie virali che colpiscono i maiali ed i cinghiali ma non gli uomini).
Alla regola dei supermercati abbiamo applicato in questa vacanza tre eccezioni, tutte attentamente vagliate che sono risultate validissime e quindi assolutamente consigliabili.
La prima: un agriturismo; ce ne sono molti in zona, aperti solo la sera, che offrono più o meno lo stesso menù fisso ad un prezzo fisso. La nostra scelta, devo dire influenzata anche da TripAdvisor, è caduta su Muru Idda a metà strada tra Budoni e Brunella, nella frazione di San Lorenzo.
Con 27 euro a testa per gli adulti e 12 euro per i bambini abbiamo mangiato sino a scoppiare antipasti di salumi, olive, fegatelli e verdure grigliate, due primi a testa di gnocchetti e zuppa Gallurese, due secondi di agnello in umido con patate lesse e l'immancabile porcetto cotto a legna, pomodori come contorno ed una variante locale di Pane Frattau (Pane Carasau, conosciuto anche con il nome di "carta da musica", ammorbidito nell'acqua e condito con il sugo di pomodoro), anguria, Seadas (un dolce fritto servito caldissimo farcito di pecorino fresco e ricoperto di miele), Orillettas (un altro dolce fritto vagamente assomigliante ad una frappa a forma di rosa condito con uno sciroppo bollente di acqua e miele), caffè e ammazzacaffè di Filo e Ferro (un'acquavite) e liquore di Mirto; il tutto accompagnato da pane Guttiau caldo (cioè il pane Carasau condito con olio d'oliva, sale e abbrustolito lievemente sulla griglia) e un buon vino rosso della casa (un "quasi" Cannonau leggermente abboccato) senza limiti di quantità !
Su Zurrette al Colibrý orecchiette sarde al formaggio fuso al Colibrý Culurgiones al Colibrý Spaghetti di cozze di Olbia al Salsero
Fetticcine con mazzancolle e nero di seppia al Salsero Seadas (o Sebadas) al Salsero Cozze di Olbia al Salsero Porcetto arrosto a Muru Idda
La seconda occasione di pasto fuori casa è stata quando siamo stati alla Grotta del Bue Marino, a Cala Gonone. Non era la prima volta per me a Cala Gonone e ricordavo di un localino casareccio nel quale avevo mangiato divinamente vent'anni prima nel vicino paese di Dorgali: il Colibrì'. Non fu difficile trovarlo visto la pubblicità nei cartelli all'interno del paese e anche se rinnovato, con parcheggio, ho trovato lo stesso gestore, la stessa cordialità e la stessa qualità; soprattutto ho ritrovato il piacere di assaggiare qualcosa di tipico che non si trova usualmente nei ristoranti locali. Questa volta la mia curiosità è caduta su lo "Zurrette": sangue di pecora condito con timo e mentuccia, impastato con formaggio pecorino e pane carasau sbriciolato, cotto all'interno dello stomaco dell'animale: una vera e propria leccornia che, nonostante l'atteggiamento schizzinoso dei miei famigliari, è riuscita a piegare anche i loro palati per ben più di un assaggio ! Il resto del pranzo è stato un "classico" ma sempre validissimo: orecchiette sarde al formaggio fuso, i Culurgiones (ravioloni ripieni di patate, formaggio e mentuccia), gnocchetti al sugo di ragù di maiale, "porceddu" arrosto, ovviamente vino Cannonau della zona ed infine Seadas, Mirto e  Filo e Ferro.
Terzo ed ultimo locale da consigliare, il Salsero a San Teodoro, che come recita lo slogan è una "Pizzeria, Cozzeria e non solo" (infatti è anche spaghetteria e cucina da "asporto"). In genere in Sardegna per rimanere in tema di "cucina locale" si dovrebbero mangiare solo i prodotti della pastorizia, in primis carne e formaggi, ma visto che io e mia figlia più grande siamo ghiotti di cozze e a pochi chilometri ci sono gli allevamenti delle rinomate cozze di Olbia, non grandi come quelle verdognole del Pacifico, ma molto più gustose, non abbiamo resistito alla tentazione. La gentilezza e la disponibilità del personale ad assecondare le esigenze dei clienti è la prima caratteristica che si nota, poi viene il menù composto da paste di mare e cozze cucinate in tantissime maniere. Speciali pure le pizze (che si possono anche ordinare e portare a casa), che ha preso mia figlia più piccola, non spesse come le fanno a Napoli ma nemmeno con il bordo gonfiato e bruciacchiato come si usa da me a Roma.
Personalmente mi sono abbuffato di cozze, la migliore ricetta ? quella classica con il brodino piccante, una spruzzata di limone ed una fetta di pane bruscato.
Non mi sono fatto mancare ovviamente il solito buon vino sfuso della zona, un "quasi" Cannonau, e per finire un Mirto ed un Filo e Ferru offerto dalla casa, a causa dei quali, da buon padre di famiglia, ho evitato di guidare immediatamente l'automobile preferendo una lunga passeggiata nel caos della movida di San Teodoro.


Le spiagge. Ma veniamo al mare, il mare senza dubbio più bello d'Europa e tra i più puliti al mondo, motore del turismo sardo.
Devo fare una premessa: noi non siamo amanti delle spiagge di sola sabbia con arenili bianco-accecante sulle cui dune crescono i profumati Gigli di Mare ma che purtroppo sono invase dalla folla, ombrelloni, venditori ambulanti, bar e parcheggi a pagamento. Non siamo amanti delle spiagge con sabbie chiare soffici come il borotalco, sebbene meravigliose e sceniche simil-Caribe, non solo perchè ci piace la tranquillità ma anche perchè dove ci sono gli scogli ci si può divertire a fare un po' di snorkeling e fotografare qualche bel paesaggio marino tra banchi di pesce e prati di posidonie e se si è fortunati o abili con una semplice fiocina a mano guadagnarsi un pranzo a base di polpi o una pasta al nero di seppia o alla polpa di riccio.
Attenzione: da qualche anno anche per pescare in mare ci vuole la licenza di pesca che viene rilasciata gratuitamente (almeno fino al momento che sto scrivendo) via internet.
Se poi agli scogli aggiungiamo una bella strada non asfaltata piena di profonde buche (ma percorribile con molta accortezza, come nel mio caso, con una normalissima berlina) ed una serie di calette di piccole dimensioni si può riuscire a stare da soli in pace anche a Ferragosto!
Detto questo si può capire perchè le spiagge che descriverò saranno quasi sempre di scogli, ciottoli e rocce, saltando volutamente quelle blasonatissime di sola sabbia fine.

All'altezza di Tanaunella:

Le spiagge più vicine sono Portu Ainu e Baia Sant'Anna. Andando verso la parte alta del paese e proseguendo in un tratto di strada bianca con un muretto laterale (purtroppo non segnalato, io l'ho trovato facendo delle prove aiutato da Google Map) si giunge ad una spiaggia di ciottoli e piccole rocce orlata da una fresca pineta dove poter parcheggiare all'ombra l'auto, montare un'amaca o fare un picnic. C'è poca gente ed è la più vicina, non ha un nome specifico noto, fa parte di un tratto di costa che si trova tra la sabbiose Cala di Budoni (a Nord) e Porto Ainu (a Sud).
Prendendo invece la strada che va verso l'Hotel Cala Mirto si incontra a sinistra un parcheggio a pagamento per la spiaggia di Porto Ainu con un piccolo stabilimento mentre verso destra incomincia una strada non asfaltata che corre a pochi metri dal mare: è la Baia Sant'Anna, un tratto di costa poco frequentata formata da scogli, piccole calette di ciottoli o misto sassi e sabbia a grana grossa; la strada dissestata di circa mezzo chilometro passa accanto ad un molo in disuso distrutto dalla forza del mare per finire all'interno del villaggio di Baia Sant'Anna.

Baia San Anna Baia San Anna

Andando verso sud da Tanaunella:

La prima spiaggia "utile" che si incontra si trova tra la località Matta e Peru e la spiaggia di Orvile, un tratto di costa di ciottoli e scogli dove il livello del mare rimane sempre molto basso e quindi con scarsa fauna sottomarina; verso sud in lontananza si scorge su una collina la torre del castello di Posada e l'omonima spiaggiona di sabbia.
Abbastanza deserta si raggiunge tramite una strada non asfaltata all'interno di una pineta, sinceramente non mi ha entusiasmato molto.
Proseguendo e saltando una serie spiagge affollate, non particolarmente belle e spesso ventose del comune di Posada (La Caletta dove  si pratica abitualmente il parasurfing, San Giovanni, Tiriarzu, Orvili, Iscraios) si arriva nel paese Santa Lucia (comune di Siniscola). Questo abitato, animato di giorno e anche moderatamente di notte, ospita un enorme campeggio, un porticciolo ed un'area pedonale serale con qualche bancarella. Alla fine del lungomare, la strada diventa sconnessa e non più asfaltata e prosegue lambendo per qualche chilometro la costa con alle spalle una grande pineta; c'è quindi posto per tutti e anche durante la settimana di Ferragosto, le calette ciottolose o rocciose sono poco frequentate. Il mare ha una bassa profondità e non c'è molta vita, ho visto solo qualche murena. Molto bella è la pineta retrostante, l'ideale per un parcheggio al "fresco" e attrezzata con tavolini in pietra; infatti è una meta "discreta" dei picnic pomeridiani (che abbiamo fatto) e di qualche campeggiatore abusivo.
Continuando verso sud, passata l'affollata Spiaggia di Capo Comino, che possiede però di particolare le dune più alte d'Europa Occidentale (sino a 10 metri) ed una macchia mediterranea intatta, si arriva a Capo Comino dove una strada asfaltata porta all'omonimo faro funzionante.
Lungo questa strada a partire dalla fine delle dune della spiaggia in prossimità di un piccolo molo e di un'ostricheria-ristorante (il Moletto, non testato purtroppo) dove si mangia solo secondi a base di pesce ed ovviamente ostriche, sino al faro è un susseguirsi di cale e calette deserte di rocce, ciottoli, sabbia a grana grossa mista a poseidonie secche o la combinazione di tutte queste. Il fondale si fa subito profondo e la vita sottomarina è abbondante. Lungo la costa una serie di speroni di roccia e scogli affiorano per dare ospitalità a gabbiani e cormorani a caccia mentre di fronte alla prima parte della costa, al confine tra le dune e la parte rocciosa, si allunga l'isola Ruia (l'isola rossa, il colore del granito di cui è formata) raggiungibile a nuoto o anche a piedi (in un solo punto in cui l'acqua non è profonda: vicino le dune) che la sera, quando il sole accentua il suo colore rosso, si riempie di migliaia di uccelli marini.
Al limite sud dei miei 30Km dalla base in direzione di Orosei ci sono una serie di spiagge di sabbia più o meno affollate, alcune delimitate da calette di scogli come Cala Liberotto, Fuile e Mare, Cala Ginepro e Sa Curcurica, Biderrosa, Berchida. Sebbene siano troppo affollate per i miei gusti ho provato quella che ho ritenuto essere la migliore: Cala Liberotto, una piccola spiaggia di sabbia bianca a grana media con alle spalle uno stagno dove vivono le folaghe (piccoli uccelli acquatici dal piumaggio nero). Migliore per praticità: si entra nell'abitato di Sos Alinos, si parcheggia "regolarmente" poche decine di metri prima della spiaggia all'ombra di alti pini (quasi tutti parcheggiano direttamente nello spiazzo di fronte l'arenile ma sarebbe divieto di sosta), migliore come quantità di gente: mai troppa anche perchè la massa preferisce altre spiagge tra cui quella immediatamente attigua con stabilimento balneare, migliore come fondale: subito profondo nella parte Sud e con molta fauna in direzione degli scogli, basso e più adatto ai non nuotatori verso Nord; inoltre camminando a piedi poche decine di metri verso la collina a Nord si arriva in una caletta isolata (tra la spiaggia libera e la spiaggia con lo stabilimento) mentre verso Sud è un susseguirsi di anfratti e calette rocciose con facile accesso al mare. Come molte spiagge di questa zona si può sentire nell'aria ed in mare un odore di zolfo probabilmente causato da qualche sorgente di acqua solforata.
Più a sud, oltre i miei 30Km di raggio sono andato solo in una occasione, quando ho raggiunto Cala Gonone (circa 70 Km da Budoni) per visitare la Grotta del Bue Marino, la mia quarta volta in questa grotta, la seconda per mia moglie e la prima per le mie piccole. Per visitare la grotta ci sono due possibilità: o fare qualche ora di trekking oppure  accedervi via mare con un'escursione organizzata o affittando un gommone. Se si vuole fare la sola escursione nella Grotta del Bue Marino (circa un'ora e mezza, di cui un'ora nella grotta) si deve partire necessariamente da Cala Gonone, se invece si vogliono abbinare altre mete come una sosta nelle affollatissime Cala Goloritzè, Mariolu, Biriola, Sisine, Luna, ecc. o visitare la Grotta del Fico allora ci sono varie possibilità di imbarco sia a Nord che a Sud anche a grande distanza. Poichè noi avevamo già fatto in in una passata vacanza le altre mete partendo da Santa Maria Navarrese questa volta abbiamo optato per la semplice gita alla Grotta. Purtroppo, a differenza di altre grotte sarde, non è possibile fare delle foto neppure senza flash, nè filmati quindi non posso descrivere con immagini la bellezza delle varie sale dove il mare si spinge per quasi un chilometro e dove fino alla fine degli anni 70 viveva e si riproduceva la Foca Monaca (chiamata per il suo verso: Bue Marino); gli ultimi avvistamenti occasionali negli anni 90 e anch'io ho avuto il privilegio nel Giugno del 1993 di vederne una durante una mia battuta solitaria di pesca subacquea.
Nel punto in cui l'acqua di mare nella grotta viene bloccata da un innalzamento del pavimento finisce anche al visita ordinaria della grotta. Qualche metro oltre inizia un fiume di acqua carsica piuttosto freddino (a differenza della grotta che invece è abbastanza calda grazie all'azione mitigante dell'acqua di mare all'interno) che permette di spingersi, con un'escursione a parte, in fondo alla grotta per circa 3Km con l'ausilio di una muta (per il primo tratto in acqua), un caschetto con torcia e ovviamente una guida. Da quest'anno hanno anche aperto la parte Nord (all'asciutto) della grotta rimasta chiusa per decenni che mi hanno detto essere più bella di quella Sud dove normalmente porta l'escursione "standard"...a saperlo prima avrei prenotato una visita doppia.

Santa Lucia
Capo Comino
Folaghe nello stagno di Sos Alinos a Cala Liberotto
Ingresso della Grotta del Bue Marino

 Andando verso nord da Tanaunella:
Sentieri carrabili a Costa Caddu (C)
Caletta a Nord di Costa Caddu (A)
Caletta pi¨ a Sud di Costa Caddu (E)
Cala Brandinchi alle 7,45 ;-)
Cala BrandinchiPrendendo la nuova statale 125 ed uscendo al primo svincolo per San Teodoro (dove si trova un grande supermercato con prezzi discreti), passato Porto Ottiolu oppure al secondo svincolo per San Teodoro se si vogliono evitare una serie di curve, si arriva alle indicazioni per l'hotel Costa Caddu oppureper il comprensorio di ville Lu Miriacheddu. Lungo la strada che arriva all'hotel partono tre stradine accidentate piene di buche che raggiungono vari punti del litorale che si divide a Sud in Cala Saghefusti/Li Marini (nomi che difficilmente si trovano nelle mappe), Costa Caddu e una serie di piccole calette che si interrompono a nord con l'affollatissima Spiaggia dell'Isuledda caratterizzata da una sabbia bianchissima e dallo stagno (semi asciutto in Agosto) alle sue spalle. Più semplicemente tutto questo litorale è chiamato Costa Caddu. La prima stradina, quella più a Nord, subito dopo il parcheggio della spiaggia dell'Isuledda (visibile dall'alto della strada) porta ad un sentiero percorribile con molta accortezza anche con una berlina bassa come la mia (oppure a piedi) delimitati da grandi cespugli di profumatissimo mirto (da raccogliere per uso cucina in sostituzione del rosmarino) e lentisco. Questo sentiero segue la costa frastagliata di scogli e calette rocciose quasi deserte sino ad arrivare al punto che reputo il migliore dove un antico attracco forma una caletta ghiaiosa superba: acqua che degrada in fretta e per chi ama i piccoli tuffi una base in cemento. Essendo a poche centinaia di metri dall'attuale (anno 2012) confine con il Parco Nazionale di Tavolara e Molara la fauna marina è abbondante e si può pescare !  (A)
La seconda stradina invece porta ad un grazioso golfetto riparato poco frequentato misto ciottoli/sabbia di grana grossa dove usualmente le persone portano i loro cani e dove nel futuro sorgerà una zona per cinofili a numero chiuso. (B)
La terza strada, sempre non asfaltata, parte subito dopo l'hotel Caddu e porta a un paio di spiagge un po' più frequentate ma sempre molto tranquille di sabbia a grana grossa e piccoli ciottoli (C) divise da uno scoglio ed uno stagno in secca d'estate con fondo marino misto sabbia, scogli e poseidonie. Nella parte più a sud delimitata da una collina (che rende queste spiagge molto riparate e adatte ai giorni di "vento" soprattutto libeccio) ci sono delle imbarcazioni alla boa ma la confusione non è di casa (D). Più avanti, sempre verso Sud, un breve sentiero percorribile a piedi porta ad una piccola spiaggetta isolata (E). In generale in tutta la Costa Caddu i cani di piccola taglia sono frequenti e tollerati, ma il silenzio e la natura fa da padrone ! Secondo me il più bel posto intorno a San Teodoro. In tutto questo tratto di costa giornalmente il signor Giuseppe, un cordialissimo ed atletico pensionato, probabilmente la persona più conosciuta della zona, tra un bagno e l'altro intrattiene con una dialettica ed una simpatia magnetica i bagnanti pubblicizzando con parole e depliant il locale del figlio e del suo socio: il Salsero (di cui sopra) o semplicemente parlando del più e del meno con i suoi clienti ed amici.
A nord della spiaggia sabbiosa di Isuledda esiste un'altra caletta ma l'accesso in auto è vietato dalla proprietà privata di un comprensorio di ville di lusso e a piedi è troppo lontana da raggiungere.  MAPPA della Costa Caddu da me corretta con le indicazioni delle spiagge e delle stradine.
Dopo questa non è possibile rintracciare altri "mari della tranquillità" all'interno dei 30 Km fissati da Tanaunella, tutte le spiagge sono sabbiose e tremendamente affollate perchè belle, famose e con servizi a pagamento, tra queste La Cinta, Lu Impostu, Baia Salinedda (dove ho alloggiato nel 1996) e la più celebre di tutte Cala Brandinchi detta Tahiti per la sua (vaga) somiglianza con le lagune della Polinesia Francese: una piscina di acqua trasparentissima che rimane bassissima per decine di metri.
Effettivamente, se non fosse per il turismo di massa che la assale, Cala Brandinchi e l'attigua Lu Impostu potrebbero senza dubbio entrare nella cerchia delle spiagge più belle del mondo e per questo motivo decisi di fare un'eccezione alla regola degli scogli per andare per una sola volta in una spiaggia di sabbia bianca borotalco.  Ricordo nel 1987 quando non era neppure segnalata sulle mappe che mi ritrovai in questa lunghissima spiaggia per caso, era deserta ad esclusione di qualche camper e per raggiungerla percorsi una strada sabbiosa che mi portò con la mia Alfa75 quasi sul bagnasciuga con il rischio di insabbiarmi visto la trazione posteriore. Ci tornai nel 1996 e la situazione era di poco cambiata, era comparso un timido cartello con scritto "Tahiti", c'era più gente, ma ancora si riusciva ad arrivare liberamente in auto sino alla spiaggia.
Ora è irriconoscibile: un casello sbarra l'entrata: per accedervi bisogna pagare 2 euro l'ora (anno 2012) per il parcheggio; a piedi non è possibile arrivare a meno di farsi qualche chilometro sotto il sole con ombrellone, zainetto e quant'altro a seguito. La strada non asfaltata, ma in buono stato, si snoda lungo un percorso con sbarre pronte a chiudersi fuori orario, cioè dalle 7,30 (però la tariffa viene applicata dalle ore 8.00 in poi) alle 21. Noi siamo arrivati alle 7,45 ed eravamo i primi in assoluto nella spiaggia. Tutti i servizi sono a pagamento salato, dagli ombrelloni e sdraie sino alle docce ma per fortuna è possibile, come in tutta la Sardegna (e questo è positivissimo in quanto nel resto d'Italia spesso non è così), piazzarsi come fanno quasi tutti con i propri ombrelloni e asciugamani gratis. Non manca ovviamente un punto di ristoro, bagni, noleggio pattini, ecc.
Per circa un'oretta ci siamo potuti godere la spiaggia sia nella parte centrale sabbiosa che nella parte laterale nord dove alcuni scogli affiorano nell'azzurro del mare, poi sono incominciate ad arrivare le persone, gli ambulanti, il chiasso... Alle 10,30 gli ombrelloni avevano già tappezzato ogni centimetro della chilometrica spiaggia tanto che abbiamo deciso di andare via: immediatamente una fila di persone si accalcava intorno a noi per prendere l'ambito posto che sarebbe rimasto vuoto; Cala Brandinchi: bella ma impossibile ! almeno d'Agosto !

Purtroppo in questa vacanza sarda per la prima volta non siamo riusciti a dedicare qualche giornata alla cultura storica perchè non ho trovato nulla di particolarmente esaltante in zona nonostante la vicinanza di alcune località di origine punico-romane come Agrustos; anche i nuraghi presenti o non sono in buono stato o si trovano in località non facilmente accessibili. Posso solo segnalare verso sud  prima di arrivare a Dorgali la Tomba dei Giganti S'Ena 'e Thomes, tra le meglio conservate che però avevamo già visto nella precedente vacanza ogliastrina ed il Villaggio Nuragico di Serra Orrios anch'esso visto nel passato. Per chi volesse visitare entrambi in pieno solleone consiglio dopo di fare una rinfrescante sosta alle vicine fonti del fiume Cedrino (in località Su Gologone, comune di Oliena) e un pasto "etnico" nell'omonimo vicino hotel-ristorante (Su Gologone).
...alla prossima Sardegna !

 
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