OGLIASTRA   Agosto 2008
Anche quest'anno sono in Sardegna, la mia amatissima Sardegna, purtroppo per la seconda volta del nuovo millennio in Agosto e non nel periodo migliore (Giugno) per poterne godere in piena libertà il territorio scegliendo a piacere una qualsiasi zona. In Agosto è bene vagliare con cura la parte da fruire sia climaticamente, sia come prezzi e folla: a questo proposito ho già scritto nella prima parte del racconto del 2006.
Questo viaggio rappresenta la continuazione di quello effettuato due anni fa in quanto l'Ogliastra confina a sud con il Sarrabus-Gerrei; entrambi i territori fanno parte di quella striscia costiera che dal sud-est arriva quasi al centro-est dal clima migliore (più secco), dai prezzi onesti e dalla relativamente minore folla (soprattutto se si evitano le spiagge sabbiose o i pochissimi centri turistici veramente blasonati).
L'Ogliastra è un territorio rimasto ancora intatto forse proprio perchè protetto da altre zone confinanti inalterate dall'antropizzazione, mi riferisco a sud dal Sarrabus-Gerrei che mi ospitato, come ho detto, l'ultima volta nel 2006 e a Nord ed Ovest dalla Barbagia compagna di molti ricordi di bambino e di adulto.
Le sue coste sono in molti punti protette da montagne e questo fa sì che il vento sia spesso clemente o persino, come in questo fortunato 2008, completamente assente ! Lo stesso vale per le perturbazioni bloccate dai rilievi che ci hanno donato un tempo splendido: vuoi per un pò di fortuna, vuoi perchè veramente si tratta di un microclima favorevole durante l'estate, posso affermare di aver passato un mese intero di sole: mai vento, un solo pomeriggio di nuvole sparse seguite da un acquazzone notturno ed, incredibile a dirsi, mare sempre calmo !
L'Ogliastra è tornata ad essere una provincia (sigla OG) nel 2005 da quando Rattazzi nel 1859, durante l'unità d'Italia, l'aveva abolita; attualmente i capoluoghi sono due (gli stessi che si sono alternati nella prima metà del 1800): Lanusei, nell'interno dove c'è il principale ospedale e Tortolì al quale fa parte il porto (e l'aeroporto) di Arbatax, dal quale siamo sbarcati con il traghetto della Tirrenia partendo da Civitavecchia.
Due sono i simboli più importanti di questo territorio, Pedra Longa (Banuei) uno sperone di roccia a picco sul mare chiamato anche Agugliastra per la sua forma aguzza, punto di riferimento per gli antichi (e moderni) marinai e Perda 'e Liana un torrione calcareo simile ai picchi del deserto dell'Arizona che si trova all'interno, verso Gairo, visibile anche a grande distanza dalla superstrada che va verso Nuoro.
L'Ogliastra deriva il proprio nome probabilmente dall'Agugliastra unita al termine Olivastro, pianta selvatica molto comune nel territorio.
Decisa la parte di Sardegna dove soggiornare ho cercato su internet i telefoni degli enti del turismo i quali a sua volta mi hanno fornito una lista di telefoni di privati che affittavano casa: la mia scelta si è subito indirizzata sul tranquillo paese di Cardedu.
Pedra Longa o Agugliastra (Baunei)
Perda 'e Liana
strada verso Pedra Longa

  Cardedu:

"Da quasi tre anni non pioveva, l'Ogliastra era arida e secca come le rocce dei suoi tonneri (ndr: tipiche formazioni montuose calcaree della zona). I contadini attendevano con ansia la pioggia, e quando, una domenica mattina, incominciarono a cadere le prime gocce, a tutti sembrò la fine di un incubo.
Era il 14 Ottobre del 1951.
Ma ben presto la pioggia si trasformò in diluvio, sembrava non dovesse mai finire.
Smise soltanto tre giorni dopo alle 10 del mattino di mercoledì, solo allora la gente si accorse del disastro.........."

Questo è il breve riassunto della tragica storia della Vecchia Gairo narrata in uno dei murales di Antonio Aregoni che abbelliscono Cardedu, una sciagura che è alla base della nascita di questo paese.
Se infatti il clima durante l'estate e lungo la costa è clemente, non lo è necessariamente durante l'autunno, soprattutto nelle vicine montagne all'interno dell'Ogliastra dove piove abbondantemente e dove i rilievi di natura calcarea formatesi durante il Giurassico tendono facilmente ad erodersi creando da un lato le suggestive formazioni dette "tacchi" (o tonneri) e canyon amati dai rocciatori, dall'altro dei pericolosi fenomeni franosi e alluvionali. Nell'Ottobre del '51 tutta la Sardegna orientale fu colpita, dopo anni di siccità, da un'anomala depressione che portò in molte zone morte e distruzione a causa delle piogge che raggiunsero in alcuni punti dell'Ogliastra i 1300mm in pochi giorni !
Gairo, un tempo tra i più importanti centri urbani dell'Ogliastra, edificato su un "tacco", colpito già da una serie di alluvioni nella prima metà del 1900 che distrussero a tappe alcune parti del paese, dopo la più violenta, quella del 1951, incominciò definitivamente a spopolarsi fino a diventare un paese fantasma, oggi chiamato "Gairo Vecchio" visitabile percorrendo una vecchia statale ricca di tornanti.
La popolazione quindi si stabilì negli agglomerati vicini preferendo la più sicura costa, pianeggiante e fertile, da poco bonificata dalla malaria, dove tra l'altro la protezione civile aveva assegnato dei terreni e stava costruendo delle case popolari per ospitare i senza-tetto. Nasce così la borgata di Gairo-Cardedu che in seguito nel 1984 otterrà l'autonomia comunale e cambierà il nome in Cardedu.
La scelta del paese di Cardedu, per chi decide di soggiornare in Ogliastra, per me è strategica. Essendo infatti un paese "nuovo", a differenza di tutti gli altri vicini, possiede ampie ed ordinate strade, niente tortuosi vicoli forse caratteristici da vedere ma poco pratici per muoversi e parcheggiare, ed inoltre non avendo, come accadeva un tempo, il "cuore" costruito lungo la statale principale (la famosa Orientale Sarda che "sfiora" Cardedu) non risente del traffico e del frastuono di auto che inevitabilmente affligge molti paesi non progettati per assorbire l'afflusso esagerato di turisti.


le stazioni della Via Crucis di Maria Lai nella Chiesa di San Paolo Apostolo a Cardedu le stazioni della Via Crucis di Maria Lai nella Chiesa di San Paolo Apostolo a Cardedu le stazioni della Via Crucis di Maria Lai nella Chiesa di San Paolo Apostolo a Cardedu le stazioni della Via Crucis di Maria Lai nella Chiesa di San Paolo Apostolo a Cardedu le stazioni della Via Crucis di Maria Lai nella Chiesa di San Paolo Apostolo a Cardedu le stazioni della Via Crucis di Maria Lai nella Chiesa di San Paolo Apostolo a Cardedu le stazioni della Via Crucis di Maria Lai nella Chiesa di San Paolo Apostolo a Cardedu le stazioni della Via Crucis di Maria Lai nella Chiesa di San Paolo Apostolo a Cardedu le stazioni della Via Crucis di Maria Lai nella Chiesa di San Paolo Apostolo a Cardedu le stazioni della Via Crucis di Maria Lai nella Chiesa di San Paolo Apostolo a Cardedu le stazioni della Via Crucis di Maria Lai nella Chiesa di San Paolo Apostolo a Cardedu le stazioni della Via Crucis di Maria Lai nella Chiesa di San Paolo Apostolo a Cardedu le stazioni della Via Crucis di Maria Lai nella Chiesa di San Paolo Apostolo a Cardedu le stazioni della Via Crucis di Maria Lai nella Chiesa di San Paolo Apostolo a Cardedu

Cardedu è veramente piccolo, osservando una mappa si possono contare al massimo una trentina tra vie principali e viuzze secondarie abitate in inverno da poco più di 1500 abitanti. Come mi ha raccontato chi ha vissuto la costruzione di questo agglomerato urbano dopo le prime case della protezione civile, il resto si è sviluppato intorno a piazza Garibaldi che ha ospitato dapprima la Chiesa di San Paolo Apostolo, le scuole e la stazione dei Carabinieri e alla quale oggi si sono aggiunti altri elementi come la biblioteca, munita esternamente dell'unico bancomat del paese (non ci sono banche), e qualche sporadico negozio. Intorno alla piazza sono cresciute prima le case popolari, poi le ville e gli appartamenti dei privati, infine piazza Gramsci dotata di un anfiteatro dove durante le serate estive si organizzano feste con canti e balli popolari.
Riguardo le feste volevo ricordare quella estiva più famosa: "Insieme a Cardedu" che coinvolge nella piazza dell'anfiteatro gruppi di giovanissimi, adolescenti...fino agli ultra...anziani nei tradizionali balli sardi accompagnati dai cantanti e dei suonatori sardi con il classico contorno di bancarelle, assaggi gratuiti di dolci, vino e mirto.
Il paese anche durante il periodo di maggiore affluenza turistica regge benissimo l'impatto forestiero, ovunque c'è calma e pace; addirittura nelle ore pomeridiane (in genere dalle 13 alle 17 ma anche oltre...) tutte le attività commerciali (persino i supermercati e bar e siamo in Agosto !) chiudono e le strade diventano deserte, tant'è che c'è maggiore movimento la mattina prestissimo e la sera tardi !
In strada non ci sono cassonetti della spazzatura (tranne quelli del vetro) in quanto si effettua la raccolta differenziata porta a porta regolata da un rigido calendario.
Di fronte al nostro appartamento c'è uno dei tre supermercati e l'unica farmacia.
Dalla moderna Chiesa di cemento del paese, della quale colpiscono le "stazioni della Via Crucis" realizzate dall'artista Ulassese Maria Lai con ciottoli di spiaggia e commentate in lingua sarda (vedi la serie di foto all'inizio di questo capitolo), partono alcune delle feste "canoniche" religiose come quella dell'Assunzione in Agosto mentre in quella quelle più tradizionali avvengono nella antica Chiesetta campestre della Madonna di Buon Cammino vecchia di circa mille anni, situata appena fuori dal paese in una posizione che però non è quella originale in quanto fu spostata per proteggerla dalle incursioni dei pirati.
Anche il turismo di massa è lontano anni luce e gli unici segni di attività turistica sono qualche casa affittata da famiglie, in genere fedeli a questa località anno dopo anno, e a qualche chilometro fuori Cardedu, sulla costa, un piccolo villaggio del Ventaclub dove gli ospiti vivono la loro dorata esistenza barricati all'interno della struttura. Qualche localino lo troviamo nel lungomare, veramente ben fatto, pulito ed ordinato , caratterizzato da una spiaggia di dune chiare, un ampio stradone di pini marittimi, illuminato la notte, qualche discreto villino (ce n'erano in affitto) dove si può passare una piacevole serata all'aperto allietata dalla brezza marina e per nulla infastidita dalle zanzare. Le zanzare, già! Il mio personale flagello che mi impone ogni volta di partire "in assetto di guerra" a causa della predisposizione ad attirare anche un singolo insetto che si aggiri nel raggio di chilometri, qui è assente. Nonostante i molti corsi d'acqua, le frequenti annaffiature dei giardini (per primo quello della casa che ho affittato) e addirittura piccoli stagni ricchi di vegetazione e insetti innocui come le libellule (segno che il luogo non è stato certo avvelenato) di zanzare non ne ho visto l'ombra ed in effetti avevo notato prima di partire su un sito dove venivano messi bollettini (simili a quelli meteo) sulle zanzare tigre che nella fascia costiera Ogliastrina non vi era traccia ! Ho potuto dormire tranquillamente con le finestre aperte, benchè non facesse un gran caldo/afa e lasciare le mie "armi" in valigia !
Benchè l'assessorato al turismo del comune di Cardedu abbia commissionato un simpatico DVD con libricino annesso (di cui mi hanno fatto dono gradito) intitolato "Cardedu la Perla dell'Ogliastra" vorrei modificare il termine "perla" sempre molto inflazionato quando si parla di una qualsiasi località da promuovere turisticamente in "Cardedu il Fiore dell'Ogliastra". Infatti mi ha colpito l'abbondanza dei fiori che ornano ogni via di questo paesino; mi riferisco tanto alle molte varietà che prosperano nelle proprietà private quanto quelle nei giardini pubblici, nelle aiuole spartitraffico, ovunque: l'intenso sole sardo unito all'abbondanza d'acqua ottiene risultati efficienti !
A questo proposito volevo accennare alla felice condizione di assenza di problemi idrici estivi, condizione non sempre scontata in Sardegna, basti pensare che l'acqua corrente è razionata da decine di anni in moltissimi comuni.
La Madonnina: 16 Agosto, 6 del mattino, un boato mi fa saltare dal letto, come un colpo di cannone sotto le finestre della camera da letto...all'inizio penso sia scoppiata una bombola del gas a qualcuno... dopo qualche minuto un secondo boato, poi un terzo ! I boati non sono altro che i petardi fatti esplodere nella vicina Chiesa per chiamare la popolazione alla processione che di buon mattino porterà la Madonnina da Cardedu sino al mare.
Eclissi parziale di Luna del 16-Agosto-2008La sera assisterò allo spettacolo dell'eclissi parziale di Luna favorita da un cielo come al solito limpidissimo :-)
Il giorno seguente, Domenica 17, un carro floreale trainato da buoi porterà la statua della Vergine per le vie di Cardedu, seguita da un corteo di isolani in abiti tradizionali locali e provenienti dai paesi vicini; altri petardi verranno sparati in alto per segnalare il punto preciso del paese nel quale mano mano si troverà il carro.
Prima di passare a descrivere il mare dei dintorni, cioè l'elemento primario per cui ci si reca in Sardegna d'estate, lasciatemi parlare un pò di gastronomia e vino.
Soprattutto il vino è il punto di forza di Cardedu possedendo un' antica azienda vitivinicola (Alberto Loi) che cura immensi vigneti e produce alcune varietà di vini famosi, tra cui il Cannonau. Ci troviamo infatti in una delle zone "principe" per la produzione del Cannonau, forse il migliore di tutta l'isola, un Cannonau rosso rubino che arriva anche a superare i 14 gradi.

Tanto per citare nomi famosi agli "addetti ai lavori" da queste parti si produce il Cannonau di Jersu (un paese vicino) e Montiferru oltre che altri rossi Doc e Igt e bianchi come il Vermentino.
In pianura invece, nella fertile pianura alluvionale che va da Cardedu verso il mare, si coltiva di tutto in quanto ogni abitante possiede in piccolo pezzo di terra dove produce frutta e verdura destinata all'uso personale o alla vendita al dettaglio (talvolta anche lungo le strade) per arrotondare il bilancio famigliare.
Anche noi, grazie alla gentilezza dei nostri padroni di casa, usufruiamo dei generosi frutti della terra e non manca giorno che sulla nostra tavola ci sia qualcosa di appena raccolto, soprattutto uva, pomodori e fichi ma anche carote, cipolle, prugne...
Non voglio dilungarmi troppo sulle tradizioni culinarie sarde già narrate nel racconto del 2006  limitandomi a citare le differenze e le specificità di alcuni prodotti.
In primis i Culurgiones (i famosi ravioli ripieni di patate, menta, pecorino e soffritto) che in Ogliastra non vengono preparati a forma "raviolo quadrato" ma a forma di pera-treccia per rispecchiare le vecchie borracce portate dai pastori e i "sa coccoi prena", una vera e propria libidine della gola: sono saccottini (anzi direi saccottoni) di pasta di pane, molto specifici di questa zona e poco conosciuti altrove, abbondantemente ripieni dello stesso impasto utilizzato per i Culurgiones, che vanno mangiati bollenti ! A Cardedu si comprano in un negozio di pasta fresca !
Sa Coccoi Prena
Un applauso meritano i meravigliosi arrosti di capra, pecora e porceddu (porcellino) che si possono acquistare già cotti (basta prenotarli la mattina) nelle macellerie del paese e persino nei supermercati.
Come qualità consiglio gli arrosti della macelleria "da Franco" (esempio 2008: maialino 18 euro/Kg) croccanti al punto giusto, sempre profumati da rametti di mirto e accompagnati da patate arrosto :-P ...se a questo aggiungete un buon Cannonau di Cardedu acquistato in uno dei fornitissimi supermercati avrete un pasto da far invidia a qualsiasi ristorante !
Tra l'altro come ristoranti non ho notato nulla di particolarmente tipico nel circondario, solo qualche luogo dove mangiare del pesce (ma il pesce, che pure amo, non fa parte dell'autentica cucina sarda) per cui mi sono limitato a fare un solo pasto fuori casa nell'intero mese (a parte gli inviti a casa di amici) sconfinando nella vicina Barbagia per andare "a colpo sicuro" all'hotel-ristorante "Su Gologone" nell'omonima località, un Country-Resort lussuoso, ma non così caro come appare (90 euro in quattro) dove si può gustare una vasta gamma dei migliori piatti tipici sardi in un ambiente raffinato, gentile e piacevole e non c'è neppure bisogno di vestirsi "bene" in quanto il resort è il punto di riferimento di facoltosi amanti del trekking, di escursionisti in quad o semplicemente cultori della buona lettura e del silenzio senza "formalismi".
...ma più delle parole parlano da le foto, pancia mia fatte capanna ! :-)
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altro Murales a memoria della sciagura di Gairo vecchia
Chiesa di San Paolo Apostolo

17 Agosto, corteo della Madonnina per le vie di Cardedu
Murales e aiule di fiori a Cardedu
la fontana con zampilli variabili vicino la Chiesa
Marika nella raccolta dei prodotti della terra cardedeseMaeva e  Marika nella raccolta dei prodotti della terra cardedese
Insieme a Cardedu: balli sardi a piazza Gramsci
Frutta d'Agosto appena colta......porcetto a Su GoloneSeadas (o Sebadas) con miele di Corbezzolo
il Pane delle FesteSu Pistiddu

Spiagge:
Le spiagge facilmente raggiungibili facendo base a Cardedu sono numerose e variegate a patto di essere disposti a battere una zona con un raggio che va dai 4-5 Km ad un massimo di circa 30 Km pari a non più di una ventina di minuti di strade prive di traffico non sempre asfaltate.
Come ho già detto anche se l'Ogliastra non è inflazionata di turisti come ad esempio la Gallura (tant'è i traghetti Civitavecchia-Arbatax  effettuano in Agosto solo due corse a settimana contro le molteplici giornaliere verso Olbia e Cagliari) è inevitabile che in questo periodo alcuni tratti delle coste siano affollati; per evitare quindi la calca valgono i soliti tre consigli da adottare separatamente o tutti insieme per avere il massimo effetto:
1) Recarsi in spiaggia la mattina presto, se si tratta di una piccola caletta occuperete il poco posto disponibile e chi verrà dopo si troverà un'altro sito, se si tratta di una grande spiaggia la gente verrà come al solito molto tardi quando sarà quasi ora di andare via.
2) Preferire le spiagge di ciottoli o rocce. A me esteticamente (e snorkellatamente) piacciono di più e anche alla mia famiglia (alle bimbe piace cercare sassolini colorati, curiosare tra le pozze, arrampicarsi...) ma al resto dei vacanzieri non molto; quindi la gente si accalca nelle spiagge sabbiose, meglio se dotate di bar, ristoranti e noleggi vari tralasciando quelle considerate "meno comode".
3) Se la spiaggia è raggiungibile tramite una lunga strada bianca, polverosa, piena di buche, apparentemente adatta solo ai fuoristrada (ma io ho sempre viaggiato con una normalissima berlina senza problemi, basta stare molto accorti) allora è quasi certo che sarà deserta.
Io ho girato un pò dappertutto ma quando la mattina presto mi sono recato in spiagge con scogli tramite lunghi percorsi tortuosi magari di giorno feriale mi è capitato anche di rimanere in "pieno Agosto" completamente da solo con la mia famiglia senza nessun altro "a vista" !
Marina di GairoGiglio di mare (Pancratium maritimum)
Segue il mio solito schemetto delle spiagge, al quale vi consiglio caldamente di integrare le foto con didascalia (che appare passandoci sopra con il mouse) contenute nelle tre pagine linkate in fondo a questa.

 Le spiagge da Cardedu verso Sud:
 
Marina di Gairo lato centrale
Marina di Gairo - lato Sud
Marina di Cardedu: (la Scogliera, Foddini, Museddu, ecc.).
Le spiagge di Marina di Cardedu sono tutte sabbiose quindi poco adatte alla privacy, anche se mai troppo affollate proprio perchè Cardedu è un paese per fortuna ancora non toccato dal turismo di massa (riferimento 2008).
Il mare degrada abbastanza in fretta ! Sono le spiagge più vicine al paese (circa 4-5 km), Foddini che è la continuazione dell'arenile più a Nord di Bari Sardo è caratteristica perchè ha alle sue spalle uno stagno naturale ed è divisa da Museddu dalla "Scogliera", una serie di massi sui quali corre un lungo pontile. Personalmente a ridosso di questo pontile non ho trovato un mare pulitissimo, meglio andare poco più a sud lungo la spiaggia di Museddu dove, nonostante il lungomare sia stato addomesticato da una ampia strada e da qualche localino e appartamento, il litorale è rimasto vergine con dune, vegetazione di spiaggia (vedi il profumato Giglio di Mare e non solo) e una fresca striscia di Pini Marittimi.
Sa Perda 'e Pera.
Se invece di girare subito verso il mare si prosegue lungo la strada principale che dal paese va verso sud si arriva alla spiaggia di Perda 'e Pera caratterizzata dalla prima parte sabbiosa dove risiede anche il piccolo villaggio Ventaclub mentre la parte finale rappresenta l'inizio degli scogli che seguiranno tutta la strada asfaltata sino alla sua fine al Campeggio di Coccorocci. Lungo queste scogliere ci sono dei punti dove lasciare l'auto e con poca difficoltà scendere verso il mare per sistemarsi su una grande roccia e stare appartati; in un punto c'è anche un bar-pseudo stabilimento che occasionalmente organizza piccoli eventi culinari a base di arrosti ma in genere si tratta di una costa deserta (con Google Earth si vede bene). 
Marina di Gairo, Sa spiaggetta, Su Mari Dividiu, Lispedda.
Questi nomi stanno a rappresentare la prima vera e propria spiaggia lungo la strada. Molto bella, possiede un parcheggio ampio illuminato di notte con dei bagni pubblici. Nonostante abbia un minimo di servizi (non ci sono però nè bar, nè punti di ristoro/noleggio ombrelloni o simili) rimane meravigliosamente selvaggia. L'entrata ai parcheggi sterrati è appositamente ristretta da una struttura di legno per evitare l'entrata dei camper. Una torretta per bagnini è visibile in posizione quasi centrale anche se non è utilizzata.
Suggestivo il ginepro che divide in due questa località caratterizzata da una spiaggia ciottolosa con pietre e scogli rossi di granito porfirico. Entrando in acqua in alcune parti (soprattutto il lato Nord) si trova qualche metro di sabbia mentre poco più a largo oppure ai due estremi della spiaggia e di fronte al ginepro inizia un fondale roccioso con ricci (attenzione ai piedi) e pesci...ottimo luogo per pescare la sera polpi come faccio io senza fucile ! Il lato Sud è interrotto da un fiumiciattolo (Rio Lispedda) ricco di vegetazione e libellule che termina a pochi metri dal mare con un piccolo stagno mentre continuando sempre verso Sud oltre la spiaggia s'incontrano una serie di calette, alcune simpaticamente attrezzate utilizzando i materiali del posto con tavoli e sedili in pietra ben nascosti sotto l'ombra dei ginepri.
la caletta, in fondo il mio bianco ombrellone.
Su Sirboni visto da un punto panoramico, notare il villaggio abbandonato
Tutto questo tratto di costa è meta o punto di partenza di appassionati di canoa; a Cardedu infatti è possibile organizzare escursioni, vedi: Cardedu Kayak.
Tra le calette più belle, continuando da Marina di Gairo a piedi verso Sud o più comodamente in auto per qualche centinaio di metri, c'è quella senza nome segnalata da una scritta (verniciata sull'asfalto) che indica l'entrata alla spiaggia di Su Sirboni.
Si lascia quindi l'auto parcheggiata ai lati della strada, meglio se all'ombra di qualche ginepro, e si scendono delle scalette. Se è abbastanza presto ci si può piazzare nella piccola caletta subito dopo la scalinata di pietra tra la ghiaia resa soffice da un tappeto di Posidonie secche (per favore non chiamatele alghe, sono piante superiori acquatiche) in uno scenario veramente suggestivo ! Tutto intorno porfidi rossi, vari accessi al mare comodi perchè sabbiosi e un susseguirsi di calette, pozze e piscine di acqua di mare.
Questa caletta è il punto di partenza del sentiero , non molto agevole, che in circa due chilometri (e non qualche centinaio di metri o dieci-quindici minuti di cammino come riportato da alcuni noti siti ed persino da una famosa guida) porta all'incantevole gioiello di Su Sirboni.
Su Sirboni (o Cala Francese) è il sito marino più incantevole della zona, con una sabbia chiara protetta da venti e correnti marine, dalle tipiche rocce rosse in un contesto di colori da spiaggia tropicale. Purtroppo però gli accessi "facili", cioè quelli molto vicini alla strada, sono tutti chiusi e ben recitati in quanto proprietà privata, quindi per arrivarci bisogna scarpinare lungo il tortuoso sentiero che ho citato che costeggia il mare e ci vuole molto tempo e bisogna far attenzione a non inciampare in alcuni passaggi meno agevoli soprattutto se si portano dietro carichi ingombranti come zaini, ombrelloni e cibarie varie, indispensabili per godersi un giornata intera di questa meraviglia.
Nonostante le difficoltà, non certo insormontabili visto la presenza anche di qualche bambino, la spiaggia è gettonatissima, quindi abbastanza frequentata e già dalle prime ore del mattino si notano i gruppetti di auto parcheggiate sul ciglio della strada e la fila di persone in pellegrinaggio.
Alle spalle dell'arenile sorge un villaggio abbandonato con tanto di bungalow costruito negli anni '60 e mai entrato in funzione (ne ignoro la ragione) che la vegetazione con il tempo da fagocitando.
Coccorocci lato Sud, notare i sassolini che formano una discesa ripida
Coccorocci lato Nord
Coccorocci
Continuando sulla strada principale sino alla sua fine si arriva, dopo un paio di panoramicissimi tornanti, all'entrata di un campeggio costruito lungo la spiaggia di Coccorocci.
Il nome deriva forse dai ciottoli bruni presenti (Cocci Rotti) oppure dall'abbondanza, un tempo, di chiocciole di mare (Coccorrocius in Sardo).
Il campeggio, moderno e ristrutturato, anche in alta stagione rimane discreto e per nulla affollato, niente a che vedere con il classico stereotipo di campeggio con piazzole ammassate di roulotte, tende e baccano ! Prova ne è che nel tratto di spiaggia immediatamente di fronte alla struttura c'erano al massimo alle ore di punta una decina di persone. Qualche metro prima dell'entrata sulla destra ci sono un paio di stradine sterrate lungo le quali si può liberamente ed agevolmente parcheggiare.
L'accesso alla spiaggia è immediato a meno di non imboccare il lungo ma comodo sentiero in salita che porta (come da cartello) alla meravigliosa Cala e Luas.
Seppia mimetizzata a Coccorocci
Coccorocci è una spiaggia di circa un chilometro praticamente sempre deserta anche in pieno Agosto formata dai caratteristici piccoli sassi scuri levigati dal mare. E' veramente unica nel suo genere ed in alcuni punti i sassolini formano una discesa al mare talmente ripida da rendere difficoltosa la risalita, l'acqua trasparentissima e ricca di fauna (ottima pesca di polpi e seppie) è subito profonda già ad un paio di metri da riva.
Il lato Nord termina in una serie di cale e calette rosa orlate da una profumatissima macchia mediterranea, colorate da un mare intensamente azzurro nelle quali ci si può riparare nelle giornate ventose mentre il lato sud è delimitato dal ripido Monte Cartucceddu che dai suoi 600 metri si inabissa in mare per formare Capo Sferracavallo (chiamato così perchè impervio tanto da "sferrare" i cavalli); il panorama è completato dalla vista dell'imponente Monte Ferru, il più grande complesso vulcanico mai esistito in Sardegna che domina tutta la zona.
veduta della zona dalla cima della Torre di San Giovanni
altra veduta dalla cima della Torre di San Giovanni
Oltre Coccorocci la strada finisce quindi per poter scavalcare il Monte Cartucceddu bisogna tornare indietro a Cardedu e imboccare l'Orientale Sarda, o meglio il nuovo tratto della SS125, svoltando in direzione di Marina di Tertenìa. Dopo circa altri dieci chilometri di strada buona ma non priva di curvoni si raggiunge il mare. 
Da qui si può scegliere se andare verso Sa Foxi Manna-Marina di Tertenìa, una spiaggia di sabbia abbastanza frequentata oppure girare al bivio per Sàrrala e raggiungere il tratto di costa meno frequentato.
Il primo luogo che consiglio di andare a vedere è quello a ridosso della Torre di San Giovanni di Sarrala. Una strada parzialmente sterrata, passata l'indicazione per una pizzeria, porta ad una località circondata da piccoli appezzamenti di terreno dove i proprietari si sono "inventati" con roulotte o vere e proprie abitazioni la seconda casa per la villeggiatura; questa strada finisce su un promontorio dove sorge la Torre di San Giovanni, una costruzione abbandonata, ma in discreto stato, costruita nel 16° secolo per far fronte agli attacchi dei pirati ma riconvertita (e anche modificata nell'aspetto) a bunker militare sotto la seconda guerra mondiale. Da un buco laterale è possibile entrare e con molta attenzione salire le ripide e consumate scale per salire nei vari piani sino alla terrazza in cima.
Dal promontorio si può scendere a piedi al mare, tra gli scogli, oppure tornare indietro con l'auto e fermarsi nella spiaggia più vicina con sabbia granulosa e ciottoli  (dove ho pescato) con un fondale marino misto sabbia e scogli con posidonie chiamata Caletta della Torre. E' una spiaggia quasi deserta frequentata solo da qualche appassionato di pesca che possiede la barca ancorata a pochi metri dalla riva.
Proseguendo verso Sud si arriva (anche a piedi) alla spiaggia Melisenda di sabbia chiara anch'essa non frequentatissima in quanto utilizzata solo dai padroni delle ville non lussuose lungo il litorale. La spiaggia termina con un tratto di costa di vari chilometri misto ciottoli e scogli raggiungibile da una strada che da asfaltata (più o meno sino a Su Prettu) diventa di colpo sterrata. Dopo qualche centinaio di metri di strada bianca c'è uno slargo dove parcheggiare con dei cestini per i rifiuti ed una breve scalinata in pietra adornata da un agave: si tratta della spiaggia di Barisoni che consiglio per i suoi fondali pescosi e per l'assoluta privacy...nonostante sia lunga e abbastanza comoda (piccoli ciottoli) mi è capitato in alcuni giorni di non incontrare nessuno ! Era la spiaggia più a Nord che avevo visitato due anni fa quando avevo soggiornato molto più a sud a Villaputzu. Volendo scappare ancor più dalla civiltà si può tentare, come ho fatto, di proseguire lungo la strada sterrata che si perde tra i vigneti, scoprendo di tanto in tanto rari sentieri tra i campi, percorribili in auto, che portano al mare, ma in questo caso il litorale non è comodissimo essendo formato da rocce nere prive di zone dove poter stendere agevolmente un asciugamano.
Altre meraviglie del mare:

una Cassiopea fotografata a largo del lido di Orrė

The catch of the day, Marina di GariroA destra l'incantevole Cassiopea (Cotylorhiza tuberculata), la più bella e la meno urticante tra le tre specie di meduse che si possono incontrare nei nostri mari.
Per fortuna la Sardegna non è stata interessata dall'invasione di questi celenterati che invece ha colpito quest'anno il nord del Mediterraneo, al massimo qualche singolo esemplare da ammirare durante una snorkellata !
A sinistra invece il pasto fresco a base di polpi che mi sono giornalmente procurato senza l'ausilio del fucile subacqueo.

  Le spiagge da Cardedu verso Nord:
 
Per scoprire le spiagge a Nord di Cardedu bisogna obbligatoriamente prendere la statale SS125 "Orientale Sarda" e seguirla girando verso destra mano mano che si incontrano i cartelli relativi alle località. In genere, ma non necessariamente, la costa si presenta sabbiosa con pochi scogli quindi maggiormente affollata con punte, talvolta, esagerate per i miei personalissimi gusti.
Il primo paese che si incontra lungo la statale è Barì Sardo (o Barisardo), un paese molto frequentato dal turismo, con traffico alle ore di punta, dotato di molti servizi.
La spiaggia più vicina è quella della Torre di Barì (Marina di Bari Sardo), un litorale dalla sabbia chiaro-bruna caratterizzato da un gruppetto di scogli al centro sulla quale sorge l'omonima torre spagnola adibita in quel periodo a mostra di quadri, sulla quale aveva nidificato un falco. Si arriva seguendo le indicazioni dopo qualche chilometro dal paese e si parcheggia in un piazzale di fronte ad una pizzeria. Grazie agli otto chilometri di arenile parzialmente circondato a Nord da una pineta non c'è un grande affollamento di persone anche se ovviamente non si può parlare neppure di scarsa frequentazione ! La parte Sud (quella fotografata attraverso la finestrella della torre) è maggiormente frequentata in quanto intensamente lottizzata a ville. Snorkellando intorno alla torre è possibile avvistare qualche branco di pesce in più rispetto altre località (nulla di sconvolgente, s'intende !)
lato sud di Bari Sardo
Da Marina di Bari Sardo verso Nord si trovano facilmente le indicazioni per la spiaggia sabbiosa di Cea caratterizzata dai faraglioni rossi chiamati "Is Scoglius Arrubius". Non ci sono molti servizi, solo qualche bar ma la spiaggia è inevitabilmente affollata.
Più difficile da trovare è la rocciosa Caletta di Cea; per raggiungerla ho fatto delle prove imboccando alcune strade bianche a circa un chilometro più a sud di Cea. La caletta non è segnalata ma in compenso è quasi deserta, possiede una specie di parcheggio ed è conosciuta solo dai pescatori che si immergono nei fondali bassi e ricchissimi di posidonie per raccogliere le abbondanti oloturie (i "cetrioli di mare") da utilizzare tagliate come esca.
Girovagando lungo le strade costiere asfaltata di questa zona vi può capitare inoltre di imboccare quella che finisce presso una vecchia base militare; parcheggiando alla meglio e volendo scendere qualche centinaio di metri più in basso verso il mare troverete una scogliera nera priva di calette o spiagge, completamente solitaria: si tratta di Punta Niedda.
la spiaggia di Cea vista dalla Caletta di Cea, sull sfondo Is Scoglius Arrubius
Da Cea verso Nord seguendo il litorale continuano le spiagge a carattere sabbioso del Lido di Orrì, più di 15 chilometri di sabbia chiara, fine e soffice come la farina.
Il Lido di Orrì ha tutti i servizi normalmente richiesti dal turismo più "comodoso" come piccoli stabilimenti, bar (alcuni dei quali cuociono per pranzo su ordinazione il porcellino), parcheggi (quelli lungo la strada lato mare sono a pagamento, internamente sul lato opposto invece sono gratuiti) e noleggi vari. Alcuni graniti grigi affiorano dalla spiaggia e dal litorale formando suggestive sculture dalle molteplici forme.
Ovviamente c'è tantissima gente e vale la pena, secondo me, di passarci una mattinata solo nella parte più a Sud e solo si è disposti a camminare via spiaggia sempre verso Sud, passato l'ultimo parcheggio e scavalcando un gruppo di rocce che sbarrano temporaneamente l'arenile, dove il litorale non è più raggiungibile dalla strada in quanto ostacolato da alcune ville private costruite direttamente sul mare e dove si può quindi ritrovare una relativa pace interrotta solo da qualche turista intento a passeggiare.
Quest'ultima parte è veramente incantevole, in special modo alla fine della spiaggia, in prossimità di un Golfetto dove hanno gli accessi privati grandi ville nascoste dalla macchia mediterranea.
Il lato Nord invece termina con la meno frequentata sabbiosa Baia di San Gemiliano.
Lido di Orrė
Riprendendo la statale SS125 e raggiungendo Tortolì e poi Arbatax si può scegliere la spiaggia sabbiosa di Porto Fralis posta a sud del promontorio (Capo Bellavista) oppure, andando verso il porto e seguendo poi una indicazione sulla destra quasi alla fine della strada prima di entrare nell'area traghetti, la meravigliosa Cala Moresca.
Quest'ultima è veramente un incanto, riparatissima dai venti e dalla correnti marine è una vera e propria sorpresa isolata nel mezzo di un ambiente fortemente antropizzato. Dopo una salita in mezzo ai vicoli delle case inizia una stradina asfaltata che porta ad un piazzale con parcheggio panoramicissimo dal quale, sporgendosi dal parapetto, si ammira in tutta la sua bellezza la cala rocciosa dal mare azzurro mozzafiato.
Si prosegue poi a piedi attraverso un facile percorso formato da parecchi scalini non ripidi che scendono tra le vegetazione fino agli scogli di porfido rosso. Non ci sono molti posti dove stendere un asciugamano e questo fa sì che non sia molto frequentata. Da un lato si scorge una scalinata con un piccolo solaio di legno attrezzato con pochi ombrelloni e canoe: si tratta dell'accesso al mare di un villaggio posto in cima al promontorio. A causa delle pietre lisce ma viscide l'entrata in acqua non è delle più facili ma lo spettacolo della fauna marina è assicurato grazie anche al fondale che si fa subito profondo.
Al ritorno ci si può fermare vicino al porto ad ammirare il monumento naturale delle Rocce Rosse (d'estate per accedervi bisogna liberamente passare attraverso i palchi che la notte ospitano un festival con concerti a pagamento) oppure uscire dal paese e proseguire lungo la statale verso Girasole e Lotzorai per il Lido delle Rose e Tancau, altre spiagge di sabbia chiara purtroppo affollate.
Cala Moresca
L'ultima località balneare dell'Ogliastra raggiungibile in auto è Santa Maria Navarrese, se si esclude Pedra Longa, (o Agugliastra) che non ha vere e proprie spiagge ma solo dei sentieri di discesa al mare che partono dal parcheggio in fondo alla strada o dal ristorante poco più su, riservati agli amanti della privacy e della pesca.
Il litorale di Santa Maria Navarrese è formato da una spiaggia di sabbia a grana grossa e piccoli ciottoli frequentatissima che termina con la torre spagnola di Santa Maria. A pochi metri dalla torre, raggiungibile tramite una stradina in mezzo alla case, c'è un ampio parcheggio nel quale lasciare l'auto ed è qui che consiglio di andare perchè c'è meno gente in quanto vi sono alcuni scogli affioranti. Nella parte a Sud della torre, immediatamente sotto, ci si può accomodare, dopo una breve scalinata che parte proprio dalla torre, a ridosso di un muretto, in una striscia di sabbia formata da chicchi di riso rosa bagnati da un tratto di mare riparato e praticamente immobile come un lago dove il fondale rimane soffice e basso per parecchie decine di metri.
In alternativa si può piantare l'ombrellone a Nord della torre, sotto il parcheggio nella spiaggetta chiamata San Giovanni, meno curata, meno scenica, formata da grana grossa, ciottoli e posidonie secche ma anche quasi deserta che termina con i frangiflutti del vicino porticciolo turistico dal quale partono le escursioni guidate verso le coste sino al Golfo di Orosei.
Santa Maria Navarrese a Nord della torre, spiaggia di San Giovanni Le due parti di spiaggia a ridosso della Torre di Santa Maria le consiglio come miglior rapporto quantità di gente-bellezza soprattutto a chi ha bambini molto più piccoli dei miei per la sicurezza delle acque, la comodità di parcheggio e la facile scesa al mare.
Inoltre, nonostante non fosse un posto isolato (praticamente è in pieno centro di Santa Maria Navarrese), nonostante la mattina ci fossero almeno una decina di sub che pattugliavano in assetto di guerra gli scogli intorno alla torre a pochi metri dalla riva. sono riuscito con il semplice scatto della mia mano a tirar su bel polpo da un chiletto da cucinare bollito senza sale, come insalata, con olio, aceto, limone e prezzemolo dopo averlo fatto ovviamente intenerire come il burro con il solito trucchetto del congelamento in freezer per qualche ora.   Stra-slurp ! :-P
Santa Maria Navarrese sotto la Torre (lato sud della Torre).
Santa Maria Navarrese a Nord della torre, spiaggia di San Giovanni

Oltre non è più possibile proseguire verso Nord via terra e fino a Cala Gonone non ci sono accessi al mare a meno di non affrontare lunghi percorsi di trekking; l'unica possibilità di seguire la costa per molti chilometri è quindi via mare noleggiando a caro prezzo un gommone oppure dovendo cedere ad una più economica escursione di gruppo organizzata. A questo proposito ci sono varie alternative che le cooperative offrono per combinare la visita ad una serie di spiagge eventualmente abbinabili a sessioni di diving o alla visita delle due principali grotte: la Grotta del Fico e più a Nord, al confine Ogliastra-Barbagia, la più famosa Grotta del Bue Marino. Le escursioni sono prenotabili tramite agenzie turistiche locali (ce n'è una anche a Cardedu) oppure direttamente nei porti di partenza di Santa Maria Navarrese (il più vicino), Arbatax o Cala Gonone.

 Le escursioni:
Le escursioni, sono effettuate tramite comode imbarcazioni che partono dai vari porticcioli la mattina e terminano il pomeriggio. Non sono previsti servizi di ristorazione quindi bisogna portarsi il pranzo a sacco o farsi spellare vivi in uno dei ristoranti/bar presenti in alcune cale; lo stesso vale se si vuole affittare l'ombrellone. Possibilità di effettuare fish-feeding con bombole anche a bambini molto piccoli alla loro prima esperienza.
I costi, la durata di permanenza nelle singole spiagge e la combinazione visitabile di queste ultime dipende dall'itinerario (lungo o corto) che si è scelti di fare a seconda della prenotazione. Devo dire che ho trovato molta discordanza tra quello proposto dall'agenzia locale, quello realmente disponibile e quello veramente usufruito: in pratica l'agenzia, dopo che avevo scelto il tipo di itinerario tra quelli elencati, mi aveva assicurato la visita di alcune spiagge, al porto ho scoperto che in realtà nei avrei visitate altre, in barca poi ho fatto un pò di testa mia per compensare l'altrui imprecisione mischiando i programmi a mio piacere. Durante la traversata vengono descritti i vari tratti di costa tramite uno stridente altoparlante in lingua Italiana e Tedesca (...e in Inglese ?).
Questo tratto di costa, frequentato quando ero bambino dalla oramai estinta Foca Monaca, anche se divenuto meta di escursioni organizzate "di massa" rimane sempre qualcosa da lasciare a bocca aperta e assomiglia molto ad altri luoghi tropicali da me visitati come ad esempio le isole Thailandesi Phi Phi, peccato solo che poi attraccando l'idillio finisca !
Malebolge: gli itinerari prevedono una combinazione di due o più tra le belle cale di sabbia bianca accecante, contornate da rocce, archi e mare blu, nomi famosi come Cala Goloritzè, Ispuligidenìe (Cala Mariolu), Cala Biriola, Cala Sisine per finire con la più conosciuta Cala Luna, una mezza luna di sabbia incastonata tra mare e stagno di acqua dolce, quasi un'isola di sabbia candida tra due acque purtroppo completamente assaltata, come per altro le altre cale, da una esagerata folla di persone talmente fitta da avere difficoltà a stendere l'asciugamano.
Cala LunaCala Luna vista dallo stagno

 Grotta del Fico:
 
accesso alla grotta del ficoaccesso alla grotta del fico
il pozzo in comunicazione con il mare apertointerno della Grotta del Fico
Avendo già visto più di una volta nel passato sia questo tratto di costa, sia la Grotta del Bue Marino (che per me rimane la più bella della Sardegna insieme a quella di Nettuno ad Alghero) lo scopo principale dell'escursione è stato la visita della Grotta del Fico, una grotta carsica di recente apertura al pubblico (Agosto 2003). L'accesso alla grotta è a circa dieci metri sul mare e vi si accede agevolmente (purtroppo solo se si è normodotati), tramite una scalinata di legno e si prosegue all'interno tra colonnati, stalattiti, stalagmiti, pozze d'acqua, vasche, fiumiciattoli e concrezioni multicolori tramite passerelle metalliche. 
una colonna di calcare
Le volte della grotta sono abbastanza ampie quindi nessun problema di claustrofobia; ottima la guida della Società Speleologica Baunese in lingua italiana, tedesco ed inglese.
La caratteristica peculiare è la presenza di un pozzo il cui fondo è in comunicazione tramite un sifone con il mare aperto e che ha rappresentato sino agli anni '80 l'ultimo rifugio della Foca Monaca.
Nella grotta è vietato scattare foto con il flash ma la maleducazione della gente non ha limiti !
Se le coste sarde sono uniche non è da meno l'interno del territorio ricco di testimonianze storiche (vedi racconto del racconto del 2006) e scorci naturalistici suggestivi. Partendo da Cardedu è possibile visitare nell'immediato circondario vari Nuraghe, Domus de Janas, Menhir, Dolmen, Pozzi sacri, Tombe dei Giganti di media-piccola importanza come il Complesso Nuragico di S'Ortali 'e su Monti in direzione del Lido di Orrì che purtroppo quest'anno era chiuso per ristrutturazione (ma dall'esterno si intravedevano bene le strutture) oppure impegnarsi in una gita di una mezza giornata o poco più nei territori limitrofi per vedere direttamente i siti più significativi dell'intera civiltà nuragica come il complesso di Su Nuraxi a Barumini (visitato nel 2006) e quello di Arrubiu ad Orroli quest'ultimo abbinabile ad un'escursione in battello in stile Mississippi sui laghi Mulargia e Flumendosa. Sempre sconfinando di poco l'Ogliastra, andando verso Dorgali seguendo la panoramica SS125 Orientale Sarda, è possibile vedere una delle più belle e conservate Tombe dei Giganti di tutta la Sardegna, S'Ena 'e Thomes, una tomba a struttura dolmenica edificata circa 3500 anni fa con una stele centrale monolitica pesante sette tonnellate ed un retro-corridoio funerario coperto da cinque grandi lastre di granito.

Tomba dei giganti S'Ena 'e Thomes a Dorgali.particolare del corridoio funerario
Volendo rimanere in zona è caldamente consigliata una visita alle fonti del Cedrino, in località Su Gologone, una località che ricorre spesso nei miei ricordi e che purtroppo ha subito delle pesanti modifiche pro-turismo. Ricordo che alla fine degli anni '90 era ancora una località quasi segreta, tutta da scoprire, priva di indicazioni ed incontaminata dove ci si stendeva in riva ad un placido ruscello all'ombra dei salici, magari amoreggiando, stando attenti solo a non essere calpestati dalle capre del vicino ovile, adesso (da un paio di anni) il posto è frequentatissimo, la strada è asfaltata, il pastore con le capre non c'è più, è spuntato un ampio parcheggio con tanto di stand di souvenir, si paga un modesto biglietto d'entrata, c'è un grande bar, servizi, parco giochi per bambini e vicino alle fonte una guida spiega i fenomeni carsici che hanno dato origine ad un sistema di gallerie e tunnel subacquei simili ai Cenotes yucatechi esplorati solo in parte raggiungendo una profondità di 107 metri ! L'unico elemento per cui il tempo si è fermato è la piccola Chiesa campestre di Nostra Signora della Pietà. Qualche centinaio di metri prima delle fonti c'è il mitico resort-ristorante di Su Gologone accennato sopra.
il fiume Cedrino a Su Gologone oggisu Gologone in una mia vecchia foto del 1997
Altre testimonianze storiche, più recenti, sono rappresentate dalle torri costiere spagnole costruite per contrastare le incursioni dei pirati saraceni a partire dalla seconda metà del 1500, difese da spingarde e piccoli cannoni, che vennero utilizzate come difesa sino alla seconda Guerra Mondiale. Oggi alcune sono abbandonate, altre invece sono utilizzate per mostre di quadri o foto d'autore.
l'interno della Torre abbandonata di San Giovanni di Sarralal'interno della Torre abbandonata di San Giovanni di Sarrala

fauna a is piscinas Is Piscinas: l'ultimo gioiello dell'Ogliastra, a pochi chilometri da Cardedu, si trova lungo la strada che porta alla spiaggia di Coccorocci. Poco prima che la strada asfaltata scenda al campeggio, una stradina impervia, tutta polvere e buche (ma ho visto che stavano iniziando dei lavori finanziati dalla comunità europea per migliorare la fruizione della zona) scende all'interno di una gola, nel senso opposto al mare. La prima indicazione colorata su una pietra con scritto "is Piscinas" è ben visibile, si nota meno quella successiva, gialla, in prossimità della quale bisogna parcheggiare l'auto altrimenti si rischia tirare dritto saltando "il bivio" che a piedi, dopo un centinaio di metri, porta ad una meraviglia unica.
In totale solitudine sorge il complesso di cascatelle e laghetti chiamato Is Piscinas ("le Piscine" o "Marmitte dei Giganti"), un selvaggio rigagnolo di acqua pulitissima che crea con i suoi salti una serie di piscine adatte a fare un bagno fresco al riparo dalla calura estiva tra farfalle e libellule e dove riposare sdraiati all'ombra degli oleandri.
is piscinas is piscinas
prima indicazione
seconda ed ultima indicazione: bisogna parcheggiare.
Altre cose da vedere:
Facendo base a Cardedu è obbligatorio andare a visitare le vicine Grotte di Su Marmuri ad Ulassai (già viste e descritte nel 2006), caratteristiche per avere l'antro più grande d'Europa e magari, se non si soffre di mal d'auto, fare un giro tra le vicine montagne di Gairo e Osini.
Da prendere in considerazione anche le numerose sagre della zona, sempre ricche di colori, costumi, gastronomia, bancarelle, musica...
Sempre spettacolare e non troppo distante da Cardedu il carnevale estivo serale (Maskaras) che si tiene ogni anno a Muravera (leggi i particolari nel  racconto del 2006), nel Sarrabus-Gerrei, tipico per le sfilate delle maschere ancestrali sarde come i Mamuthones. Devo fare una sola critica all'evento: la difficoltà di sapere quale giorno del mese si teneva. Sui siti ufficiali (e non) riguardanti le sagre di  quest'anno non vi era traccia, tranne che per l'ufficio turistico Cagliaritano dove era citata una data sbagliata; sul sito del comune di Muravera non vi era nessun accenno e alla mia email di richiesta informazioni non è seguita alcuna risposta; nel sito dell'ente turistico di Muravera invece era pubblicizzato solo il festival rock che negli stessi giorni si teneva nel vicino Porto Corallo, inoltre nel sito erano errati i numeri di telefono ; facendo una visura camerale ho finalmente reperito i numeri giusti e telefonando ho saputo il giorno dell'evento...ma che fatica !
Altra manifestazione di grande spessore in Agosto, non lontanissima da Cardedu, della durata di una settimana, è la Sagra del Redentore a Nuoro.
Cagliari: ogni volta che mi reco in Sardegna non posso esimermi da fare un salto a Cagliari dove ho lasciato i miei ricordi più belli, quest'anno una piacevole sorpresa...mentre guardavo la mia ex scuola, accanto alla mia ex abitazione, dove ho frequentato l'asilo, tutte le elementari e dove ho fatto la Comunione (era una scuola cattolica: la scuola pubblica all'epoca era molto lontana...anni '60) una suora ci ha invitato ad entrare a visitarla...quanti ricordi, molte cose erano ancora dove l'avevo lasciate ma molte altre erano cambiate: una ristrutturazione all'avanguardia in tutti i campi, con un moderno teatro, le aule zeppe di computer nuovi, i laboratori, addirittura un proprio megasito internet... 

La vista degli stormi di fenicotteri rosa sugli stagni cittadini al tramonto chiude il ricordo di questo ultimo viaggio nella mia amata seconda terra Natale.

Cagliari, la scuola delle Ancelle della Sacra Famiglia
Cagliari, la scuola delle Ancelle della Sacra Famigliatipico cesto sardo
bancarelle che vendono campanacci
maskaras
bancarelle a Muravera
maskarasla sagra del Redentore a Nuoro
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