IL TARO (Colocasia esculenta)
Il Taro è uno dei più importanti vegetali di tutti i tempi per i Polinesiani.
Viene coltivato da oltre 1000 anni ed è stato spesso l'unica risorsa alimentare durante le antiche migrazioni o in isole che offrivano poche risorse alimentari.
Molto simile ad una patata veniva sempre portato dai Polinesiani nei vari viaggi effettuati con le loro grandi canoe sia come cibo, sia come vegetale commestibile da piantare per avviare nuove coltivazioni (insieme al cocco ed alla patata dolce).
Per questo motivo tutt'oggi è una delle piante più comuni del Pacifico.
In Italia è poco conosciuto come specie alimentare (le radici) mentre la pianta viene usata a scopi ornamentali con il nome volgare di "orecchie d'elefante" (a causa della forma delle grandi foglie .
In alcune città italiane è possibile trovarlo nei mercatini dove si vendono prodotti importati come la tapioca.
Originario dell'Asia tropicale cresce oggi in tutti i paesi tropicali e rappresenta l'ingrediente base nell'alimentazione di molte popolazioni non solo dell'Oceania e dell'Asia ma anche dell'Africa. La sua radice è tossica se mangiata cruda, è necessario quindi bollirlo prima di consumarlo. Occorre prestare attenzione a non toccarsi gli occhi dopo averne manipolato la polpa in quanto può causare forti irritazioni.  La sua polpa bianca bollita è assai gustosa.
Una Ricetta:

4 radici di Taro
1/2 cavolo (optional)
2 spicchi d'aglio schiacciati (optional) 
un pò di salsa d'ostrica oppure un'altra salsa di vostro gradimento (optional)
Sbucciare le radici e renderle morbide tenendole a mollo in acqua fredda.
Il metodo di cottura è simile a quello delle comuni patate: per esempio la bollitura (ma anche la frittura).
Una volta bollito (quando è ancora caldo) tagliarlo a cubetti e mischiarlo (eventualmente) ai cavoli e all'aglio.
Saltare il tutto in padella con l'olio fino a colorire la radice.
Servire caldo o freddo con l'eventuale aggiunta di una salsa.

Tutto sul Taro  (valori nutrizionali, conservazione, ricette ed altre notizie a cura della Fao)


Una leggenda:
Una storia narra di una dea che partorì un figlio deforme che morì dopo alcune settimane.
Sopra al luogo di sepoltura dopo due giorni spuntò una pianta (il Taro). La pianta fu assaggiata e il suo sapore fu subito gradevole. Successivamente la dea rimase incinta ed ebbe un bambino sano. Da allora si credette che il Taro fosse un regalo degli dei.