Sardegna fine Luglio-Agosto-inizo Settembre 2015 - Gallura, Nurra e Sassarese
con escursione autonoma a La Maddalena e Caprera
Quest'anno la mia situazione lavorativa è mutata, la ditta dove ero impiegato ha chiuso i battenti in prossimità dell'estate e quindi non avendo alternative d'impiego a breve ho deciso di estendere la mia vacanza in Sardegna a 6 settimane considerando anche il fatto che comunque le spese di soggiorno (trasporti ed affitto) non avrebbero subito grandi aumenti rispetto un periodo più breve grazie ai prezzi scontati della nave, potendo scegliere giorni particolari di imbarco a fine Luglio e inizio Settembre, e agli affitti delle case divenuti "trattabili" grazie al periodo prolungato.
Essendo una permanenza lunga ho preferito dividerla, come base-casa,  in due località diverse, una nuova nella Gallura: Costa Paradiso e una già visitata l'anno scorso che mi aveva lasciato un buon ricordo nella Nurra: Palmadula.
Come sempre la ricerca di una nuova località è stata basata su foto, recensioni e soprattutto Google Earth sperando di azzeccare una località che mi permetta di variare costa, spiaggia o cala preferibilmente rocciosa o al massimo di ciottoli in modo da evitare quelle "solo sabbia" che nei periodi di alta stagione sono affollate ma soprattutto non offrono tutti quei svaghi legati alla natura del mare come snorkeling, pesca o foto sub.


Costa Paradiso  è un agglomerato turistico nel comune di Trinità d'Agultu e Vignola (OT) nel Nord della Sardegna formato da migliaia di villette, un luogo po' diverso da come sono abituato a scegliere (in genere preferisco paesini) anche se perfettamente integrato come colori, vegetazione e materiali di costruzione nel paesaggio mediterraneo costiero;  dei vari centri turistici della zona come Isola Rossa o Portobello è secondo me il migliore sia come estetica e cale, sia come tranquillità avendo i servizi (supermercato, rosticceria, panificio, giornalaio, pizzeria, gelateria, piscina, disco pub e negozi vari) ubicati tutti nella parte iniziale, quella più in alto poco dopo l'entrata del comprensorio dotato di sbarra (chiusa di notte) e subito prima del tornante caratterizzato dalla scenica vista mozzafiato del mare.

Una parentesi culinaria: il porcetto a portar via della locale rosticceria benché non cotto a legna è perfetto: carni tenerissime e cotenna croccante come una patatina!

Tutte le villette si sviluppano lungo le strade e viuzze in pendenza e sono disposte ad anfiteatro in modo che ognuna possa godere di una vista del mare a 180 gradi; le stesse, abbarbicate alle colline di granito rosa, sono avvolte quasi esclusivamente da piante della macchia mediterranea (corbezzoli, ginepri, lentischi, mirti, oleandri, rosmarini e palme nane) tanto che sia di giorno che di notte sono visitate da ospiti quali famigliole di cinghiali e ricci.
Durante il periodo fine Luglio e metà Agosto i turisti oltre che italiani sono soprattutto tedeschi, olandesi, francesi  e spagnoli con auto di stra-lusso (benché abbia pagato un affitto assolutamente popolare).
Il neo di questa località, per chi diversamente da noi non ama girare con l'auto, è la dimensione scarsa delle poche calette "vicine" dove scendere a mare, compensata però dal fatto che posseggono delle coreografie uniche: calette riparate da monumenti naturali di granito rosa che cambiano tinta con il calare o il levare del sole e che creano spazi dove nuotare (e talvolta pescare qualche polpo) tranquillamente anche quando il mare è mosso.
Avere un po' di privacy comunque non è difficile, basta andare al mare prima delle 10,30/11,00 quando la gente incomincia a "carburare" o la sera o in alternativa cercare una mini-caletta dove il primo che arriva è anche l'unico che entra come spazio o ancora avventurarsi senza troppa fatica sulle rocce in modo da trovare un angolo appartato.
Per la prima volta il fattore che mi ha colpito è stata la "base" della vacanza cioè la casa, una villetta a schiera con le stanze separate da pochi gradini (come ho detto le case sono costruite sul fianco della collina) immersa nel verde, con parcheggio assegnato e con il suo punto forte: un terrazzino vista mare dove è possibile scorgere a destra l'Asinara e a sinistra la Corsica con le sue imponenti vette (non per niente la Corsica è l'unica isola mediterranea a possedere un ghiacciaio perenne).
Non è descrivibile la sensazione di fare colazione, pranzare, cenare, usare il portatile o come facevo più spesso semplicemente "inebetirmi" per ore alla vista dell'azzurro del mare di giorno, al tramonto del disco di brace solare la sera (la villetta è esposta come quasi tutte ad ovest) e al firmamento di notte senza ostacoli visivi davanti o di lato e senza essere intercettati, grazie alla particolare progettazione, dalla vista dei vicini quindi in perfetta privacy e.... senza zanzare e senza maestrale per fortuna.
Il tutto nel silenzio spezzato solo dal brusio delle onde sugli scogli o da qualche rara automobile di passaggio; tanto per far capire lo spirito del luogo, una sera l'organizzazione locale aveva preparato uno spettacolo musicale montando un piccolo palco vicino il mare... nonostante la musica non fosse alta... è stato interrotto perchè alcuni villeggianti avevano protestato in quanto spezzava la loro quiete.


Le spiagge:
I luoghi più vicini e "facili" dove scendere a mare sono essenzialmente due "La Sorgente" e "Li Baietti".
 

Su alcune cartine locali sono segnati altri punti ma ho potuto costatare che sono o privati o quasi impossibili come accesso.
A sua volta i due luoghi (con parcheggio) si dividono in diverse scese al mare che vanno dalla più comoda scalinata e spiazzo parzialmente cementato con tanto di buchi artificiali per piazzare l'ombrellone ai più scomodi ma meno frequentati massi dove bisogna avere un poco più spirito d'adattamento, ma sempre tutto estremamente "light". Ovunque acqua cristallina, fondali da ammirare con la maschera, nessuna folla eccessiva, nessun stabilimento balneare e un teatro naturale dove aspettare il tramonto in tutta sicurezza in riva al mare.
Sempre rimanendo all'interno del comprensorio, andando nella parte finale sud-occidentale, verso uno dei due rimessaggi barche, c'è un piazzale dove poter parcheggiare l'auto;  da questo piazzale parte un sentiero abbastanza agevole formato da tratti cementati in piano e scalini alternati discesa-salita che aggira la collina in un paesaggio da cartolina a picco sul mare  (con un paio di calette intermedie a dire il vero un po' scomode) lungo esattamente un chilometro. Il sentiero porta ad un' ampia spiaggia di sabbia "Li Cossi " incastonata nelle rocce rosa di granito e limitata nel retro da un fiume che scorre lungo un canyon.
La spiaggia a mezzaluna (ricorda un po' la più famosa "Cala Luna" nell'Ogliastra ma molto meno affollata) si riempie un po' nelle ore centrali della giornata ma è comunque vivibile;  in un lato ha anche un piccolo chiosco di ristoro che affitta pattìni. Se si arriva ad un orario decente non c'è nessuno e ci si può piazzare nel lato opposto al chiosco dove una grossa roccia crea uno spazio che rimane appartato anche quando è terminata la calata dei turisti. Il fondale misto sabbia e scogli permette di godere la vista della fauna marina tra cui saraghi, cerniette, mormore, salpe, branchi di piccoli barracuda, murene, polpi (presi con le sole mani!) e persino delle razze.

Uscendo invece fuori da Costa Paradiso si può seguire la costa verso sud o verso nord;  premesso che sono pochi i luoghi che permettono l'accesso al mare (la costa è ancora abbastanza selvaggia e raggiungibile spesso solo via mare) verso sud si trovano paesi con annesse spiagge di sabbia presumo molto frequentate e con servizi che sinceramente ho saltato per via dei miei (e della mia famiglia) gusti mentre a nord ci sono luoghi più interessanti, in particolare la grande spiaggia di "Riu li Saldi" (su Google Map è segnata come Riu Li Sardi con la "r" ma è non è corretto)
Riu di Li Saldi è a venti minuti di auto da Costa Paradiso sulla Sp 90 in direzione Castelsardo-Santa Teresa di Gallura nel vicino comune di Aglientu (OT).
 

E' una spiaggia di sabbia fine e grossolana con qualche ciottolo e scogli, ampia e ben tenuta in quanto grazie ad un progetto cofinanziato dalla comunità europea per la conservazione dell'habitat, ha sentieri tenuti puliti, un punto per la raccolta differenziata dei rifiuti e la mattina prestissimo anche un addetto del comune che raccoglie eventuale spazzatura... nonostante ciò: è completamente deserta ! Un paio di volte abbiamo incontrato dei camperisti ma per la maggior parte dei giorni a tutte le ore del giorno c'eravamo solo noi!  E questo è strano perchè si accede facilmente, è molto lunga, offre spazi differenti (appunto rocce, sabbia, ciottoli o mix) e possiede nel retro una vasto bosco di pini marittimi dove le assordanti cicale cantano full-time.  Non è molto bene segnalata, ad ogni modo sulla Sp90 ci si può fermare venendo da Costa Paradiso sulla destra o in un parcheggio delimitato dalla pineta e da basse palizzate di legno ( 1 km dopo l'incrocio con Vignola a mare) o 700 metri più avanti in una piazzola asfaltata a ridosso del fiumiciattolo "Riu Li Saldi" con un piccolo stagno che arriva sino in spiaggia abitato da folaghe;  poi in due minuti si arriva comodamente in spiaggia a piedi ...anche se una volta ho visto entrare nel sentiero una famigliola con l'auto (ma è vietato!) e piazzarsi con tavoli e sedie all'ombra delle chiome dei pini per un picnic.
Il pescoso (per me che vado a polpi) fondale è variegato da rocce, sassi, colate laviche che sembrano muretti costruiti dall'uomo (dove incastrati ho visto cocci e persino un manico di anfora romana) e qualche cespuglio di Posidonia.

Se invece si decide per una spiaggia dallo splendido scenario naturale e ben riparata ma con servizi come un ristorante (la Cala), parcheggi e un piccolo stabilimento ad un suo estremo e quindi "molto" frequentata allora si può andare nella più vicina (più vicina a Costa Paradiso, sempre verso Nord) Cala Serraina (o Baia Saraceno), una deliziosa baia con ampia spiaggia di sabbia e contorni rocciosi rosa ben segnalata da cartelli che si raggiunge dalla provinciale 90 tramite una stradina tutta curve e dossi.


Per fare spesa si può decidere se andare direttamente a costa Paradiso o andare nel paese vicino, Trinità d'Agultu e Vignola, dove i prezzi sono un poco più bassi e dove, per chi è osservante, si può andare a messa in una delle due chiese (nuova e antica) della Santissima Trinità.
 

ps: volendo la domenica pomeriggio viene allestita dallo stesso parroco del paese una messa nell'anfiteatro all'aperto di Costa Paradiso con tanto di "supporter" :-) mezz'ora prima della funzione e durante la stessa a cura di una cantante sarda con canzoni in italiano, francese e sardo sia laiche che religiose... una domenica la messa è stata addirittura accompagnata dalla  Schola Cantorum di Florinas!



L'escursione che consiglio da fare autonomamente da Costa Paradiso è la visita dell'isola della Maddalena e ancor più quella di Caprera.
Per arrivare basta andare verso Nord e dopo 50 km si arriva al porto di Palau (il paese famoso per la roccia dell'orso e altre) dove ogni 10 minuti parte un traghetto dove poter imbarcare (senza prenotazione) l'auto ed i passeggeri sino alla Maddalena (durata del tragitto 10 minuti, wi-fi a bordo gratuito).
Dalla più mondana Maddalena si arriva tramite un ponte stradale a Caprera dove visitare, possibilmente la mattina presto per non essere in troppi, la casa di Garibaldi e il suo Memoriale.
 

Alla casa di Garibaldi eravamo un piccolo gruppo di turisti e quindi la guida ci ha gentilmente permesso di fare alcune foto degli interni mentre al Memoriale presso il Forte Arbuticci, nonostante fosse mattina tardi, c'eravamo praticamente solo noi... eppure andrebbe visitato perchè oltre la posizione panoramica del forte permette di approfondire la vita dell'eroe dei due mondi, curiosità e momento storico tramite filmati e percorsi multimediali veramente ben fatti!  Al forte si arriva tramite superando un cancello con l'auto e percorrendo una strada in salita non asfaltata che porta sino all'entrata; se si fa il biglietto unico con la casa di Garibaldi si ha uno sconto. 
Dopo la visita "culturale" ci siamo fermati in una delle tante pinete all'ombra per pranzare con i panini preparati la mattina e il pomeriggio abbiamo cercato una spiaggia non affollata dove poter fare il bagno (dopo aver digerito) sulla punta più a sud di Caprera dove in una baia riparata prosperano tra il fondale di sabbia e i folte banchi di Posidonie le grandi Pinna Nobilis, il più grande bivalve del Mediterraneo (insomma una cozza lunga quasi un metro) superprotetto da cui si ricavava (e anche si ricava ancora anche se limitatamente) il bisso marino, l'antico filamento che ornava gli abiti dei re e degli imperatori.


Palmadula è per me una vecchia conoscenza, un piccolo paesino dotato di tutto quello che serve per vivere o soggiornare non lontano da alcune tra le più belle spiagge della Nurra e Sassarese. 
Per evitare di ripetermi sulla descrizione del paese e delle spiagge fruibili nel raggio di 20-25 minuti di auto rimando alla lettura dell'anno scorso Nurra 2014  aggiungendo qui di seguito solo alcuni miei appunti, foto e varianti al tema.

Ad esempio vorrei descrivere la nostra giornata tipo a Palmadula.
La sveglia suona alle 6.00 o alle 6.30 a seconda del programma della giornata e senza fretta ci alziamo, prima io, poi dopo qualche carezza mia moglie, infine le mie due ragazze che dormono nel divano letto in cucina (la casa è piccina). Subito usciamo nell'ampio terrazzo vista campagna, l'aria è frizzante (siamo a 150 sopra il livello del mare), da lontano si vede la nebbia che accarezza le colline dove puntini bianchi si muovono lentamente nell'oscurità, sono le mucche e le pecore al pascolo; l'unico rumore è del motore diesel della cisterna della raccolta del latte che parte.
Iniziamo a fare colazione mentre il sole sorge davanti a noi e talvolta ci acceca e subito un gallo stonato stride con il suo verso. Seguono i versi delle palombelle ed i campanacci degli animali sulla collina.
Verso le 7 arriva il profumo di pane del vicino panificio, i negozi aprono (anche la domenica) e poco dopo si va a fare un po' di spesa quotidiana: affettato sardo, pane, latte (quando arriva), qualche verdura, una birra e poco altro. 
Poi si parte in automobile verso la spiaggia decisa, alle 8.00 piazzo l'ombrellone, m'infilo muta, pesi e con il pallone segnalatore, la macchina fotografica e la retina porta pesci mi calo in acqua per la consueta pesca al polpo con l'arpione a mano, seguito un'ora più tardi dalle mie figlie. Il tempo di asciugarmi dieci minuti e alle 11.00 massimo 11,30 si torna a casa evitando il caldo delle ore di punta. Docce, cucina, pranzo all'aperto nel solito terrazzo riparato dal sole da un ampio ombrellone e poi ognuno alle proprie attività, un po' di tv, io un po' di computer (quando si riesce a prendere la linea internet col cellulare in tethering) e per gli altri un bel riposino.
Verso le 17-17,30 sveglio tutti, mia moglie prepara uno spuntino per il dopo bagno e si riparte in modo da stare per le 18-18,30 al mare... deserto ovviamente... altra battuta di pesca sino all'imbrunire o qualche gioco di società se il mare è mosso (dama, carte...) e appena il sole sparisce all'orizzonte (a fine Luglio/inizio Agosto dopo le 21.00) ci prepariamo a tornare alla base, docce, congelamento dei polpi (già eviscerati e puliti in mare) e preparazione della cena. Pasto all'aperto tra la luce timida delle case del paese e quella della luna in presenza del firmamento, il verso di una civetta e l'urlo di due gatti litigiosi, il campanellio di una pecora, il verso di una cornacchia che soffre d'insonnia ed infine la meritata nanna.
Questa stagione particolarmente pescosa, nonostante  quasi la metà delle giornate di mare mosso, ha fruttato ben 59 polpi quasi tutti grassocci che oltre a farci risparmiare per un oltre mese sull'acquisto di carne (cucinati in tutte le maniere) ci ha permesso qualche "baratto" con la gente locale.
E aggiungo a Palmadula: la sagra del porcetto arrosto con festa serale e concerto, la processione dell'Assunzione (Ferragosto) comprensiva di prime Comunioni, la processione per Santa Barbara...


Alcuni appunti o variazioni su quanto.scritto l'anno scorso:

La Cala Coscia di Donna nel 2014 si raggiungeva tramite una strada dissestata sino ad una sbarra, poi si proseguiva per un breve tratto a piedi. Adesso la vecchia strada è diventata "solo per fuoristrada" mentre è stata ultimata una strada non asfaltata ma in perfetto stato "per autovetture" ; inoltre la sbarra è stata aperta, il cartello divieto di accesso girato ed è possibile parcheggiare in un nuovo spiazzo fronte spiaggia. La Cala è rimasta abbastanza poco frequentata, deserta nelle calette attigue verso nord.

Finalmente sono riuscito a vedere l'Argentiera con il mare piatto, questa spiaggia è infatti, causa un gioco di correnti, spesso soggetta a mare mosso.  Il fondale limpido diventa subito profondo ed è cosparso di vecchi manufatti di ferro arrugginito appartenenti alle estrazioni minerarie del secolo scorso. Inoltre in uno dei capanni abbandonati della vecchia industria estrattiva è stata creata da chissà chi una simpatica composizione fatta di sassi appesi col filo di ferro al soffitto.

A Pazzona sono arrivate centinaia di piccole razze che cercano cibo sotto lo strato scuro di Posidonie morte mentre i fenicotteri quest'anno non si sono visti.

So da fonti certe che il carcere di Fornelli quest'anno è rimasto chiuso al pubblico, quindi manca una delle principali tappe incluse nell'escursione guidata all'Isola dell'Asinara. Non so quando sarà di nuovo visitabile.

Per il resto nulla di invariato.


Come escursioni autonome siamo andati alla grotta di Nettuno e all'Antiquarum e Turris Libisonis.
 

La grotta di Nettuno è tra le grotte sarde più visitate ed è ubicata a Capo Caccia, ad una ventina di chilometri da Alghero.
La formazione carsica non è stata creata da un antico fiume sotterraneo ma dal violento scioglimento dei ghiacci durante la fine dell’ultima glaciazione, poi una volta creati antri e gallerie l’acqua piovana filtrata dall’esterno tra le rocce calcaree ha creato stalattiti e stalagmiti di vari colori e forme, nonché una volta di piccole stalattiti con la punta rivolta in tutte le direzioni per l’intrusione di argilla che ha causato la deviazione delle gocce di acqua e calcio.
Poiché si tratta di una grotta “fossile”, cioè che non ha più stalattiti e stalagmiti in formazione è possibile fotografare ovunque anche con il flash a differenza di quanto letto su alcune recensioni su TripAdvisor cove addirittura di accusava chi fotografava di essere “maleducato”.  Probabilmente non si è stati attenti alla guida che prima di entrare da delle indicazioni (in varie lingue) tra le quali “non toccare le formazioni calcaree” e “è consentito fotografare con flash”: fatto confermato anche dal cartello all’interno del camminamento con il simbolo della macchinetta fotografica “senza barra rossa”.
Solo all’inizio del percorso, poco sopra la biglietteria, per pochi metri, è proibito fotografare (dal cartello questa volta con la macchinetta “barrata di rosso”) per evitare di creare un ingorgo nell’unico brevissimo tratto stretto soprattutto quando il gruppo di visitatori è numeroso.
Il biglietto costa (Agosto 2015) 13 euro e 7 ridotti (fino a 12 anni), in effetti un po’ troppo costoso per chi come me ha visitato moltissime altre grotte in Sardegna e nel mondo rispetto la durata della visita: circa mezz’ora per un percorso breve di poche centinaia di metri (mi riferisco al percorso aperto al pubblico).
Il costo della visita è più che raddoppiato se si decide di arrivare in traghetto (disponibile solo con il mare calmo) che si prende dalla vicina Cala Dragunara o dalla più distante Alghero.
Consigliato quindi l’accesso via terra attraverso una scenica e spettacolare serie di scalini molto agevoli e ampi  in modo da avere la possibilità di effettuare fermate intermedie per fotografare o riposarsi. Gli scalini sono circa  650 ma è più spaventoso a dirsi che a farsi;  in discesa anche con andatura lenta e zaini in spalla (ma ho anche visto bimbi in spalla) in quindici minuti si fa senza alcuna fatica, al ritorno venti, venticinque minuti ci stanno tutti e con un paio di brevi pause è fattibile anche ai meno atletici.  In compenso, risparmi economici a parte, vale la pena per godere di un paesaggio mozzafiato a picco sul mare fantastico da fotografare, senza togliere nulla ovviamente alla bellezza della grotta ed dei suoi laghetti interni.
La grotta rimane chiusa solo in caso di mare molto mosso perché le onde invadono l’entrata.
Per accedere via terra durante i periodi di alta stagione (nel mio caso la settimana di Ferragosto)  il consiglio è di arrivarci la mattina presto all’apertura, quindi arrivare a Capo Caccia (seguendo le indicazioni per l’acceso alla grotta) verso le 9 del mattino. I motivi sono principalmente tre: innanzitutto nel parcheggio gratuito accanto al cancelletto che permette di accedere alle scale (il biglietto si fa dentro la grotta)  entrano al massimo una decina di auto, le altre vengono parcheggiate mano mano  lungo la strada con un serpentone che può anche superare il chilometro e dopo aver risalito centinaia di scalini non fa certo piacere continuare a camminare!, poi c’è il fatto che la scalinata la mattina è all’ombra all’andata e parzialmente al sole al ritorno mentre dopo è completamente al sole, infine, la ragione più importante, alle 9 del mattino (9,30 l’inizio del percorso nella grotta) eravamo una quindicina e si è potuto tranquillamente parlare con la disponibilissima guida ed ammirare la grotta in santa pace mentre già al turno successivo (ore 10,15) il gruppo era formato da centinaia di persone, una ressa spaventosa! 
Dopo la visita ci sta bene un bel tuffo nelle acque cristalline e sempre calme (anche quando il mare è in tempesta) della vicina (meno di cinque minuti in auto) Cala Dragunara, magari con la maschera e pinne visto l’abbondanza di pesce in questo tratto di mare che è incluso nell'Area Marina Protetta Capo Caccia - Isola Piana.

La seconda escursione l'abbiamo fatta a Porto Torres, Turris Libisonis, l'antica Porto Torres voluta da Giulio Cesare e Ottaviano con annesso Museo Antiquarium Turritano: 2 piani di reperti + sala filmato e l'attiguo Ponte Romano ...tutto solo 3 Euro, gratis sotto i 18 anni. Un'attrazione che vale la pena di vedere anche se poco conosciuta (quando siamo andati noi c'era solo una coppia di milanesi) ad un passo dagli imbarchi traghetti per il continente.
Purtroppo la guida era assente ma il guardiano è riuscito a supplire perfettamente la mancanza spiegandoci i vari ambienti: terme, ville, mosaici, vita pubblica e privata, ecc.


Pappatoria:.come ogni anno ci spetta una mangiata "fuori casa" presso un agriturismo...a questo proposito copio/incollo la mia recensione fatta su TripAdvisor:
L'agriturismo La Giara si trova a Palmadula, un paesino nella Nurra vicino al mare di Porto Palmas ed Argentiera a soli 20 minuti di auto circa da Alghero, Porto Torres e Stintino.
L'ambiente informale e l'accoglienza di Brunella e Marco fanno subito mettere a proprio agio gli ospiti.
Si mangia in un ampio patio (ma volendo c'è anche una sala interna per le giornate più fresche) in pieno relax in un ambiente poco frequentato non per la qualità dei cibi che è alta ma perchè il paesino è poco conosciuto.
Buonissimo il menù a base di antipasti (salumi vari, formaggio, verdure sott'aceto, olive e tortino di zucchine), i primi fatti in casa (gnocchetti sardi al sugo e salsicce, ravioli di ricotta di pecora), i secondi (spezzatino di maiale morbidissimo al sugo e l'immancabile porcello al forno dalla carne che si scioglie in bocca e la cotenna croccante) e i contorni (melanzane e zucchine al formaggio) seguiti dai dolci sardi assortiti sempre usciti dalle mani della simpatica Brunella.
Il tutto innaffiato da un sincero vino rosso (un mix di uve di Cannonau e Monica) e acqua minerale liscia o gassata accompagnato da pane Carasau e pane fresco sempre fatto in casa.
Porzioni abbondanti (tanto che il porcello avanzato l'abbiamo fatto incartare per mangiarlo il giorno dopo a casa) e prezzi leggermente sotto la media (29 euro adulti e 10 euro per i bambini - Agosto 2015).
Nessun problema di parcheggio.
Eravamo in quattro: io, mia moglie e le mie due figlie di 14 e 9 anni.
Conclusione: consigliatissimo!
 Gallura e Nurra Maddalena e Caprera Antiquarum e Turris Libisonis  Grotta di Nettuno
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