Sardegna Agosto 2013 - Sulcis-Iglesiente
Purtroppo per motivi personali sopraggiunti nei mesi successivi a questa vacanza non ho potuto redigere una recensione dettagliata come il mio solito, ma getterò qualche appunto utile.
Quest'anno ho diviso la vacanza in due parti di due settimane ciascuna, una prima parte affittando la stessa casa presa anni prima a Baia di Chia per tornare in quei luoghi che già conoscevo perchè secondo me tra i più belli di tutta la Sardegna (escludendo le spiagge affollate, s'intende!) e una seconda, come di rito, in una zona diversa un po' più a Nord nell'entroterra all'altezza di Sant'Antioco: nella micro-frazione di Is Potettus nel comune di Sant'Anna Arresi.
Per quanto riguarda la parte Chia nel comune di Domus de Maria non è cambiato nulla (per fortuna) sulla scelta dei luoghi marini rispetto la rece del 2010, anzi qualche cala l'ho trovata ancora più deserta quindi va bene leggere questa: http://www.tropiland.it/sardegna2/sulcis.htm
In aggiunta quest'anno sono voluto ad andare a vedere la mattina presto il laghetto salato dietro la spiaggia di Su Giudeu  e poi ho tentato di piazzare ombrellone e asciugamano sul bagnoasciuga (è la spiaggia dello spot 2014 di Fiorello della Wind) ma dopo un'ora sono scappato per la calca...non se po' fa' :-)
Per la parte Sant'Anna Arresi (un ridente paesino unico per la sua Chiesa costruita accanto ad un Nuraghe, purtroppo non visitabile internamente) l'unico luogo veramente particolare, un'oasi di serenità in un contesto marino piacevole è Candiani.
CandianiCandiani è una specie di parco pubblico sul mare, si sale per una strada parzialmente bianca e parzialmente ricoperta da sanpietrini che fanno vibrare l'automobile come in un frullatore ma asslutamente percorribile con qualsiasi mezzo. La strada si divide in due, una parte va verso un picco dove i tuffatori più audaci si buttano a mare sino alla Grotta dei Baci, mentre superato un bar, l'altro ramo della strada arriva in una pineta, meta dei picnic dei locali, dove poter lasciare l'auto al fresco e scendere al mare tra sassi e scogli, poca gente, una località tranquilla, un posto dove fa piacere passare una giornata pranzando al sacco.
Il resto della costa non è un gran che, è formato da spiagge poco interessanti ed una a pagamento; senz'altro le migliore scelta è stata farsi una mezz'oretta di auto e arrivare a quelle più suggestive dell'Isola di Sant'Antioco.
L'unica eccezione di un po' di rilievo come estetica e poca gente sul litorale è stata Porto Pinetto e solo ai fini di pesca (la spiaggia è veramente squallida) Sa Canna, una delle poche spiagge aperte anche ai cani (ma non è mai venuto nessuno, si può dire "non c'era un cane" :-) ). Ho provato anche un pomeriggio ad andare a Porto Pino, famoso per le sue dune... dopo aver parcheggiato a pagamento, ho fatto un lungo pellegrinaggio (attraversando un paesaggio mediterraneo fantastico) per arrivare ad una spiaggia sabbiosa, chiassosa e stipata di gente all'inverosimile per i miei gusti!
Ma torniamo a Sant'Antioco. Raggiungibile tramite una strada (ed un ponte) che taglia in due una laguna affollata di fenicotteri è stata nel passato una colonia genovese di tonnare tutt'ora esistenti (si parla un misto genevose-sardo).
Le spiagge sono tante, alcune sabbiose con servizi altre, quelle meno belle, con l'accesso consentito ai cani, altre rocciose e più "vivibili". Come è mio solito scarto quelle affollate per quelle deserte o per lo meno con meno gente; a dire il vero Sant'Antioco trovare una cala deserta è difficile ma restare in tranquillità in pieno Agosto con ombrelloni distanti decine di metri ancora nel 2013 è possibile! Tra le mie preferite cito:
Cala Lunga, (per dovere di cronaca la foto sotto il link è stata fatta la mattina presto, non è così vuota) bellissimo "fiordo" dal fondale basso, qui la gente c'è anche se non tantissima e comunque in tarda mattinata, c'è anche un servizio di bagnini, per ora nessuna gabella da pagare, nemmeno nel parcheggio.
Cala della Signora, si parcheggia lungo la strada in uno spiazzo sterrato e poi si scende per un viottolo tortuoso. Si raggiunge una scogliera bianca liscia e comoda per sedersi con delle spaccature utili per incastrare l'ombrellone, poco frequentata, in un paesaggio terrestre e marino unico tra due insenature e anche una grotta raggiungibile a nuoto.
Cala di Turri o Porto Torre Cannai, altro bel luogo, se si arriva presto si sta bene perchè più di tante persone non contiene, nessun affolamento, riconoscibile per la omonima torre adibita a residenza privata di lusso.
Caletta di Turri, sotto la torre di Turri, separata da alte pareti di lava vulcabica è raggiungibile tramite una breve strada dissetata; è piccola e completamente deserta, il fondale subito profondo è suggestivo misto sassi, scogli e sabbia. 
Una mezione a Cala Sapone, una cala a livello stradale con ristorantino annesso, riparata da un porto naturale dove però riparano anche le barche (piccole barche di pescatori) e dove fa capolinea la corriera.
Oltre al mare e a qualche sagra posso consigliare una bella gita alla Galleria Henry presso il paese di Buggerru raggiungibile andando verso Nord superato il Pan di Zucchero (non quello di Rio ! :-) ) e Cala Domestica (affollata spiaggia a pagamento resa famosa dallo spot con l'idrovolante dell'amaro Montenegro) sperando che nel frattempo non sia fallita la società che gestiva le visite (la guida ci disse che la volevano chiudere).
Qui le foto: http://www.tropiland.it/sardegna4/galleria/galleria_henry.html
La Galleria Henry è la più importante opera della grande miniera di Planu Sartu dove si estraevano blenda e galena (i minerali dai quali si ricavano zinco, piombo, argento, ecc.). Scavata nel 1865, consentiva il trasporto dei minerali per mezzo di una rotaia dai cantieri sotterranei alle distanti laverie. Corre a 50 metri sul livello del mare (vista mozzafiato!), al di sopra dell'abitato di Buggerru e attraversa per circa un chilometro l'altopiano di Planu Sartu.
Io ci sono stato la mattina con il turno dell 9 ed eravamo solo noi, il turno successivo (circa un'oretta e mezza dopo) era talmente pieno che il trenino della miniera ha dovuto lasciare a piedi la metà dei turisti! La gita fa il percorso di andata su un trenino in galleria e quello di ritorno per un sentiero parallelo a piedi; vengono fornite torce e caschi: NON è una visita claustrofobica.
Come cibi particolari durante questo viaggio (oltre a quelli consueti sardi già descritti nelel altre rece) segnalo il prosciutto di pecora acquistato in un alimentari (estetica e consistenza del prosciutto suino e sapore identico al formaggio pecorino: una sensazione stranissima!) e le Orziadas, le Attinie di mare fritte (si proprio gli Anemoni di mare parenti alle meduse) gustosissime mangiate in un agriturismo, fuori croccanti e dentro cremose; assomigliano come consistenza e sapore alle cervella fritte ma con un forte aroma di mare.
 
Prosciutto di pecora Orziadas