BASSO SULCIS - Agosto 2010
Cala d'OstiaPuntuale dopo due anni eccomi di nuovo in Sardegna. Nella mia "rivisitazione" (intesa come il "ripercorrere" i luoghi della mia infanzia) ho continuato con il Sud, cioè la parte più adatta per il mese di Agosto perchè, come già detto nei racconti del 2004 e del 2006, meno affollata, con coste relativamente più selvagge e climaticamente più adatta.
Conoscendo benissimo tutta la Sardegna degli ultimi 45 anni continuo a non capire il luogo comune che sento spesso: "il Nord è più bello !" 
La Sardegna è tutta bella, senza dubbio ha il mare (ma non solo) più affascinante e fruibile di tutto il Mediterraneo, ogni località sia del Sud che del Nord ha i suoi incanti (tantissimi) o i suoi squallori (pochissimi) con paesaggi diversi o simili tra loro, con la differenza che al momento in cui sto scrivendo il Sud, nonostante la vicinanza con il capoluogo Cagliari, continua ad essere turisticamente meno sfruttato con una minore quantità di villaggi-resort (escluso qualche località internazionalmente famosa come Villasimius), più villeggianti locali e meno turismo di massa che anche quando presente è per fortuna rilegato nei costosi soggiorni dorati degli all-inclusive o nelle spiagge sabbiose con servizi annessi reclamizzate dai depliant delle agenzie con foto spesso poco veritiere, taroccate o scattate in bassa stagione quando sembrano appartenere solo al Paradiso.
Dopo il Sarrabus-Gerrei e l'Ogliastra quest'anno la preferenza è andata al Basso Sulcis, leggermente più frequentato delle passate due zone, ma sempre ricco di spiagge meravigliose e calette appartate ...a patto di saperle trovare e non essere pigri ad affrontare qualche qualche piccolo disagio; a questo proposito si tenga conto che siamo una famiglia "d'allevamento" standard, quindi non supereroi, non giovanissimi, non sportivi, un po' sovrappeso, con due bimbe piccole di città (4 e 9 anni) e con molti chili oltre che di ciccia, di attrezzatura da mare, da pesca e da "baby-entertainment" a seguito :-)

Ricerca dell'alloggio:
Decisa la zona e fatto il biglietto per il traghetto con sbarco a Cagliari, mi sono messo subito in cerca tramite i miei soliti canali (numeri telefonici delle locali agenzie di soggiorno o siti di annunci: quest'anno l'ho trovata su subito.it) di una casa in affitto evitando intermediari e trattando direttamente con i proprietari; riguardo quest'ultimo punto bisogna avere la pazienza di contattare molte persone in quanto dietro i numeri di telefono apparentemente di privati si celano in realtà agenti e agenzie e a parità di sistemazione i prezzi possono variare fino al doppio; se la ricerca poi viene fatta "abbastanza" mesi prima della data della partenza si ha più scelta e anche la possibilità di strappare uno sconticino.
Grazie a questi piccoli accorgimenti ho potuto prendere ad un prezzo onesto una casa a Baia di Chia, non sul mare (anche perchè non saprei che farmene visto che cerco di cambiare spiaggia quasi ogni giorno) ma neppure distante, leggermente in collina per godermi il venticello pomeridiano sull'ampio patio, luogo della maggior parte delle attività quotidiane casalinghe: colazione, pranzo, cena, gioco, lettura, riposo e navigazione in rete.
Baia di Chia (più conosciuta semplicemente come Chia) è una località prettamente balneare-turistica costruita su lottizzazioni di qualche decennio fa (quando ero piccolo non c'era praticamente nulla, solo le spiagge !) e rappresenta la parte "marina" del comune di Domus de Maria il cui paese sorge all'interno a pochi chilometri di distanza. L'ubicazione geografica la pone all'estremo Sud della Sardegna vicino a Capo Spartivento che dista dalla costa africana (Tunisia) solo 180 Km in linea d'aria. Chia è un ottima "base" per esplorare la "Costa del Sud" (altra denominazione di questa zona) avendo a disposizione una ricca gamma di spiagge, cale e calette senza doversi troppo allontanare con l'auto, sia verso Est che, soprattutto, verso Ovest.

Consigli pratici per il soggiorno a Chia:
Chia si raggiunge da Cagliari (partendo dal porto, cioè da Via Roma) seguendo le indicazioni per Pula attraverso la Statale n. 195 Sulcitana in poco più di un'ora (circa 50 Km). Il primo tratto, immediatamente nella periferia di Cagliari è caratterizzato da una serie di specchi d'acqua (sulla destra) facenti parte dello Stagno di Cagliari che in questa stagione (e non solo) abbondano di fenicotteri rosa: vale la pena accostarsi con molta cautela e scattare qualche foto; proseguendo si incontrano i nuovi quartieri di villette sorti qualche decina di anni fa sul mare, più avanti si sfiorerà l'enorme raffineria della Saras, infine Pula e l'incrocio con Chia.

Cibo:
A Chia c'è un piccolo supermercato, in zona si trova anche qualche piccolo spaccio: ovviamente la merce è cara e conviene per la spesa "massiva" andare verso Pula dove c'è un grande supermercato Conad dai prezzi calmierati e fornitissimo anche di prodotti tipici locali (dolci, formaggi, salumi, pesce, carne...). La frutta e la verdura invece consiglio vivamente di comprarla lungo la strada principale di Chia dove alcuni orticoltori vendono al pubblico (con tanto di piccolo parcheggio a fianco delle loro abitazioni) i propri prodotti che, come tutta la frutta-verdura coltivata nella parte Sud-Ovest della Sardegna, sono rinomati per l'alta qualità; in alternativa lungo la statale Sulcitana SS195 si trovano dei banchetti ugualmente validi.
Chi è goloso di dolci sardi (Pardule in primis) deve invece fare assolutamente un salto nella vicina Pula alla Pasticceria Abis in Via Lamarmora,68 (la via che s'imbocca direttamente dalla SS195 provenendo da Chia): cara ma assolutamente di qualità eccelsa !
Io invece sono un fan del porcellino da latte arrostisto con legna profumata, "IL" piatto sardo per antonomasia; tralasciando i ristoranti cari e specializzati in questa zona più per il pesce che per la carne o gli agriturismo non sempre sono approvvigionati di "veri porceddu" (mi dicono che talvolta servono "porchette", cioè maialini un po' più cresciuti) consiglio di acquistarli appena cotti dalle macellerie prenotandoli qualche ora prima, magari la mattina per la sera. Nei paraggi ci sono due macellerie, una a Chia di fronte all'area dove avvengono le sagre ed una a Domus de Maria (Macelleria-Rosticceria Pica in via Isonzo, 24) che consiglio per la cottura particolarmente accurata e la taglia dei piccoli suini (5 Kg max): una carne morbida che quasi si scioglie burrosa sotto il palato, ricoperta da una cotenna abbrustolita e scrocchiarella come una patatina ! GNUM :-P
Per questo viaggio psichedelico dei sensi consiglio di abbinare abbondante Carignano del Sulcis: ecco perchè è bene acquistare il porcetto in macelleria e gustarlo in casa (anzichè "fuori"), così si evita successivamente di guidare ! ;-)

Farmacie:
Una a Domus de Maria ed una a Chia all'interno del Chia Laguna Resort aperta anche al pubblico esterno alla struttura.

Un ultimo consiglio pratico riguarda la Spazzatura:
Pochi affittuari della case in zona sa cosa farne in quanto il comune di Domus de Maria, come molti altri comuni sardi, attua una politica di riciclaggio ferrea, assolutamente auspicabile ma che mette in crisi i forestieri poco informati sia stanziali che itineranti (camper); non esistono cassonetti o cestini neppure nelle aree di sosta o lungo le spiagge e questo è secondo me un grave errore! Chiedendo in giro la modalità per disfarmi della spazzatura ho ricevuto le più disparate risposte del tipo: "basta metterla fuori casa: fanno il porta-a-porta" salvo poi rimanere giorni al sole con un apposito cartello adesivo appiccicato di "non conformità" oppure "mettila là, c'è un recinto apposito con dei cassonetti" salvo poi ricevere un severo rimprovero in quanto il "recinto apposito" era in realtà un'area privata di un villaggio turistico. 
La regola invece è (per lo meno nel 2010) la seguente: nel comune si fa il porta-a-porta e la spazzatura è divisa in cinque tipologie regolate da un calendario di raccolta. Poichè i sacchetti da utilizzare per il porta-a-porta devono essere per forza quelli contenuti in un kit che viene dato ai soli proprietari (e non acquistabile dai villeggianti) e poichè non sempre i proprietari ne sono provvisti (per una serie di motivi che tralascio di elencare) l'unica maniera corretta per sbarazzarsi dell'immondizia per un non residente è quella di recarsi nel "centro di raccolta rifiuti" (che si trova poco prima del Chia Laguna Resort) che ha una serie di orari prestabiliti (anche serali) con sacchetti di qualsiasi tipo ma differenziati in base ad una tipologia elencata in un foglietto prelevabile nello stesso centro; una volta arrivati i sacchetti vengono ispezionati da addetti e se contengono materiale corretto vengono fatti svuotare negli appositi contenitori; i sacchetti di plastica vuoti devono essere poi messi nel reparto della plastica. Purtroppo non tutti sono così informati, non tutti hanno la nostra pazienza, costanza, educazione, rispetto e diligenza e quindi spuntano nelle strade, nei sentieri, nelle spiagge e persino in mare (foto1, foto2, foto3) innumerevoli cumuli di sacchetti di spazzatura abbandonati al solleone !

Curiosità:
Per la prima volta in Sardegna ed in genere in un viaggio mi è capitata una strana casualità. Escludendo le spese effettuate tramite bancomat, carta di credito o contanti "giusti, contati" cioè escludendo tutti i pagamenti che non richiedevano resto ne rimangono sei (bar, bancarella, biglietto delle grotte, emporio, negozio di souvenir e pasticceria) che invece necessitavano di un resto da parte del commerciante. In cinque casi il resto era sbagliato di un euro, nel sesto addirittura di 20, sempre a mio sfavore ! Quando accadeva ci veniva da sorridere (anche perchè dopo la seconda volta ci facevamo caso !) e mi chiedo ancora: quante probabilità si hanno che su sei pagamenti si sbagli "casualmente" ben sei volte a dare il resto sempre a sfavore del cliente-turista ? ...ergo occhio ai resti, nella remota possibilità che sia un vizietto.  ;-)

Le spiagge:
Devo dire che a tutt'oggi (anno 2010) nonostante la fama turistica di questa zona, confermata anche da un maggiore costo della vita rispetto altre località del Sud (ma comunque minore che al Nord) e la vicinanza con il capoluogo di regione che la fanno meta del "fuori porta" dei Cagliaritani (e il fenomeno si nota bene per il traffico che si incontra sulla SS195), nonostante il turismo anche estero (tedeschi soprattutto) aggiunto a quello itinerante (camper e roulotte) la costa in moltissimi tratti è rimasta vergine ed incontaminata come me la ricordavo negli anni 60-70. Certo ! le spiagge sabbiose più belle sono state completamente stravolte con parcheggi a pagamento, stabilimenti balneari (per fortuna ancora molto piccoli), chioschi, venditori ambulanti e motoscafi ma rimangono comunque cale, calette e persino spiaggette che la maggior parte della gente e degli operatori turistici o commerciali per fortuna non ama semplicemente perchè c'è da camminare un quarto d'ora e sono prive di un locale dove prendere un gelato o fare uno spuntino; inoltre c'è da dire che non tutti le conoscono non essendo segnalate talvolta nemmeno sulle guide !
Quanto durerà ancora questo status ? spero molto in quanto indubbiamente ci sono state negli ultimi anni alcune speculazioni edilizie (villaggi turistici e complessi di villette) ed altri progetti sono in essere, alcuni pronti a partire, alcuni già in costruzione, altri fortunatamente bloccati, altri ancora (in minoranza) tornati indietro per l'azione delle ruspe.
Il turismo dei villaggi sorti di recente però può far comodo in quanto, oltre a dare lavoro in una terra dove ce n'è poco, tiene "agli arresti domiciliari" molti turisti nei litorali (pseudo)privati o in quelli a loro "assegnati", quando non addirittura a "bordo-piscina", lasciando libere molte spiagge; anche chi, per spirito di esplorazione, decide di prendere l'automobile per vedere cosa c'è al di là del "muretto" lo fa in genere dopo le ore 11-12 in quanto l'animazione notturna costringe gli ospiti, grandi e piccini, a tirar tardi la notte, con conseguente alzata molto, molto, molto dopo il "canto del gallo" ...anzi dovrei dire molto dopo i versi delle tortorelle che a Chia sono molto comuni ed incominciano a farsi sentire con il loro "uh!, uh!, uh !" intorno alle 6,30 del mattino: l'ora giusta per la mia colazione !

 Da Chia verso Est (cioè in direzione di Cagliari partendo dalla statale n.195)
Da Chia, girando a destra sulla statale, la strada costeggia il mare ad una certa distanza e non è quindi possibile vederlo. Le località marine che si incontrano da un minimo di pochi chilometri ad un massimo di venti minuti di auto sono in ordine (dalla più più vicina alla più lontana): Cala d'Ostia, Santa Margherita di Pula, Nora, Sa Guventeddu e Portu Columbu. La costa prima di Cala d'Ostia purtroppo non è accessibile in quanto dapprima alta e priva di accessi, poi recintata da alcuni residence tra cui l'esclusivissimo Fort Village (l'unica struttura turistica che esisteva già quando ero bimbo), infine occupata da comprensori di ville solo alcuni con l'accesso pubblico al mare (anche se legalmente l'accesso alle spiagge dovrebbe essere sempre "pubblico") con parcheggi a pagamento e spiagge anonime affollate.
Portu Columbu: E' dove ho passato molte felici estati della mia vita insieme alla mia amica Daniela con la quale ho condiviso la mia infanzia e che quest'anno, dopo trent'anni durante i quali non avevo sue notizie, grazie a Facebook, ho avuto il piacere di rincontrare e passare una piacevole serata con le nostre corrispettive famiglie. Porto Columbu è da molto tempo uno dei tanti agglomerati di villette che dall'interno arrivano al mare; la spiaggia non ha nulla di particolarmente emozionante. Lo stesso commento potrei farlo per le spiagge di Su Guventeddu (la parte scogliosa è però buona per la pesca subacquea) e Nora ampia, sabbiosa, con acqua bassa, parcheggi a pagamento ma ugualmente non eccelsa paesaggisticamente parlando (meglio andarci per gli scavi archeologici). Santa Margherita e Cala D'Ostia (due località attigue) isono lambite da una strada costiera interna priva di costruzioni con alle spalle un bosco recintato prima di pini, poi di eucalipti ed ospitano per ora solo un campeggio ed un ristorante. Queste due località sono molto tranquille e vale la pena di andarci, le spiagge sono di sabbia o misto sabbia-ciottoli e soprattutto la parte distante dal campeggio, cioè verso Cala d'Ostia (subito dopo la Torre spagnola omonima venendo da Chia, girando sulla statale in corrispondenza di un cartello "spiagge" o prima della Torre venendo da Pula girando presso una Chiesetta). Nei pressi della Torre la spiaggia è misto sabbia-ciottoli ed il mare è poco profondo anche se non è comodissimo entrare in acqua in quanto il primo tratto è formato da sassi piatti e scivolosi ma anche per questo il luogo è deserto o semi-deserto anche in pieno Agosto! In questo tratto di costa raramente il mare è mosso in quanto poco più a largo c'è una scogliera sottomarina che assomiglia per forma ad una barriera corallina e che quindi blocca le correnti marine. Il pomeriggio, nel tratto più vicino alla Torre, si può attraversare la strada dove passano raramente le auto ma maggiormente le biciclette, ed entrare nel boschetto di eucalipti a godersi il fresco sino alla sera quando centinaia di rondoni si affannano intorno ai loro nidi: un vero angolo di tranquillità dove, con un po' di fortuna, pescare anche qualche polpo.
Pesca sotto la Torre di Cala d'Ostia Fondale a riva a Torre di Cala d'Ostia
Cala d'Ostia
Cala d'Ostia
rondoni a Cala d'Ostia
 Da Chia compresa verso Ovest (cioè dall'interno di Chia in direzione di Teulada ed oltre)
Pericolo di caduta massi !Percorrendo la via principale di Chia (Viale Chia) dalla statale verso il mare sulla sinistra c'è una traversetta con un ponticello a senso unico-alternato che porta ad un gruppo di case (tra cui la nostra) ed all' Hotel Parco Torre Chia. La strada prosegue lambendo l'hotel sino quasi al mare per poi interrompersi e diventare non asfaltata ed interdetta ai mezzi a motore (è utilizzata per le gite a cavallo). Questa stradina si divide in due rami, uno a destra scende alla Caletta di Su Portu, l'altro sale panoramicamente sulla costa dalla quale si può "scendere" sulla Spiaggetta di Su Cardolinu (in sardo: "il fungo") o Isula Manna (in sardo: "isola grande"). Per "scendere" intendo che dalla strada alla spiaggia bisogna essere un po' delle "caprette" in quanto è tutt'altro che agevole ed è bene fare molta attenzione reggendosi ai rami degli alberi di ginepro.
Ad ogni modo noi (con due bimbe piccole) l'abbiamo fatta diverse volte e siamo sempre arrivati vivi.
Una dritta che non si trova da nessuna parte: la spiaggetta non è mai affollata e comunque i primi bagnanti arrivano tardi (e vanno via presto, quindi è possibile fruirne qualche ora in completa solitudine): se si arriva presto è possibile buttare giù dal sentiero (controllando bene che non ci sia nessuno sotto) tutti gli oggetti che sopportano un (ehm!) "volo" di una quindicina di metri considerando che una volta "atterrati" troveranno della soffice sabbia...nel nostro caso: borsa asciugamani, giochini da spiaggia, attrezzatura da pesca ed ombrellone !
Le fatiche sono ripagate da un luogo che è un vero e proprio capolavoro della natura. E' formato da un isolotto, sopra il quale si intravedono tra la vegetazione qualche resto di una città fenicia, unito alla terraferma da un triangolo di sabbia con vista sulla Torre di Chia. Ne consegue che si può fare il bagno sia a sinistra che a destra a seconda delle preferenze; è una cala riparata dai venti, con il mare sempre calmo e con una entrata in acqua agevole nella sabbia; la profondità rimane per molti metri bassa, quindi adatta ai bambini; ad una certa distanza una serie di scogli, calette e grottini la proteggono dall'arrivo dei motoscafi: insomma imperdibile su tutti i punti di vista ! Meraviglioso è restare in spiaggia sino al tramonto ed oltre (magari con una torcia per risalire): si sta in pace con il mondo liberandosi un po' dai propri affanni !
Superato il fondale sabbioso la profondità del mare degrada dolcemente verso gli scogli, alla base dei quali svariate colonne di bolle d'aria tradiscono l'esistenza di sorgenti subacquee. Vicino a queste rocce è possibile, volendo, rimediare la cena, magari una bella insalata di polpi con patate ! ;-)  Sconsigliato piazzare l'ombrellone sotto la collina per il pericolo di caduta rocce come segnalato da alcuni cartelli.
Su Cardolinu la mattina presto Su Cardolinu all'ora di punta di Domenica d'Agosto
il fondale trasparente visto dall'isolotto Su Cardolinu al suo massimo affollamento ;-)
Sequenza di "avvicinamento" :
Punto di lancio componenti  ! ;-)
discesa con ginepri d'aggrappo ! ;-)
fase finale sdrucciolevole solo rocce ;-)
campo base montato ! ;-)
Prendendo invece la strada bianca sulla destra, costeggiando un filare di mimose fiorite profumatissime che crescono lungo un fiumiciattolo che in questa stagione termina sulla spiaggia senza sfociare in mare, si scende alla Caletta di Su Portu. La caletta non è troppo affollata e abbastanza riparata. Un minuscolo stabilimento d'appoggio ai clienti dell'Hotel Parco Torre Chia sorge lungo il corso d'acqua con alcuni ombrelloni bianchi. Ottima alternativa alla vicina ma affollata Spiaggia di Su Portu divisa dalla caletta solo da una grande roccia che si allunga in mare. La Spiaggia di Su Portu invece è una mezzaluna di sabbia chiara che finisce ai piedi della collina dove sorge la Torre di Chia (Torre visitabile a pagamento anche la sera tardi) ed è dotata di servizi; è anche la spiaggia dove ci celebra la messa dell'Assunzione di Maria in Agosto con la relativa processione di barche e corona di fiori propiziatoria gettata in mare.

  Alcune sequenze della Messa e Processione:

Caletta di  Su Portu
fiumiciattolo nella Caletta di Su Portu con lo stabilimento
Spiaggia di Su Portu e in basso nella foto la Caletta di Su Portu
Su GiudeuSe dalla strada principale (Viale Chia), passato il Chia Laguna Resort, si gira a sinistra verso Capo Spartivento si raggiungono una serie di spiagge alle spalle dei due stagni (Stagno di Chia e Stagno di Spartivento) famosi per ospitare i Fenicotteri Rosa, anche se in questo Agosto quello di Spartivento era completamente secco mentre quello di Chia, quasi asciutto, ospitava solo le Garzette (Egretta garzetta: dei piccoli aironi bianchi). Le spiagge in questione sono:
Sa Colonia, Porto Campana con le sue dune, Su Giudeu (conosciuta anche come S'Acqua Ucci, S'Abba Durci) e Cala Cipolla (o Portu Simoni Gibudda)
Le prime tre spiagge sono le classiche spiagge con un'ampia spiaggia di sabbia bianca, servizi, parcheggi a pagamento ed ovviamente tanta folla; sono spiagge abbondantemente reclamizzate, ben segnalate da cartelli e in aggiunta "convenzionate" con il vicino villaggio che organizza ad orari prestabiliti un servizio di navetta tramite un "trenino". Le ho evitate nonostante paesaggisticamente siano valide, soprattutto Su Giudeu con lo scenico isolotto fronte mare. Ho provato ad andare una giornata a Cala Cipolla (anche perchè attratto dalla parola "cala") ed in effetti tra queste è la più carina: un gioiello di spiaggetta circondata da scogli chiari e mare cristallino. La mattina presto ho parcheggiato (a pagamento: 5 euro) e scarpinato lungo una strada sterrata che è accessibile alle auto solo alle forze dell'ordine, i mezzi di soccorso, al gelataio, ai clienti degli alloggi all'interno del Faro Spartivento, ai disabili e ai tanti "raccomandati" del luogo; arrivato alla cala mi sono piazzato previdente sugli scogli laterali sulla destra. Da questi scogli parte un sentiero che permette agli amanti della privacy di allontanarsi della sabbia e piazzarsi in disparte anche se con il disagio dell'entrata in acqua difficoltosa per le rocce. Purtroppo la spiaggia "comoda" si è presto riempita fino all'inverosimile con "code" di venditori ambulanti che facevano avanti ed indietro lungo il breve arenile chiedendo ogni trenta secondi se volevo acquistare qualcosa (ho il massimo rispetto per chi lavora più o meno onestamente per sbarcare il lunario ma è assurdo che dieci venditori degli "stessi oggetti" in fila, uno dietro l'altro, mi chiedano tutti la stessa cosa a più volte !). Una spiaggia molto suggestiva ma decisamente da bocciare per la calca in Agosto ! Dalla strada bianca, superando Cala Cipolla, si raggiunge a piedi (una faticaccia in salita, ma l'ho fatta perchè è un percorso con scorci paesaggistici notevoli) il Faro di Capo Spartivento, un faro attivo, in servizio, all'interno del quale sorge per pochi mortali un'esclusivissima e raffinata guesthouse con due miniappartamenti e quattro suite.
sentiero sino al faro del Capo Spartivento
Cala Cipolla - lato scogli
Cala Cipolla  la mattina presto...
Cala Cipolla vista dal promontorio di Capo Spartivento
Se anzichè girare a sinistra per Capo Spartivento si mantiene la destra seguendo la provinciale costiera in direzione di Teulada (una delle strade più panoramiche che ci siano, tutta curve e posticini dove accostarsi per fare le foto al mare dall'alto) si incontra il bivio per Perdalonga. In realtà poche decine di metri dopo bisogna fermarsi in quanto l'accesso alla spiaggia è interdetto dal cancello elettrico di un comprensorio di ville (Punta Pinnetta). Ci sarebbe la possibilità di entrare a piedi tramite un sentiero al lato del cancello ma quest'inverno (anno 2010) una mareggiata ha fatto scomparire la spiaggia ed ora è rimasta solo una striscia di ciottoli e scogli che non vale la pena di vedere anche per la difficoltà di parcheggiate l'auto. Più interessante è semmai la Caletta di Perdalonga molto riparata e quasi deserta che si raggiunge o a piedi dalla spiaggia di Perdalonga tramite un sentiero che scavalca una collina oppure imbucando una stradina bianca appena prima il bivio del comprensorio e continuando finchè l'automobile ce la fa; poi si prosegue a piedi.
Di più facile accesso, più avanti, avendo la pazienza di scarpinare dieci minuti lungo un sentiero scavato nei secoli dalle capre, sono la Cala e la Caletta di Tuerredda. Si parcheggia la mattina presto l'automobile in una piazzola di sosta lungo la provinciale (ho detto presto in quanto i posti sono limitati, tre o quattro macchine al massimo) poco prima di una villa isolata sulla scogliera. Si prosegue a piedi lungo il sentiero che, arrivato al mare, si divide in due: a destra c'è una caletta di sassi sempre deserta o quasi, a sinistra una simpatica spiaggetta poco frequentata che ho voluto chiamare Cala di Tuerredda (in realtà non ha nome, mi sono informato  sul luogo oltre che su internet) in quanto di fronte si vede bene l'isola di Tuerredda, da non scambiare con la successiva e blasonatissima Spiaggia di Tuerredda. Questa cala l'ho trovata una valida alternativa "comoda" alla folla dei dintorni e per questo ci sono tornato varie volte.

Incontri con la fauna alla Cala ed alla Caletta vicino a Tuerredda.

il Polpo la Stella Marina la grande Stella Serpente il Cormorano
Caletta di Turerredda
Cala di Turerredda
Spiaggia di TuerreddaLa gente era più fitta quanto più s'andava avanti, ma al portatore gli si faceva largo: egli fendeva l'onda del popolo, e Renzo, standogli sempre attaccato, arrivò con lui al centro della folla. Lì c'era uno spazio voto, e in mezzo, un mucchio di brace, reliquie degli attrezzi detti di sopra. All'intorno era un batter di mani e di piedi, un frastono di mille grida di trionfo e d'imprecazione.
dall' "Assalto al forno delle Grucce" - Capitolo XII dei Promessi Sposi (A.Manzoni)
La Spiaggia di Tuerredda (o Tuaredda) è paesaggisticamente parlando una tra le più belle che esistano, addirittura considerata, come dicono le riviste di viaggi, tra le 10 spiagge più suggestive della Sardegna ! E' una lunga striscia di sabbia bianca con di fronte l'Isola di Tuerredda che offre un riparo in rada alle imbarcazioni ed un tuffo sicuro ai bagnanti nelle sue acque trasparentissime. Vista dall'alto poi se ne ricava una foto degna di una cartolina con tutti i canoni estetici che i depliant e i siti web turistici promettono.
Detto questo: non ci andate, almeno in Agosto ! Guardatela da lontano, fotografatela ma evitatela se amate un minimo di tranquillità. La descrizione Manzoniana del tumulto per l'assalto al panificio rende bene l'idea di cosa troverete alle ore fatidiche di arrivo dei turisti. Infatti la combinazione tra "la fama di spiaggia simil-tropicale", le "foto ingannevoli" che si trovano in giro fatte sicuramente in altri periodi, e la "facilità di raggiungerla perchè l'accesso è lungo la strada provinciale principale" fanno di lei una delle spiagge più affollate che abbia mai visto. La folla raggiunge livelli talmente esagerati che già nelle prime ore del mattino il gigantesco parcheggio a pagamento (5 euro) si esaurisce e vengono quindi chiusi i cancelli; allora gli automobilisti si mettono in fila sulla provinciale (talvolta "tappandola") aspettando che si liberi un posto mentre altri impazienti parcheggiano ai lati della strada trovandosi poi al ritorno ill foglietto rosa che li obbliga a pagare una multa di 72 euro ! Altri ancora lasciano l'auto in sosta più o meno regolare lontanissimo formando a tutte le ore lunghe file di pellegrini che a piedi carichi come somari sotto il sole marciano sull'asfalto per raggiungere esausti la meta ! Se questa è vacanza, se questa è Sardegna io mi chiamo Topolino ! Ovviamente stabilimento, bar, pattini, motoscafi completano il "quadretto". 
Immaginate quindi il poco spazio a disposizione per ciascuno in spiaggia ed in mare !
Alzandomi molto presto la mattina, non potevo intuire, il primo giorno di vacanza, che bolgia fosse ed ho fatto l'errore di andarci: mi sono salvato dall'essere sommerso un paio di ore più tardi solo grazie al mio ombrellone da me dotato come optional di sei lunghe corde tutte intorno, ufficilamente con funzione anti-vento, ma che in realtà ho aggiunto appositamente per creare intorno a me "area di no-trespassing" all'interno della quale quindi non entra nessuno; ovviamente all'estremità opposta all'ombrellone le corde sono legate a delle pietre con le quali regolare a piacere l'ampiezza e la forma del perimetro ;-).
Spiaggia di Tuerredda (non ancora all'ora di punta)
Spiaggia di Tuerredda
Spiaggia di Tuerredda
Superando Tuerredda la costa rientra all'interno come in un fiordo riparato allungandosi poi in un promontorio che crea una serie di cale, calette e spiagge: Capo Malfatano.
Dalla Provinciale un piccolo cartello segnala l'entrata a Malfatano tramite una stradina non asfaltata ma abbastanza buona che costeggia lo pseudo-fiordo all'interno del quale le barche dei pescatori trovano un riparo insieme ad un piccola riserva di pesca. Il luogo è abbastanza tranquillo. Nel primo tratto di mare l'acqua è bassa, ferma e piena di Poseidonia con scarso ricambio e torbida quindi poco adatta per il bagno; poi, superato un pontile di legno, l'acqua si fa più trasparente sino ad arrivare ad un piccolo stabilimento balneare con attiguo rimessaggio barche. Da questo punto in poi è vietato proseguire con l'auto ma si può tranquillamente parcheggiarla, come consigliato da alcuni locali, all'interno del parcheggio dello stabilimento: nessuno mi ha mai detto nulla nonostante, arrivando la mattina presto, mi sia spesso incrociato con i gestori.
cala F spiaggia C
cala F separazione rocciosa tra cala E e  cala F
Una volta parcheggiato si prosegue per la stradina scegliendo ogni giorno un luogo diverso.
Si può scegliere di andare nella immediata spiaggia sulla sinistra (A: stabilimento o B: libera) di sabbia con un mare cristallino, basso e poco affollato oppure per avere maggiore privacy continuare per un centinaio di metri ed arrivare in una striscia (C) mista sabbia e fango dove piazzare l'ombrellone e godersi ugualmente un mare trasparente praticamente piatto come un lago anche quando a largo è mosso: ottima dritta in caso di vento o burrasca.
Se invece si prosegue sulla stradina si può decidere di superare una collinetta e poi di nuovo scendere sulla sinistra per arrivare ad una caletta isolata (D) da dove è possibile partire per una sessione di pesca oppure, se si fa del semplice snorkeling, intravedere a poche decine di metri a largo (su un fondale intorno dai 5-6 metri in poi) tra le Poseidonie i resti (enormi blocchi di pietra) dell'antico porto cartaginese sommerso di Melqart (lo sanno in pochi perchè non è segnalato). Se invece di superare la collinetta si va verso sinistra, si arriva poco dopo ad una spiaggetta di sabbia e ciottoli (E) con una propria piccola baia rocciosa con a fianco una caletta (F) anch'essa misto sabbia-ciottoli: due "gioielli" riparati dalle onde del mare da una fascia di scogli e dal vento da una cinta di colline e soprattutto deserti: anche nei giorni festivi di Agosto non ho visto nessuno, neppure transitare !, fatto alquanto strano in quanto soprattutto la prima spiaggetta (E), tra l'altro neppure troppo piccola, è facilissima da raggiungere senza arrampicate o sfacchinate particolari !
Più avanti infine c'è un'altra cala (G) di cui non ho la descrizione perchè non l'ho raggiunta.
Lungo tutto questo promontorio è piacevole fare passeggiate per esplorare la zona e fare foto veramente suggestive: è persino possibile raggiungere l'omonima Torre di guardia sempre proseguendo lungo la stradina bianca principale.
Sui fondali spettacolari di questo capo ho incontrato polpi, murene, banchi di pesci di buone dimensioni, persino qualche cernietta ! oltre a praterie, ricci ed i gustosi buccones (o bocconi, il nome in Italiano è Murice); non per niente ho saputo che in alcuni anni si sono svolti campionati sportivi di pesca subacquea... speriamo solo che non arrivi anche qui la speculazione edilizia visto che il tentativo c'è già stato (per ora sospeso: notizia aggiornata all'anno 2010).
Curiosità: Capo Malfatano prende il nome da uno dei primi piroscafi della Marina Militare Sarda che fu protagonista della battaglia navale che si svolse il 28 luglio 1811 nelle acque di questo promontorio contro una flottiglia Tunisina. Vinse la Marina Sarda, che affondò un feluccone, una galeotta ed un'imbarcazione minore della marina Tunisina. Il Comandante Porcile si distinse per il suo eroico coraggio mentre il comandante dei Tunisini fu passato a fil di spada. La terribile lezione mitigò gli assalti dei feroci predoni nord africani che, per oltre un millennio, erano stati il flagello del Mediterraneo.
Cala E
Cala E ed F
caletta D
caletta D
Per meglio visualizzare la posizione delle spiagge/cale ho preparato un paio di illustrazioni sulle quali cliccare per visualizzare meglio le relative lettere: 
Mappa esplicativa di Capo Malfatano
Mappa esplicativa di Capo Malfatano
Proseguendo sulla provinciale si vede la successiva Torre (le torri di guardia spagnole sono tutte in collegamento ottico tra loro quindi ce ne sono moltissime lungo la costa) che a differenza delle altre si trova abbastanza in basso rispetto il piano stradale, tant'è che si fa un po' di fatica a vederla nel senso di marcia verso Teulada. Nel fianco destro (destro guardando il mare) di questa Torre seicentesca (Torre di Piscinnì) ci sono due deliziose e protette cale di un centinaio di metri o meno ciascuna. Non sono segnalate quindi bisogna andarsele a cercare prendendo come riferimento la torre nella foto e alcuni punti in cui la provinciale possiede a fianco delle piazzole di sosta non asfaltate sulle quali i turisti si fermano per scattare le foto al panorama. Proprio in queste due piazzole (lato mare) si deve parcheggiare per intraprendere la camminata più o meno agevole tra la macchia mediterranea, lungo un sentiero tracciato dalle capre (dove è possibile anche incontrarle) verso le due cale. Non saprei quale delle due sia la più bella, entrambe sono formate da una spiaggetta di ghiaietto bianco, comodo e pulito, un'acqua dai colori mozzafiato e sono completamente riparate dal maestrale e dal mare mosso.
Il fondale degrada lentamente passando dalla ghiaia, ai sassi, alle rocce con molte praterie di Poseidonia (che ricordo non sono "alghe" ma piante superiori). Ai fianchi delle calette si possono vedere facendo snorkeling piccoli archi di roccia, grotte e grottini sommersi o affioranti, pesci di ogni genere, polpi, seppie, gamberetti, spirografi, actinie e pomodori di mare.
Le spiaggette sono talmente riparate dal movimento dell'acqua che è possibile piantare l'ombrellone praticamente a mezzo metro dal mare.
La cala (A) immediatamente sotto la torre è leggermente più lontana da raggiungere e per questo meno frequentata ma da questa è possibile fare un'escursione sino alla torre (chiusa, murata) e dietro questa: dove una remota colata lavica si estende dalla collina al mare e dove anticamente si è scavata la roccia (si tratta di una cava punica) tanto da formare un piccolo bacino che grazie all'evaporazione dell'acqua di mare arrivata dalle mareggiate invernali si possono vedere grossi banchi di sale cristallizzato.
La seconda cala (B) invece è un poco più piccola e con un sentiero più corto della prima e più agevole e per questo più visitata; ad ogni modo entrambe le cale sono estremamente tranquille: durante i giorni feriali di Agosto possono essere completamente deserte anche tutto il giorno, a parte un paio di grossi gabbiani che pescavano vicino riva; i giorni festivi e la settimana di Ferragosto al massimo si riempiono di 4-5 ombrelloni dalla tarda mattinata sino al tardo pomeriggio. Visto l'estrema protezione dai venti e dai capricci del mare la sera ci attardavamo in spiaggia sino ed oltre le 20,30 godendoci l'acqua calda serale, il profumo del mare ed il tramonto, risalendo il sentiero sino alla strada con l'ausilio di un paio di torce.
Le cale di Torre Piscinnì, secondo i miei gusti, sono così belle e tranquille che valgono da sole l'intero viaggio nel Sulcis !
cava punica con sale dietro la Torre di Piscinný Cala B
Cala B Cala B
Una curiosità chimica: il "profumo del mare" esiste davvero e non è solo una sensazione olfattiva-emotiva. E' lo stesso profumo che si sente nei pesci di mare freschi mentre è assente in quelli di acqua dolce e quasi sempre in quelli di allevamento anche marini. Le molecole dell'"aroma di mare" sono i bromofenoli, delle molecole sintetizzate dagli organismi marini alla base della catena alimentare (soprattutto alghe, ma non solo) a partire dal bromo, un elemento abbondantissimo nel mare. L'aerosol generato dalle onde diffonde questo odore nell'aria che noi riconosciamo come "profumo di mare"; lo stesso aroma lo ritroviamo nei pesci di mare catturati o comprati al mercato che si sono cibati di questi organismi. Ovviamente nei laghi e nei fiumi queste sostanze non sono presenti, così come negli allevamenti di pesci di mare spesso l'alimentazione non comprende gli organismi che producono i bromofenoli. 
Le due cale di Piscinný (A e B) viste dalla strada provinciale
Torre di Piscinný
Cala A
Cala A sotto la Torre di Piscinný
cava punica scavata nella lava dietro la Torre di Piscinný
Continuando lungo la "panoramica" la strada discende per lambire la Spiaggia di Piscinnì, una spiaggia di sabbia chiara delimitata da costoni di roccia. La parte verso destra (guardando il mare) ha un accesso più facile ed è esclusivamente di sabbia, mentre la parte verso sinistra ha possiede anche alcuni scogli i quali formano delle piccole piscine naturali dal fondo sabbioso dove i più piccoli si divertono in tutta sicurezza. Quest'ultima parte inoltre ha un grande scoglio isolato a pochi metri dalla riva (lo Scoglio dei Passeri) dal cui lato opposto alla spiaggia si possono effettuare "con cautela" dei piccoli tuffi. La spiaggia è ampia e moderatamente frequentata, più verso destra; il mare è trasparentissimo, dai colori caraibici e riparato dalla furia degli elementi.
Una dritta: nella parte destra con accesso comodo direttamente dalla strada il parcheggio è a pagamento (5 euro tutto il giorno o la mattina, 3 euro il pomeriggio) mentre in quella sinistra accessibile tramite un breve sentiero (oltre che ovviamente dalla spiaggia) è possibile parcheggiare (se si arriva molto presto) ai lati della strada, in una piazzola, senza pagare.
Spiaggia di Piscinný Spiaggia di Piscinný
Scoglio dei Passeri
Spiaggia di Piscinný all'ora di punta d'Agosto
Dopo Piscinnì la successiva spiaggia è quella di Arboi (o Larboi). Anche questa è una graziosa spiaggetta mista sabbia e ciottoli riparata dalla solita cinta di rocce con accesso facile dalla provinciale che in questo punto rimane bassa rispetto la costa. E' moderatamente frequentata ma mai affollata sia per la limitazione dei posti auto (bisogna parcheggiare nei pochi punti dove è possibile lungo la strada), sia perchè più si va verso Tueulada e più ci si allontata da ogni centro abitato o raggruppamento di ville. In realtà sino a Campionna la distanza da Chia è veramente poca e con venti minuti al massimo, non superando mai i 50 Km/h (anche perchè sarebbe difficile farlo visto le curve) si raggiungono tutte le spiagge descritte ma per fortuna ci sono i pigri...  Tornando ad Arboi la spiaggia è divisa in due da un piano di roccia liscia e chiara, dal lato sinistro (guardando il mare) si può trovare un po' d'ombra sotto un vecchio ginepro cresciuto direttamente sulla spiaggia mentre sulla destra un gruppo di alberi offre un vero e proprio riparo dal solleone. Anche alle spalle della spiaggia un olivastro centenario regala una "siesta" pomeridiana al fresco alla quale anche noi abbiamo approfittato dopo pranzo, Maria addirittura si è addormentata alla grande ! L'acqua trasparente è bassa e sabbiosa e degrada dolcemente verso gli scogli che mi hanno regalato con l'aiuto della mia fida fiocina a mano (no fucile) una grossa seppia per un due bei piatti di "spaghetti al nero" ;-) !
Arboi (o Larboi) lato sx, vedi ginepro Arboi lato sx
l'Olivastro pronto per la siesta
Arboi (o Larboi) lato sx, vedi ginepro
A seguire: Campionna. E' una spiaggia di ciottoli, sassi e sabbia caratterizzata dall'omonimo isolotto di fronte. Anche qui i parcheggi sono limitati lungo la provinciale, quindi è bene venire la mattina presto se si vuole trovare posto. Spiaggia senza infamia e senza lode, non troppo affollata, vale la pena di una sosta di una mattinata ed un bagno nelle sue limpide acque quando il mare è calmo, diversamente la spiaggia a differenza di altre non è riparata.
Campionna è anche l'ultima spiaggia di questa "serie" raggiungibile dalla provinciale; dopo questa la strada continua a seguire panoramicamente il mare ma la costa diventa molto alta ed è quasi impossibile scendere in acqua per diverse decine di chilometri; in un punto sorge una piccola strutture turistica con spiaggia "diciamo" privata ma non c'è nulla di importante sino all'Isola Rossa dove inizia un'altra serie di spiagge famose che in questo viaggio ho saltato.
Per la cronaca si tratta delle spiagge di Sa Canna, Torre del Budello, Porto Tramatzu, le dune di Is Arenas ed infine Porto Pino. La zona più a nord non è sempre accessibile anche per la presenza dell'enorme base militare con relativo poligono di Teulada.
A questo punto ho deciso di tirare dritto sino all'isola di Sant'Antioco (in provincia di Carbonia-Iglesias).
Campionna
Sant'Antioco è una grande isola (la quarta per superficie dopo la Sardegna, la Sicilia e l'Isola d'Elba) collegata con la terra ferma da un ponte ed una striscia di terra artificiale che separa in due una laguna piena di fenicotteri rosa. Poichè avevo preventivato una sola giornata di visita, dopo un imbottigliamento da traffico nel paese omonimo, ho deciso di esplorare solo le spiagge a Sud che tra l'altro sono le uniche riparate dal maestrale.
La strada piuttosto stretta porta alle belle spiagge sabbiose ma affollate di Maladroxia e Coaquaddus (con stabilimento e servizi...che ho prontamente saltato !) per finire nelle tre calette di Turri (nei pressi della Torre Cannai) misto ciottoli e sabbia che ritengo le più graziose e sicuramente meno frequentate di quelle più a nord come si può vedere nella foto a destra scattata all'ora di maggior affluenza. In queste cale più o meno grandi il mare è cristallino e nonostante il piccolo disagio del sentiero da percorrere hanno il vantaggio di avere un grande parcheggio gratuito (per ora: anno 2010).
Interessante anche fare una visita alla Torre aragonese di Cannai aperta al pubblico anch'essa gratuitamente.
Dietro la torre sorge una lunga scogliera diritta con accesso facile alle auto adatta alla pesca.
una delle cale di Turri presso la Torre Cannai
la Burrida a base di gattuccioAl ritorno da Sant'Antioco eravamo piuttosto affamati anche perchè avevamo deciso di non portare dietro troppo cibo ma di completare la giornata andando a mangiare in un ristorante come facciamo di rito una o due volte al massimo per ogni vacanza sarda (mangiare in Italia è costosissimo e preferiamo comprare i prodotti locali e cucinarceli da soli).
La meraviglia è stata costatare che tutti i ristoranti erano chiusi e non perchè fosse pomeriggio inoltrato ma perchè proprio chiusi tutto il giorno...di Agosto !!!; gli agriturismo invece erano deserti e quelli "in servizio" aprivano soltanto la sera. Peregrinando inutilmente da un locale all'altro seguendo le indicazioni "mangerecce" consigliate dal navigatore satellitare o dai cartelli pubblicitari stradali decidemmo di rinunciare e di tornare verso casa a Chia.
Quando i nostri stomaci brontolavano come motori diesel non troppo lontani da Campionna, quasi di fronte l'Isola Rossa, all'altezza di un porticciolo di pescatori e piccole imbarcazioni private (Porto Budello conosciuto dai locali anche come anche "Su Potu Becciu" cioè il "porto vecchio") vidi un piccolo cartello "ristorante": girai a destra imboccando un vicoletto parzialmente asfaltato.
Parcheggiai lungo il vecchio molo costruito nella ampia rada, avvicinandomi ad una costruzione di legno pitturato di bianco e celeste nascosto dalle piante.
Il ristorante non ha insegna, non ha un telefono quindi non è possibile prenotare, non ha biglietti da visita e non accetta nè bancomat, nè carte di credito: solo cash ! E' gestito in maniera famigliare da un gruppo di ragazze ed una signora che abbiamo conosciuto (l'ambiente è molto informale) ed il menù è fisso, senza poter ordinare le portate: tutto a 20 euro a persona !
Ho mangiato meglio che in un ristorante blasonato; per 20 euro a testa ci hanno portato per ciascuno una porzione di cozze gratinate, un trancio di tonno rosso locale (Thunnus thynnus) con cipolle, un piatto di Caponata: tonno salato, basilico, pomodoro, olio e gallette Carlofortine (il tonno è molto usato nella cucina del Sulcis-Inglesiente in quanto sono attive ancora molte tonnare a Carloforte, Sant'Antioco e Portoscuso), la Burrida: un altro piatto tipico a base di Gattuccio (Scyliorhinus canicula, uno squaletto catturato localmente) condito con trito di noci, aglio, olio e aceto ed infine un bella porzione di spaghetti misto mare ! non mi hanno fatto pagare: il mezzo litro di vino rosso sfuso sulcitano che avevo preso per me, una coca cola per le mie piccole, una bottiglia d'acqua, il mio caffè; infine mentre uscivamo, la gestrice del locale, sentendo che Marika aveva sete, nonostante avessimo con noi la nostra fida borraccia, ci ha regalato una bottiglia di acqua minerale fresca da un litro e mezzo: cortesia pura !
Porto Budello Porto Budello
Porto Budello
il ristorante a Porto Budello
il ristorante

In realtà indagando sulla rete ho scoperto che il ristorante si chiama: Sabor'e Mari ed offre anche un menù più ricco (sempre fisso e legato al pescato giornaliero) a 30 euro ma probabilmente visto l'ora tarda ci hanno assegnato quello ridotto a 20 (che è previsto in genere per i bambini). E' gestito da una cooperativa di pescatori locali ed è aperto solo da Giugno ad Ottobre.

 Le Grotte.
Cliccare per la pagina fotografica delle grotte di Is ZuddasA circa un'oretta di auto da Chia presso Santadi, paese noto per la rievocazione dell'antico rito del Matrimonio Mauritano (Sa Coia Maurreddina) sono ubicate la Grotte di Is Zuddas. Si tratta di grotte ancora attive (quindi dove le stalattiti e le stalagmiti sono ancora in formazione) che si sono formate tramite l'azione dell'acqua a partire dal Cambrico inferiore (circa 600 milioni di anni fa) e per questo considerate le più antiche mai scoperte al mondo.
La particolarità che le rende uniche nel genere è una sala dove sono concentrate una grande quantità di "fiori di grotta" cioè il carbonato di calcio sotto forma di Aragonite aghiforme che influenzato da leggeri flussi d'aria, anzichè dalla gravità terrestre, cresce in ogni direzione.
La temperatura è più calda di altre grotte (costante tutto l'anno a 16 gradi) quindi non è indispensabile vestirsi "pesante". Le escursioni durano circa 45 minuti su un percorso agevole e "non claustrofobico" di circa mezzo chilometro. Lungo le scale che discendono nelle grotte si può vedere sotto vetro uno scheletro di Prolagus sardus, una specie di lepre estinta quattro secoli fa.
Curiosità: con una buona dose di fantasia la guida fa notare le forme bizzarre che possono assumere alcune formazioni calcaree: i sette nani, un pulcino, Buddha e persino l'ombra di Pluto (anche se quest'ultima secondo me assomiglia più al Dottor John Zoidberg di Futurama :-) ).
Nella struttura esterna c'è una trattoria di cucina tipica sarda della stessa cooperativa che gestisce le grotte che consiglio; immediatamente fuori un piccolo parco giochi dove digerire su una panchina mentre i bimbi vanno in altalena.
Durante le feste di Natale viene celebrata all'interno delle grotte una messa con tanto di allestimento di un Presepe, del quale rimangono permanentemente alcuni elementi come le casette in miniatura e poco altro.
Ho fatto una paginetta fotografica sulla Grotte di Is Zuddas.
 
  L'archeologia.
Marika accanto ai resti di Bithia presso Su Cardolinu
Nora
Come ogni parte della Sardegna anche il Basso Sulcis abbonda di testimonianze dell'antico passato. Innumerevoli sono i resti segnalati (e non) di Nuraghe, Pozzi Sacri, Domus de Janas (strutture sepolcrali scavate nella roccia), Dolmen, Menhir, ecc. del periodo sardo più remoto che però in questa zona non raggiungono lo splendore ed il buon stato di conservazione di quelli più famosi descritti nei viaggi passati (come ad esempio il complesso nuragico di Barumini). Spiccano invece le torri costiere aragonesi di avvistamento edificate a partire dalla fine del 1500 per contrastare le scorribande dei corsari saraceni. Ce ne sono molte, in quanto essendo una costa frastagliata e piena di piccoli promontori bisognava costruirne in abbondanza per mantenere il contatto visivo. La maggior parte sono chiuse e murate per ragioni di sicurezza (come ad esempio la Torre di Piscinnì), altre invece sono visitabili a certi orari sia a pagamento (Torre di Chia) che gratuitamente (Torre Cannai a Sant'Antioco).
Sicuramente il Basso Sulcis è più famoso per la presenza dei primi insediamenti fenici, in particolare il Complesso Fenicio-Punico di Nora ad un quarto d'ora di automobile da Chia.
Nora è quasi sicuramente la città più antica della Sardegna: l'area fu dapprima abitata dalle popolazioni nuragiche, poi alla fine dell'VIII secolo a.C. sbarcarono i Fenici fondando qui il loro primo agglomerato urbano dell'isola (Nora: sec.VII a.C); in seguito fu la volta della dominazione romana (238 a.C) che ne ampliò le strutture facendola diventare la capitale della provincia romana della Sardegna e Corsica. Il complesso archeologico è ben conservato e quindi consiglio di visitarlo. Mi ricordo che quando ero piccolo si stava ancora scavando intorno all'area e si poteva fare il bagno accanto alle rovine, adesso invece il tratto di mare antistante è interdetto a qualsiasi attività.
Suggestivo è il promontorio sul quale si può salire per vedere dall'alto l'intero parco archeologico sul quale svetta la Torre spagnola di Coltellazzo (inizi del 1600 - non visitabile) soprannominata di Sant'Efisio in quanto si crede che il Santo guerriero sia stato ucciso decapitato proprio a Nora.
Con lo stesso biglietto per l'accesso alle rovine è possibile visitare il piccolo museo nella vicina Pula (Museo Archeologico "Giovanni Patroni") dove sono esposti molti oggetti ritrovati negli scavi tra cui spicca la lamina d'oro con raffigurato il Gorgoneion, la mitologica testa di Gorgone (Medusa), rinvenuta in una tomba.
Su Nora ed il museo ho creato una paginetta fotografica a parte.
Altre testimonianze Fenicie minori sono disseminate su tutto il territorio anche se purtroppo ridotte a misere rovine spesso fagocitate dalla macchia mediterranea come per l'antica città di Bithia i cui resti si possono intravedere sotto la Torre di Chia e sull'isolotto di Su Cardolinu o l'antico porto di Melqart le cui rovine sommerse si trovano a Capo Malfatano.

 L'intrattenimento.
arrosto di capra alla sagraNella zona per fortuna non ci sono intrattenimenti mondani o locali chiassosi; nonostante l'afflusso turistico Chia ha mantenuto una certa tranquillità forse anche grazie ai due principali villaggi turistici che relegano i divertimenti notturni al loro interno. L'unico locale di una certa importanza per i giovanissimi è lungo la statale quasi arrivati a Pula: la megadiscoteca Tsunami di Santa Margherita !
Per il resto la sera non rimane che partecipare alle varie sagre (nel mio caso sono stato a quella della capra a Domus de Maria e a quella del pesce a Chia) dove però il rapporto prezzo-qualità del cibo/vino servito non è il massimo e dove si fanno estenuanti file anche di ore prima di poter mangiare. Più interessanti semmai le poche bancarelle con prodotti locali (formaggi, miele, dolciumi, coltelli, tappeti, ecc.) e non.
Insieme alle sagre (ma non solo, anche durante i giorni di "non sagre") c'è sempre tanta musica (a Domus de Maria c'è anche un anfiteatro dove sedersi ad ascoltarla) e qualche spettacolo ma, con mio grande rammarico e anche stupore, delle tante manifestazioni in programma nessuna prevedeva musica o balletti sardi ma solo musica e balli latino-americani !


Anche quest'anno, con un po' d'impegno e buona volontà, sono riuscito in Agosto a trovare angoli di paradiso, pace e tranquillità lontani dalla ressa: Sardegna mia, non mi deludi mai !
 
Prima Serie di foto Seconda Serie di foto Serie di foto snorkeling Grotte Is Zuddas Nora Inizio