RICORDI DI VIAGGIO SULLO SRI LANKA (1999)

Info generali:    Lo Sri Lanka ha circa 18 milioni di abitanti ed è lungo da Nord a Sud circa 425 Km mentre da Est ad Ovest 225 Km.
Le principali esportazioni sono tè, riso e cocco. Intorno al 1500 fu colonia portoghese, poi un secolo dopo olandese, infine intorno al 1700 divenne possedimento inglese sino al 1948 anno dell'indipendenza. Sino al 1972 si chiamò Ceylon ( nome dato dagli inglesi ), poi fu cambiato in Sri Lanka che vuol dire "Isola Splendida". E' anche soprannominata la "perla dell'Indiano" . Il modo più comune per salutarsi è unire le mani e dire "ei buan" che letteralmente significa "lunga vita" ma si può tradurre con un semplice "Ciao !". Tutte le religioni convivono più o meno pacificamente, la principale è il buddismo Mahayana ( 72%), una forma di buddismo molto antica.
Periodo migliore: Gennaio-Febbraio in quanto non ci sono i due monsoni che colpiscono alternativamente il Sud-Ovest dell'isola a Marzo-Luglio e il Nord-Est ad Ottobre-Dicembre, inoltre in questo periodo il clima è meno caldo-umido e le zanzare meno frequenti ( portarsi comunque un repellente ), quindi si può saltare la profilassi malarica con meno pericolo ( in genere non la fà nessuno ma sta a voi decidere, non mi assumo responsabilità ) . Fatevi comunque un ciclo di anti-tifo ( tre semplici pastiglie ).
Attenzione agli incidenti stradali: frequenti.
IL NOSTRO VIAGGIO: Tutto iniziò il 22 Gennaio del 1999 quando io e mia moglie partimmo da Roma Fiumicino alle 12,30 con il volo EK18 dell'Emirates ( una compagnia che per me si è distinta per gentilezza e comodità, per non parlare dei programmi televisivi in Italiano sui piccoli schermi a cristalli liquidi posti in ogni sedile ) verso Dubai ( via Nizza ) dove arrivammo dopo circa 8 ore e mezzo ( ore 24.00 locali ) . Tre ore e mezzo a nostra disposizione nello scalo degli Emirati Uniti dove ammirammo una moltitudine di razze e di costumi arabi nonchè uno dei Duty Free più forniti al mondo e poi via con il volo EK800 verso Colombo, la capitale dello Sri Lanka ( poco più di quattro ore di volo ).  Sbarcammo verso le 10.00 ( 5 ore in più rispetto l'Italia ) e poichè era il nostro primo "vero" viaggio in Oriente rimanemmo subito sconvolti dall'assalto di alcuni ragazzi che si offrivano di portarci la valigia per 50 metri per 10-15.000 lire italiane: capii subito che bisognava contrattare tutto e non lasciarsi intimidire dall'intraprendenza locale ( me la cavai con 2 dollari anche se il ragazzo non fu contento! ).

Appena fuori mi aspettava Lucky, la mia guida in lingua italiana ( che rispondeva all'organizzazione Connaissance de Ceylan  ) seguita da un autista ed un bel pulmino 4 x 4 con aria condizionata (ce n'era bisogno ! benchè fosse inverno anche per loro !). Dopo le presentazioni ( la guida ci raccontò essere un ex professore che aveva cambiato lavoro per non essere trasferito lontano dalla moglie che era pure professoressa a Colombo ) e chiuso a fatica il portellone a causa dei tanti venditori locali che si affollavano intorno a noi, partimmo subito per Dambulla dove avremmo alloggiato al Culture Club Resort in un bungalow in stile indiano molto pulito e caratteristico.
Nelle successive ore di viaggio avremmo capito subito la bellezza di quest'isola indiana : giungle, foreste, palmeti, risaie, piantagioni di tè, ruscelli, antichissimi laghi artificiali, tantissimo verde e tantissima acqua ! Sparsi lungo la strada coloratissimi banchi di frutta tropicale venduta a prezzi talmente irrisori che se avessi voluto mangiare un paio di ananas neanche le avrei pagate ! A questo proposito volevo raccomandare proprio gli ananas (una razza particolare, grande e molto allungata) che erano dolci più che in altri luoghi tropicali  !!! ; meno buone, ma curiose, le grandi banane rosse . Altri prodotti diffusi erano le arachidi e gli anacardi...slurp !
Posati i bagagli presso il meraviglioso resort, partiamo subito con le escursioni. Prima tappa: Polonnaruwa, un'antica capitale ( dal 9° al 13° secolo ). Qui ci sono le rovine di una grande città medioevale colma di templi buddisti ( ce n'è anche un Indù fatto costruire da un antico re per sua moglie ) con statue, piscine ed abitazioni e ricorda un pò come estensione la nostra Pompei tanto che per girarla di tanto in tanto dobbiamo usare il pulmino. Mi hanno detto che per secoli si era persa memoria ingoiata dalla giungla ed era stata ritrovata solo da alcune decine di anni.  Tutti i templi anche se in rovina erano tornati ad essere attivi a tutti gli effetti, infatti ad ogni statua di Buddha corrispondeva un altare con le offerte di petali freschi di loto ( simbolo della vita, fresca e profumata in gioventù ed appassita nella vecchiaia ) ed incenso ( che scaccia il maligno ) e per entrare bisognava togliere le scarpe ( a questo proposito vi consiglio di munirvi di calzini, magari quelli distribuiti in aereo ).pietra di mezza lunaCaratteristiche sono le pietre di "mezza luna ", una sorta di "zerbino" semicircolare ( scusate il termine ma è per rendere l'idea ) di pietra posto all'entrata dei templi, finemente lavorato con simboli animali che lo dividono in altri semicerchi paralleli ( tipo tiro a segno ) e con al centro scolpito un fiore di loto. Ogni simbolo rappresentava una fase della vita : nascita, gioventù, maturità, vecchiaia, malattia, morte: quando una persona entrava in un tempio e camminava sui vari simboli doveva meditare sullo scorrere della vita sino ad arrivare al centro dove c'era il fiore di loto; solo allora aveva depurato la sua mente e poteva essere degno di andare al cospetto di Buddha. Tra i ruderi qualche turista ( pochi ), venditori di cartoline e statuette di Tek, bufali d'acqua, piccoli ma tranquilli cani randagi, famigliole in pellegrinaggio, monaci dai tipici abiti arancione acceso e tanto verde !
Ma è il senso di pace ed il silenzio che ti colpisce ! tipico della cultura meditativa di una filosofia come il buddismo, che è una religione che nasce all'interno dell'animo umano anzichè da eventi esterni divini o celesti .
A Polonnaruwa possiamo inoltre ammirare il Palazzo reale ed il Gal Vihara, un anfiteatro di granito dove troviamo tre statue ( una lunga 18 metri !) raffiguranti il Buddha Disteso, in piedi e seduto in meditazione.una delle maschere pił popolari !La sera ritornammo finalmente in albergo dove potemmo gustare un buffett molto vario e "variopinto" di cibi, tutti buonissimi e speziati soprattutto a base di carne e riso cucinati in mille maniere ! e...dopo cena: l'immancabile spettacolo di danzatrici e danzatori coloratissimi con i loro particolari strumenti a fiato e percussione. Tutte le scene di danza si basavano su storie d'amore, guerra o raccolta del riso. Gli abiti e le maschere molto pittoresche !
Divertenti anche i giochi di prestigio ai quali addirittura dovetti partecipare !
Il mattino seguente andammo a fare colazione, la vista del lago era meravigliosa e mi stupii dell'assenza ( anche di notte ) delle zanzare ( completamente assenti in questo periodo, molto secco ). Negli arbusti vicino i tavoli scesero molti scoiattoli a reclamare il cibo direttamente dalle nostre mani ed anche i merli indiani pretesero la loro parte !!!
Dopo una mezz'oretta eccoci in partenza verso la rocca di Sigiriya. Lungo la strade notammo spesso delle insegne con la scritta "safari elephant" e chiedemmo spiegazioni...erano i luoghi dove potevamo fare una bella gita in elefante e nei pressi della giungla di Manika decidemmo di provare.
attestato di safari con l'elefante....( turisticissimo ma pur sempre un ricordo ! )Molto interessante fu la preparazione: l'elefante veniva imbracato con un vecchio materasso legato con le corde sotto la pancia ed un altro sul dorso, seguiva una coperta ed un baldacchino di metallo dove le persone potevano stare sedute con le gambe penzolanti. Salimmo sull'elefante tramite una scaletta di legno ed iniziammo a camminare prima in campagna, poi nella giungla, poi nell'acqua di una palude. Il portatore ci seguiva a piedi dietro l'elefante. Poi a metà strada decise di farmi "guidare". Uscii dal "sicuro" baldacchino per andarmi a posizionare sulla testa con le gambe sotto le possenti e "dure" orecchie capaci quasi di schiacciarmi le cosce. Con alcuni movimenti delle gambe ed il bastone uncinato in mano ( non usato ) guidai il mio elefante sino a che all'improvviso disubbidendo agli ordini non incominciò a dirigersi verso una capanna sfondando i paletti di cinta...con tanto di filo spinato...non capivo cosa stava succedendo ! Ben lo capiva però l'inquilino della capanna che correndo, in 10 secondi netti: uscì di casa, si arrampicò su una alta papaya, staccò il frutto e lo offrì al pachiderma che subito tornò sulla retta via.
Consiglio a tutti un oretta di "elephanting" poichè tra tutti gli animali che ho cavalcato ( cavalli, asini, muli, dromedari ) è il più simpatico, mansueto e soprattutto "comodo" anche se un pò capriccioso ( deve essere coccolato, lavato almeno 3 volte al giorno, assecondato nelle sue "fisse", etc. ). Alla fine del safari vi rilasciano anche un attestato/diploma di ricordo.
Il percorso in pulmino fu lungo e complesso, strade strette asfaltate si alternavano a strade bianche e molto spesso incontrammo auto incidentate, soprattutto ribaltate ai lati delle strade, per non parlare dei rallentamenti frequenti causati da carri dei buoi ( molto usati e colorati ), elefanti al lavoro ( se fotografati i loro padroni mi rincorrevano chiedendomi i soldi !, quindi dovetti prepararmi a chiudere il portellone o aprire il portafogli ) e processioni di monaci buddisti.carri colorati di buoiSpesso i problemi di tempo erano causati dai numerosi posti di blocco militari ( super-armati con bidoni di sassi che sbarravano la strada e grandi chiodi sull'asfalto da rimuovere di volta in volta ) nei quali venivano chiesti i documenti e talvolta effettuati perquisizioni. Volevo ricordare infatti che da molti anni nello Sri Lanka c'è una guerra civile tra il governo ed i Tamil ( Indù originari del Sud dell'India ) che reclamano l'indipendenza del Nord dell'isola. Per  questo motivo purtroppo ci sono stati degli attentati suicidi dinamitardi che nel passato ( per esempio nel Gennaio 1998 a Kandy ) hanno coinvolto anche turisti. Oggi la situazione almeno per noi viaggiatori è più sotto controllo grazie agli aumentati controlli in prossimità di templi ed altri siti turistici. Infatti fummo perquisiti corporalmente decine di volte ( più volte anche all'interno dello stesso sito ) facendoci entrare nelle "baracche di controllo" per donne e uomini ( chiaramente la milizia maschile perquisiva gli uomini e quella femminile, spesso aeronautica, le donne ).
Vennero controllate anche borse e zaini con accuratezza ma sempre con sufficiente educazione. Colombo, poi mi apparse come una capitale letteralmente blindata: ogni angolo, ogni traversa aveva il suo fortino di sacchi di sabbia con dentro militari e mitragliatici da campo in assetto di guerra ! Ma torniamo al nostro viaggio.
Arrivammo finalmente a Sigiriya, uno sperone di roccia ( Unesco- 5° secolo A.C. ) alto 200 metri dove sorgono le rovine del palazzo reale ( è rimasto intatto solo il trono ed una scalinata delimitata da due grandi zampe di leone vicino le quali prendeva il sole in un cespuglio un camaleonte ! ) del re Kassapa che uccise il padre per succedergli al trono. E qui scatta la leggenda: si narra che un re saggio aveva due figli. Quello più venale chiese al padre di mostrargli le sue ricchezze aspettandosi di vedere ori, gioielli e denari. Il padre acconsentì e portandolo in riva ad un lago gli mostrò l'acqua e disse : "questo è il mio tesoro !". Il figlio indignato della risposta uccise il padre e si rifugiò per 18 anni nella rocca di Sigiriya dove visse fino a che suo fratello non lo uccise per vendicare il padre.
La parte più dura fu la salita. Poco adatta ai "pigroni" fu veramente faticosa. 1400 scalini talvolta ampi di pietra, talvolta angusti, talvolta metallici e sospesi nel vuoto ( meglio non guardare giù soprattutto per chi soffre di vertigini ) Ad un certo punto del percorso una scaletta a chiocciola mi portò in un anfratto della roccia dove ammirai dei meravigliosi affreschi : "le Fanciulle delle Nuvole" , ritratti di ragazze con grandi seni tondi scoperti ed adornate di gioielli . Più in alto trovai una piazzola molto ampia dove poter riposare prima dell'ultima tappa più breve ma più ripida ( in quest'ultimo tratto c'erano, per i meno atletici e per gli anziani, molti volenterosi locali che dietro mancia  trascinavano i turisti a forza sino alla sommità della rocca ! ) Lo spettacolo che si gode dall'alto è superbo poichè questa rocca si erge all'interno di una giungla. Una breve sosta e poi ritornammo alla base dove ci aspettavano oltre ai soliti venditori anche gli incantatori di serpenti ( cobra ) e gli allevatori di pitoni ( non ho saputo resistere dal farmi fare a pagamento una foto con il pitone sulle spalle...pensavo fosse più leggero ! )il cobra dell' incantatore....Si riparte verso Anuradhapura, la prima capitale ( dal 5° al 9° secolo ) dell'isola. Qui ammirammo il tempio di dell'albero di Bodhi dove si dice ci sia l'albero più vecchio del mondo, un ficus piantato tramite una talea di un albero indiano sotto il quale il principe Siddharta meditando diventò Buddha ( che significa "colui che ha trovato la strada, l'illuminazione ). Seguirono molti altri templi tra cui l'immensa stupa bianca ( una "stupa" è una specie di cupola chiusa dove dentro spesso vengono custodite delle reliquie ) che si diceva contenere la clavicola del Buddha, con i suoi elefanti di pietra a guardia. Il riflesso del bianco e l'ora ( dopo pranzo ) infuocavano il tempio ed a stento si riusciva a camminare scalzi tanto scottava il marmo ! Da citare il Palazzo di rame, un immenso monastero. Anche qui bufali, venditori e scimmie "randagie" completavano il paesaggio ! Ovunque molti bambini.
A questo proposito vi consiglio di portarvi dall'Italia un chiletto di caramelle morbide perchè ogni bambino ( e non solo ) che vi guarderà vi chiederà "bon-bon oppure toffie! ( appunto le caramelle ), così come vi chiederà " school-pen "  ( vanno bene anche le Bic ) che esibiranno a scuola come trofeo turistico. Talvolta chiedono i cappellini. Banane e caramelle vennero offerte anche alle numerose scimmiette ( attenzione non avevano un buon carattere ! ) che si avvicinavano con sfrontatezza ai turisti . Vi raccomando di preparare a portata di mano un mazzetto di 1000 lire italiane ( accettatissime dagli ambulanti ) per i piccoli acquisti e le mance. Consiglio di portarne un centinaio ! Negli alberghi invece vengono accettate anche le carte di Credito, utili anche per avere valuta locale ( la Rupia dello Sri Lanka circa 27 lire/ 0,014 Euro nel 2000 ) nelle banche, purchè statali ( Banche du Ceylon ).
Il nostro itinerario continuò verso Dambulla. Lungo il tragitto incontrammo un giovane monaco ( con il consueto ombrello nero in mano proteggi-sole e proteggi-pioggia ) che faceva l'autostop; lo caricammo a bordo per un pò e dopo una chiacchieratina acconsentì volentieri di farsi fotografare con noi. Una breve visita al villaggio di Dambulla e poi ( altra scalinata per fortuna più breve ! ) visita al tempio di roccia (cave) , uno dei complessi monastici più suggestivi : formato da 5 grotte semibuie dove circa 500 statue di Buddha ed altrettante raffigurazioni creavano un atmosfera surreale, nel silenzio e nel gioco di luci soffuse. Purtroppo a causa di una turista che profanò uno dei templi facendosi fotografare sopra un Buddha dormiente ( ricordo che il Buddha va sempre fotografato da solo, cioè senza alcuna persona nè davanti, nè di lato, sappiate che è vietato farvi fotografare con un'immagine di Buddha anche solo come sfondo !!! )  ora in queste grotte è vietatissimo fotografare o filmare e per questo all'entrata venivano mostrati appesi vari rullini aperti e videocassette danneggiate, trofei di turisti maleducati. Ricordate di non essere mai oltraggiosi e di rispettare le usanze ( e le leggi ) anche in presenza di una statuetta di Buddha danneggiata o erosa dal tempo, infatti sono tutte molto venerate !!! E se acquistate delle immagini sacre sappiate che se vi recherete in un paese musulmano ( tipico è continuare il viaggio per le Maldive ) vi saranno sequestrate ! ( come pure gli alcolici o le riviste contenenti donne poco vestite sia porno che mediche ).
Continuò il viaggio...lungo la strada l'alternanza di giungla e paesaggi acquatici ricoperti da una nebbia densa e superficiale mi offrì molti spunti per foto d'autore. Ogni tanto facemmo una sosta presso alcune case private ( poco più che baracche ) per vedere qualcosa sulla vita rurale quotidiana. Dietro mancia vedemmo delle cose interessantissime come la raffinazione manuale del riso, la fabbricazione delle corde con la fibra di cocco ( oltre che i più famosi cappellini e sporte fatte di foglia di cocco ), la macinazione della polpa per fare il latte e così via ! Ovviamente in ogni casa, in ogni attività ci offrirono l'immancabile che qui ha la sua massima espressione. Nel paese infatti viene coltivata la più pregiata varietà di tè al mondo, il B.O.P. ( Broken Orange Peacho Pekoe ) e per questo visitammo una piantagione ed una fabbrica di tè di Ceylon ( in località Nuwara Eliya ) aperta apposta per noi ( era chiusa per riposo settimanale ) dietro un esborso di 20 dollari Usa. Istruttiva fu la visita al giardino delle spezie ( in località Matale ) dove mi furono mostrate tutte le piante aromatiche ( noce moscata, comino, pepe, sandalo, canfora, zenzero, gin-seng e tante altre ) e spiegate in inglese-gesticolese tutte le proprietà. Seguì la vendita di quest'ultime ( io comprai solo dell'ottimo curry nero per grigliate che penso mi basterà sino al 2016 ) nonchè la presentazione di unguenti profumati per il corpo ( riuscii a scroccare un bel massaggio energico e tonificante on-line su una panchina ! ). Il massimo fu però la visita alla più famosa fabbrica di Batik per seguire tutte le complesse e lunghe ( ed ancora molto artigianali ) fasi di lavorazione: il disegno, la ceratura, la colorazione, la bollitura e l'essiccatura, il tutto ripetuto per ogni colore utilizzato. Una bella srilankese ( talvolta ci tengono a farsi chiamare srilankesi e non come diciamo noi "singalesi" perchè i singalesi rappresentano la maggior parte dell'etnia ma non il popolo intero, appunto i srilankesi, formato anche da minoranze come Arabi, Indiani Tamil ed altri ) ci accompagnò, tra mille sorrisi e tè con biscotti, nella visita, spingendoci dopo a comperare qualche prodotto ( io acquistai due bei Batik da quadro a prezzi però non economici ). Non fatevi convincere nell'acquisto di un abito indiano colorato a Batik perchè in Italia non lo indossereste mai ed il costo si aggirava intorno alle 400-500.000 lire ! ( alle donne lo fanno provare per spingerle all'acquisto ). Altre attività visitabili sono gli artigianati del legno: ricordo con interesse molte fasi della lavorazione tra cui la scultura delle statuette, la colorazione o la complessa fabbricazione delle scacchiere con legni di vario colore nonchè l'abilità nel trattare il bambù . Il duro e scuro legno di Tek è il più usato. Anche qui cercheranno di spingerti a comprare addirittura il mobilio di casa intero, dicendoti che sono specializzati nell'organizzare un cargo di spedizione in Italia ( umm!... non mi fiderei, specialmente dopo aver pagato in anticipo ! ).
banane rosse...Seguì un pranzo presso una ex casa coloniale abitata da una signora anziana francese, mangiammo nella sua camera da pranzo per la prima volta con la nostra guida. Già, per la prima volta !, infatti nonostante la sera avevamo espresso molte volte il desiderio di mangiare con la nostra guida ( anzichè lasciarla mangiare da sola qualche tavolo più in là ) quest'ultima si era sempre rifiutata per motivi di rispetto. Solo dopo cena accettava di restare con noi per rispondere alle nostre numerosissime domande sulla vita quotidiana, sul buddismo e sul programma di viaggio. L'autista poi era letteralmente messo da parte e la nostra guida non voleva assolutamente che si mischiasse tra noi ( eppure Lucky mi aveva spiegato che nello Sri Lanka non esistevano come in India le caste !!! ).
Una sera mi capitò di  vedere una piccola luce all'interno di piccolissime capanne che spesso avevo notato e che sorgevano sui campi a 5-6 metri da terra. Mi avvicinai e notai un vecchio in compagnia di un bimbo con un cartoccio di giornale pieno di riso che con un piffero suonava un ritornello. Mi spiegarono che era un usanza stare svegli su queste "torrette di avvistamento" e suonare per allontanare gli animali notturni nocivi per i raccolti. Il vecchio mi fece segno con il dito di salire e una volta salita la precaria scaletta di legno mi chiese dei soldi !
Il viaggio proseguì verso la parte centrale dell'isola, verso la cittadina di Kandy, uno splendido agglomerato urbano ( ultima capitale del regno centrale singalese ) con un meraviglioso lago artificiale ( con un bel tempietto al centro, 18° sec. ) circondato dalla tipica periferia fatta di vecchie casette di legno e mattoni, una sempre-presente folla di gente indaffaratissima ( tipico di tutti i villaggi dello Sri Lanka ), con molti sporchi e sgangherati negozietti dove si vendeva di tutto dalle verdure alla carne esposta all'aperto al sole circondata da mosche, gli onnipresenti e rumorosi vecchi taxi-ape ( uguali ai Tuk-Tuk thailandesi ) e le affollatissime stazioni di autolinee con i coloratissimi e fumosi autobus "Tata" presenti in tutto l'Oriente, sempre carichi di passeggeri fino all'inverosimile ( non sò con quel caldo come facevano a respirare ) sbilenchi per il peso umano e con moltissime persone appese fuori, di dietro sul para-urti e sul tetto ! Una dritta: se volete fare una telefonata in Italia a costo molto contenuto basta andare...nei negozi fotografici dove ci sono dei vecchi telefoni a scatti e dove si può ragionevolmente trattare sul prezzo ! ( 6-7.000 lire per tre minuti contro le 35.000 di un Hotel ). La città di Kandy è chiamata anche in singalese Mahanuarè che significa "grande città " .
Scansata la solita folla di venditori ci dirigemmo verso il tempio di Dalada Meligawa, dove è custodita la reliquia del dente di Buddha scampata alle colonizzazioni inglesi e portoghesi che in questa città hanno avuto filo da torcere ! Purtroppo c'erano molte impalcature e molti lavori in corso a causa dell'attentato dinamitardo dell'anno prima e fu molto difficile camminare scalzi tra la folla che pregava e i calcinacci/vetri in terra causati dalla bomba e dai tanti muratori all'opera. Nonostante lo scempio il palazzo si mostrò lo stesso con tutto il suo splendore, soprattutto per le pitture sulle pareti. Ovunque fedeli in piedi o in terra, bambini, anziani, monaci, una moltitudine di persone con le mani giunte o semplicemente con petali di fiori da offrire. Al piano di sopra la struttura apparse molto suntuosa: davanti a noi un tabernacolo dorato dove dentro era custodito dentro sette scatole d'oro il dente del Buddha che viene esposto al pubblico solo ogni sette anni in occasione di una festa sacra. Le sette protezioni impedirono il suo danneggiamento durante il cruento attentato. Moltissime statue di ogni grandezza ed immagini del Buddha completano la stanza. Molto belli furono i quadri esposti in un corridoio attiguo che spiegavano le tappe della vita del Buddha, dalla natività alla morte e che per similitudine sono paragonabili alla via-crucis cristiana. All'uscita riprendemmo le nostre scarpe, questa volta custodite tra altre migliaia da un guardiano che pretese solo una piccola mancia e ci dirigemmo verso il nostro hotel. l' Hotel Le Kandyan sorgeva su una collina dalla quale si godeva il paesaggio della città. Appena arrivati ci accolsero con il classico bicchiere di tè caldo ( o in alternativa una tisana bollente di spezie piccantissime ma molto buona e dissetante ) e le pezze umide profumate calde per asciugare il sudore sulla faccia. La struttura era abbastanza lussuosa e pulita ( anche se economicamente abbordabilissima ), con i camerieri gentilissimi dalla tipica livrea indiana e una cucina superba e sempre molto varia. Anche gli spettacoli notturni di danze folcloristiche e saltimbanchi furono superbi, le danzatrici sempre bellissime e sensuali !.
danze folcloristicheIl mattino seguente continua il nostro quarto giorno di "tour de force". Tappa obbligata a Kandy fu il famoso giardino botanico di Peradeniya, una vastissima struttura dove trovammo un ampio campionario di piante della fascia tropicale, dalle spezie alla coca fino ai Coco de Mer seychellesi. Sugli alberi più alti volteggiavano i pipistrelli giganti diurni ( chiamati volpi volanti ) tipici dell'Oceano Indiano. C'era anche una serra di orchidee.
Il pomeriggio partimmo per Pinnawela dove risiede l'orfanotrofio degli elefanti. Qui allo stato semi-brado ( quindi liberi in branco tra noi ) vivono molti elefanti ( di tutte le età ) che sono rimasti orfani, magari perchè le madri sono state uccise dai bracconieri. Infatti nei parchi nazionali dello Sri Lanka ( visitabili come lo Yala ), dove ci sono molte specie di animali come grandi felini,cervi e coccodrilli  resistono ancora 3.000 dei 30.000 elefanti selvaggi che vivevano un tempo sull'isola.
Fu la prima volta che ci trovammo così vicino ( praticamente ad un metro ) ad un branco di decine di esemplari non addomesticati, intenti nelle loro faccende quotidiane, qualcuno con i piccoli a seguito. Non nascosi un pò di timore ma ero affascinato !  Più in là, in un recinto, degli inservienti allattavano artificialmente gli elefantini più piccoli con grandi biberon assecondando gli urli di eccitazione ed i capricci. Uscendo fuori dalla struttura ed attraversando la strada vi era un fiume dalle acque basse dove dei monaci aspettavano qualcosa...aspettammo anche noi ! Quasi all'improvviso spuntarono un branco di elefanti giovani che a tutta velocità corsero per il viottolo per tuffarsi in acqua ( se non avessimo sentito le urla della gente, rivolte proprio a noi, ci avrebbero investito in pieno ! ). Lo spettacolo fu dolcissimo e rilassante, non pensavo quanto potesse essere placido vedere gli elefanti fare il bagno, giocare, lavarsi...
elefanti al bagnoPoi più tardi tornammo nel pulmino, ma prima feci un giro nelle vicine bancarelle dove acquistai delle magliette di ottima fattura a prezzi convenienti. Questa volta la guida mi portò di sua volontà in un luogo interessante ma proibito ( almeno se si viaggia con una donna ) : la fabbrica delle gemme con annessa miniera di zaffiri in disuso. Lo Sri Lanka è uno dei maggiori esportatori di pietre preziose e la fabbrica ne era un esempio: vari piani di meraviglie grezze e lavorate, soprattutto smeraldi, diamanti e rubini. Non sò quale idea avessero di noi Italiani in termini di ricchezza, ma i padroni dell'attività rimasero piuttosto delusi quando non volli acquistare i gioielli che mi avevano mostrato ( e tentato di  infilare al dito ed al collo di mia moglie ), tutti molto preziosi dal prezzo di svariati milioni di lire !!! Comunque la visita alla vecchia miniera ed al reparto di lavorazione fu interessante.
Ci tengo a precisare che ogni qualvolta un commerciante od un ambulante ci proponeva un affare la nostra guida ci eclissava per ricomparire più tardi.
Ci spiegò che spesso i prezzi proposti erano esorbitanti, quando non si trattava di truffe, e che lui era costretto ad allontanarsi ( anzichè difenderci ) perchè era molto conosciuto e non voleva avere problemi ! In pratica doveva fare finta, per il quieto buon vivere, di non impicciarsi anche se preventivamente ( o di nascosto ) ci avvisava ( o ci faceva segno ) sempre sugli imbrogli o sul prezzo massimo che avremmo dovuto offrire per una certa merce ! ( molto onesto ).
Prossima ed ultima tappa: Colombo, la capitale attuale da dove eravamo partiti il primo giorno, sede dell'aeroporto internazionale. Durante la strada ammirai gli ultimi scorci di vita rurale, bucolica, una vita che fà pesare meno la povertà, una vita povera ma dignitosa, una vita legata all'acqua. Infatti tutta la cultura singalese è legata all'acqua dolce: le leggende, le risaie, gli invasi artificiali, le grandi piscine degli antichi monaci, le donne che trasportano gli otri colmi del prezioso liquido dal fiume a casa, gli innumerevoli pozzi, gli elefanti al bagno. E' facilissimo vedere famigliole intere andare al fiume sorridenti, le donne per lavare i panni, gli uomini per lavare il furgoncino o l'elefante, tutti insieme per fare un bel bagno con tanto sapone ! E che dire dei meravigliosi lunghi capelli neri delle ragazze. Spesso spiai attingere l'acqua dal pozzo ( o semplicemente andare al ruscello ) per bagnare quotidianamente la folta chioma oggetto di mille cure. Infatti sia gli uomini che le donne, dopo aver lavato i capelli rigorosamente con acqua non trattata si passavano l'olio di cocco, quello di cocco comune verde per tenere in piega i capelli, quello di cocco reale giallo per irrobustirli ! Ecco svelato il mistero della lucentezza dei loro capelli ! Questi ultimi erano talmente oggetto di cure che anche i pochi benestanti che abitavano a Colombo, con un appartamento moderno dotato di tutti i servizi come doccia e vasca ( senza scaldabagno, secondo loro non serve ! ) si recavano almeno una volta alla settimana ai "pozzi pubblici" , una sorta di bagni a pagamento dove era possibile lavare i capelli con acqua di pozzo e non di conduttura ( che secondo loro rovinava i capelli con il cloro )...era una vera e propria fissazione! ...fatto stà che tutti gli over 50 avevano ancora i capelli folti e neri !!!...da non crederci !!!
Alla base di tutto però c'era anche una filosofia di vita, per la quale l'acqua di sorgente era considerata il legame più "profondo" con la "madre terra" , legame che non doveva mai essere interrotto !!!
Arrivati a Colombo incominciai a vedere il rovescio della medaglia della dignitosa povertà di campagna...la povertà di città. Accanto a moderni grattaceli e suntuose ville coloniali giacevano misere e sporche spelonche di legno. La cosa che più mi impressionò fu l'enorme baraccopoli alla periferia della città ben visibile da un trafficatissimo ponte dove come un formicaio di ammassava una schiera di dannati intorno a malsicure case di lamiera e cartoni edificate intorno ad una enorme discarica di rifiuti dove la gente camminava alla ricerca di qualcosa di utile da mangiare o riciclare.
Uno spettacolo da girone dantesco, aggravato dal puzzo dello smog e dallo sfruttamento minorile. Ricorderete forse un famoso film di alcuni anni fà che descriveva la schiavitù di molti bambini costretti a lavorare incatenati per nulla e di uno di loro che aveva tentato di ribellarsi denunciando tutto alla stampa ( fu poi ucciso ): pur essendo ambientato in India in realtà era stato girato nella bidon-ville di Colombo in Sri Lanka ! I posti di blocco armatissimi ogni 100 metri completavano il quadro di una città secondo me non molto sicura e che quindi consiglio di visitare al massimo una giornata. Non ha più niente della "città giardino" descritta nel Medioevo ! L'unica curiosità che trovai fu una strada ampia, ai lati della quale, mano mano che si cambiava quartiere si poteva notare i cambi di comunità religiose : infatti dapprima incontrai delle grandi statue di Buddha, poi di Visnù, Shiva ed altri dei Indù, poi alte croci con l'immagine del Cristo, ancora un minareto musulmano e poi una colorata statua di S. Antonio da Padova ( un santo molto famoso nello Sri Lanka, durante il tour trovai in una stradina di campagna sperduta una chiesa in suo onore ! ).
La pace tra le varie etnie e la tolleranza è però solo apparente !
Ci fermammo solo una notte all' Hotel Taj Samundra, il classico albergo per europei, vista mare, dove il lusso più sfrenato faceva da padrone a prezzi ragionevoli. Servizio ottimo come al solito ! e molta pulizia !
Il giorno seguente ci recammo all'aeroporto per partire verso Malè ( capitale delle Maldive ) con un volo della Air Lanka di meno di due ore. Lucky, la nostra guida alla quale ci eravamo affezionati ( per sei giorni ci aveva seguito dormendo nei nostri stessi alberghi ed era stato a nostra disposizione 24 ore su 24 ) ci accompagnò sino al controllo passaporti, rimanendo in attesa del completamento delle formalità doganali e salutandoci sino a quando le nostre sagome non sparirono nel "gate" . Prima però scattammo una foto ricordo e consegnai a lui ( e alla guida ) i soldi rimasti come segno di riconoscimento per il buon servizio ricevuto. Dopo tante fatiche ci aspettava il relax di una atollo nelle Maldive. Per la prima volta però non ero così euforico di raggiungere la mia isoletta tropicale...lo Sri Lanka mi aveva lasciato qualcosa dentro...

Curiosità :
- Una leggenda dice che lo Sri Lanka è così bello da essere stato scelto da Adamo ed Eva come alternativa al Paradiso Terrestre dopo la cacciata dall'Eden originale.
- All'interno dell'aeroporto di Colombo ci sono dei contenitori dedicati alle varie cause umanitarie dove si possono depositare le Rupie avanzate.


Per rimanere informati sui conflitti leggete:
http://www.viaggiaresicuri.it/index.php?sri_lanka