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2 gg 3 notti a Barcellona  (estensione da Porto Torres - Sardegna) Agosto 2014
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Sono approdato a Barcellona come estensione di una vacanza prevalentemente marina in Sardegna e come tappa culturale insieme alla successiva città medioevale di Carcassonne in Francia per la meta finale spirituale di Lourdes.
Partendo quindi da Porto Torres (SS) in 12 ore di nave con la compagnia Grimaldi sbarcammo a Barcellona; a causa di un forte ritardo arrivammo in piena notte. On line avevo prenotato un appartamento, ma poichè l'orario era tardo, dopo aver telefonato e parlato in una sorta di spagnolo maccheronico con chi mi doveva portare la chiave capii che dovevo raggiungere un punto diverso della città per andarle a prendere...per fortuna in auto avevo il navigatore! Prese le chiavi mi diressi verso l'alloggio. L'appartamento, situato nel quartiere di St Martì, l'avevo scelto in base ad alcune comodità: non troppo lontano dal porto, ad un paio di chilometri dalla Sagrada Familia, vicino alla storico "La Monumental" e soprattutto economico per le tre notti prenotate.
Il quartiere è multietnico con prevalenza di immigrati nordafricani e sudamericani.
Arrivato a destinazione a mezzanotte mi accorsi che, nonostante non fosse un quartiere periferico, le vie intorno a noi erano piuttosto desolate, non vidi luci di attività commerciali ma solo tantissimi depositi di materiali, in giro non c'era anima via tranne un barbone ed una roulotte di zingari all'interno di un ferrivecchi...ma non fu assolutamente un problema per me che dovevo solo dormirci. Scaricate le valigie e un po' di cibo decisi, visto che la mia auto aveva solo tre mesi di vita, di non parcheggiarla per strada insieme alle altre vecchie come minimo di venti o anche trent'anni, e quindi di metterla in un garage sotterraneo a pagamento che avevo individuato preventivamente su Google Map. Memorizzai nel buio la strada di ritorno (mentalmente feci il conto delle svolte: due a sinistra, una a destra, ecc....se mi perdevo a piedi di notte non sarei più tornato a casa :-) e imboccai il parcheggio sotterraneo: era tutto automatizzato, c'era la musica ed era grandissimo anche se deserto! Salii delle strette scalette per uscire, aprii la porta in ferro e...un diluvio universale, un nubifragio con i fiocchi, feci appena in tempo a prendere un vecchio ombrello mezzo rotto che avevo in macchina (quelli buoni li avevo nelle valigie) e sperando di non saltare alcuna traversa trovai la strada di casa (a dire il vero avevo anche una mini cartina stampata da internet ma con la forte pioggia a vento ed il buio sarebbe stata inservibile). Oramai era quasi l'una di notte e in giro c'ero solo io, l'unica luce proveniva da una enorme palestra di free climbing dove la gente si allenava ancora a quell'ora! 
L'appartamento era situato in una stradina senza uscita in mezzo a vecchie case, accanto all'entrata c'era parcheggiata una vecchia auto anni '50 come quelle che si vedono a Cuba. L'interno della casa era piacevolmente ristrutturato con due letti matrimoniali, bagno, tv e cucina attrezzata con fornelli ad induzione: Maria cucinò nel cuore della notte un piatto di spaghetti sgombro e bottarga mentre io mi asciugavo.
Il giorno seguente ci alzammo di buon mattino per dirigersi verso la Sagrada Familia a piedi, in giro continuava a non esserci nessuno (a Barcellona la gente si muove mediamente più tardi che a Roma); camminando scorgemmo un grandissimo mercato di roba usata e piccoli oggetti nuovi (ci dissero che aveva aperto da pochi mesi, vedi la foto dello stesso riflesso nel tetto a specchio), poi un grande grattacelo a forma di sigaro vagamente somigliante al 30 St Mary Axe londinese: la Torre Agba (http://it.wikipedia.org/wiki/Torre_Agbar), infine uno stradone lungo il quale si trova La Monumental, una delle "Plazas de Toros" più importanti di Spagna, oramai in disuso ed adibita a (dimenticato) museo dopo la messa al bando nel 2012 in tutta la Catalogna delle corride. Durante la passeggiata notai un paio di volte di essere seguito nelle vie più isolate da tizi sospetti ma essendo stato avvertito da chi aveva viaggiato a Barcellona prima di me della possibilità non remota di essere borseggiato adottai tutte le strategie del caso. Prima di tutto, dal momento che è impossibile nascondere il fatto di essere forestieri, farsi vedere di non essere distratti, in questo caso fissammo tutti e quattro il sospettato finchè non si dileguò. Poi nessuna ostentazione di gioielli, orologi e macchine fotografiche lussuose, nessuna borsa, zaini contenenti solo acqua e poche cose senza valore e due portafogli, uno principale nascosto nella tasca davanti dei jeans con il grosso dei soldi, i documenti e le carte di credito ed uno meno nascosto con poche decine di euro da tirare fuori in pubblico per i piccoli acquisti; forse sarò stato esagerato ma mai quanto riportato in questo sito riguardo la sicurezza: (http://www.barcelona-tourist-guide.com/it/generale/sicurezza/sicurezza-barcellona.html) ...e comunque meglio prevenire ;-) 
La Monumental mercato riflesso del tetto specchiato Torre Agba
La Sagrada Família è una basilica cattolica ancora in costruzione dal 1882.
Progettata (o meglio ri-progettata) dell'architetto Antoni Gaudí, massimo esponente del modernismo catalano, è un must di Barcellona nonchè l'opera più visitata di tutta la Spagna.
La descrizione e la storia si può leggere su http://it.wikipedia.org/wiki/Sagrada_Fam%C3%ADlia.
La struttura è imponente soprattutto fuori e molto particolare, non vi aspettate però la grandiosità e la maestosità di San Pietro; il prezzo del biglietto, secondo me un po' troppo caro rispetto l'attrazione, va interpretato come un contributo per la realizzazione dei lavori. Nel sotterraneo si può accedere ad un museo dove sono conservati vari bozzetti e modellini di studio antichi e moderni nonché vedere alcuni laboratori ancora attivi. 
Un'azione fondamentale è acquistare anzitempo il biglietto via internet (io l'ho fatto un paio di mesi prima dall'Italia): si potrà così decidere precisamente il giorno e l'ora di entrata (e stamparlo) non facendo nemmeno un minuto di fila, viceversa se si vorrà acquistare il biglietto in loco bisognerà fare anche ore di coda e poi di attesa prima di entrare, motivo per il quale molti turisti rinunciano preferendo farsi un giro in bicicletta affittandola in uno dei punti di bike-sharing (a Barcellona ce ne sono tantissimi).
Di fronte alla Sagrada oltre alle bancarelle c'è un parco con un laghetto dove fermarsi all'ombra di una panchina; è anche un buon punto per fare le foto dell'esterno della basilica.
...tutta la zona è un susseguirsi di negozi fornitissimi di gadget gestiti da nordafricani e piccoli locali dove fare colazione o mangiare una paella.
ps: la foto qui sotto a sinistra è il Transbordador Aeri, una teleferica che dal molo di Barceloneta porta alla montagna di Montjuïc (raggiungibile anche con un'altra teleferica di cui parlerò più sotto) dalla quale ammirare dall'alto la spiaggia della Barcelloneta, il Port Vell, la Rambla o la statua di Colombo.
Di tutte le cose viste nei due giorni "netti" di piacevole tour de force a Barcellona quella che ci ha più colpito è stata il Museo della Scienza, il CosmoCaixa.
Economicissimo (4 euro gli adulti, gratis i ragazzi sono a 16 anni con un piccolo sovrapprezzo solo per il Planetario) è un luogo dove dedicare un'intera giornata; noi abbiamo passato circa 6 ore all'interno riuscendo a vedere quasi tutto, alcuni padiglioni purtroppo di fretta; le mie bimbe poi erano come impazzite nel vedere tante cose tutte straordinarie, diverse e "toccabili" o come dicono loro "toca-toca". 
Per fortuna essendo in automobile (c'è un ampio parcheggio) abbiamo evitato i tempi morti dei mezzi pubblici, che per quanto molto efficienti tra attese e coincidenze possono far perdere del tempo utile.
Come si può vedere dalle foto l'enorme museo, che si sviluppa su più piani, è una modernissima struttura all'interno di uno storico edificio che racchiude un insieme di esperimenti, esposizioni e divulgazioni di ogni branca della scienza: dal planetario con documentari 3d, alla foresta pluviale (visitabile dall'interno!) che ospita flora e fauna Amazzonica (con piranas, capibara, uccelli, piante tropicali e piove davvero!), dagli esperimenti di fisica, geologia, ottica, chimica agli acquari, terrari, dagli scheletri dei dinosauri e la storia dell'evoluzione umana, alla riproduzione delle macchine di Archimede e il pendolo di Foucault, dalla formazione di un uragano in miniatura, alla terra e lo spazio, il tutto interattivo!!!  Ovviamente c'è anche un self-service per mangiare!
Potrei citare migliaia di esperimenti riproducibili da chiunque...e pensare che nonostante fosse frequentatissimo eravamo gli unici turisti, tant'è che poi parlando il giorno seguente con uno spagnolo mi confermò che il Museo della Scienza è un luogo dove vanno prevalentemente i Barcellonesi e solo raramente qualche gruppo scolastico spagnolo o estero in gita. IMPERDIBILE !
Un modo per poter vedere Barcellona dall'alto è senz'altro prendere una delle due teleferiche e salire sulla Montagna di Montjuïc che poi è una collina o meglio ancora un promontorio.
La teleferica Transbordador Aeri è quella più lunga che parte dal Porto ed arriva nella parte più bassa della collina nell'omonimo Parco di Montjuïc; l'altra, la Telefèric de Montjuïc, più corta e meno elevata, parte più su rispetto al stazione di arrivo della prima e porta sino al castello (con una fermata intermedia a Miramar), posto sulla cima del promontorio.
La mattina dopo colazione decidemmo di andare a prendere quest'ultima per visitare il castello e ci andammo non in auto ma in taxi, sia per evitare il traffico delle vie più centrali e le numerose telecamere di semafori e autovelox, sia per accorciare i tempi visto che i taxi oltre ad avere le corsie preferenziali hanno una guida da formula uno; inoltre è sempre un'occasione per fare due chiacchiere con un locale. Purtroppo, tutto il mondo è un paese e  le prime parole che sentii dire dal guidatore, prima ancora che aprissi un qualsiasi discorso, furono: crisi, negozi che chiudono, disoccupazione e negozi di sigarette elettroniche e compro oro che fanno affari!
La Telefèric de Montjuïc ha le cabine più piccole della Transbordador Aeri e per questo ci permise di stare comodamente tutti e quattro seduti in una cabina dedicata tutta per noi dove poter fare con comodo le foto dall'alto. Il capolinea è posto alla base del castello, in un piccolo parco allietato dalla musica di un instancabile suonatore di sax. Intorno i cannoni puntati verso il mare, ricordavano la funzione di difesa che fin dal 1640 ha avuto questo castello. I cannoni però sono più recenti e hanno sparato le ultime volte contro i repubblicani barcellonesi nella inutile e strenua difesa della loro giovane e breve repubblica (1931-39).
Il castello di Montjuic è stato per anni il simbolo dell'oppressione franchista ed è stato un luogo di detenzione e tortura degli oppositori del regime.
La fortezza è visitabile (a pagamento) e vale la pena entrarci per salire nella parte più alta dove ammirare Barcellona a 360 gradi.
Tornati indietro con la teleferica prendemmo di nuovo un taxi (a Barcellona ce ne sono tantissimi e si prendono "al volo" anche nelle zone periferiche senza necessariamente telefonare o recarsi in un parcheggio) e ci facemmo lasciare nei pressi della Sagrada Familia per fare un po' di compere, mangiare un boccone e avviarsi a piedi verso casa passando per La Monumental. Ecco un'altra attrazione dimenticata dai turisti ma in questo caso anche dai locali, praticamente un luogo tristemente deserto che secondo me vale almeno una mezz'oretta se non altro perchè dal 1914 al 2011 è stata la Plaza de Toros più famosa di Spagna e fa parte della storia di questa città. Entrammo quindi timidamente nella struttura cercando il botteghino per i biglietti. Un uomo rinsecchito in canottiera bianca e mozzicone acceso di sigaretta in bocca tolse i piedi dal tavolo e aprì assonnato il cassetto dei biglietti. Dal botteghino spuntò anche un signore panciuto anziano che con un cenno della mano, strusciando i piedi, fece segno di seguirlo e con una grossa chiave aprì la parte al chiuso del museo dove erano esposti molti abiti di famosi toreri, teste di tori , documenti e oggetti relativi alle corride, tutto molto bello! Poi ci raccontò in spagnolo due tre volte la storia della sua moglie cinese e sua figlia mollate perchè troppo rompiscatole per i suoi gusti (il solito macismo che mi mancava dai tempi del Messico!) e ammonendoci di non perderci ci lasciò da soli ad esplorare museo e lo stadio. Rimanemmo più di un'oretta perchè le mie bimbe, approfittando nel fatto che non c'era anima viva, vollero esplorare ogni angolo più remoto della plaza de toros, ogni spalto, ogni locale, ogni scalinata ed inscenare una simulazione di corrida :-) Non arrivò nessuno e credo che nemmeno ci videro uscire. 
L'ultima sera eravamo a corto di cibarie e poichè nelle vicinanze del nostro appartamento non c'era alcun supermercato o alimentari decidemmo di cenare nell'unico luogo che avevo notato "acceso" di notte proprio di fronte il nostro vicolo: il Ristorante "da Maria".  Entrammo e ci guardarono curiosi come fossimo animali rari, infatti più che ristorante era una "pittoresca" osteria che poteva cucinare alcuni piatti semplici, sicuramente non frequentato da turisti...comunque gentilissimi ci portarono una lista dove scegliere tra uova, hot-dog, fettina di carne, bastoncini di pesce, insalata e patatine fritte...prendemmo un po' tutto compreso per me una Cerveza Estrella, la tipica birra Barcellonese (buona!). Oltre a noi nel locale c'era una tavolata di signore spagnole molto anziane che chiacchieravano animatamente davanti ad un bicchiere di vino e qualche marito che dormiva accanto sulla sedia.
Mano mano che si avvicinava la mezzanotte scoprii che era l'unico ritrovo della zona per amici e famiglie sudamericane per bere nei tavoli sul marciapiedi una birra o una bibita fresca e tirare sino a notte tarda tra saluti e risa, credo che solo noi avessimo mangiato qualcosa! 
Il giorno seguente, andai a recuperare l'auto dal parcheggio sotterraneo, caricammo i bagagli nell'auto e come da istruzioni appese in stanza lasciammo la chiave dentro l'appartamento e chiudemmo la porta per dirigersi verso l'autostrada (4 corsie, limite 120 Km/h) in direzione della Francia verso Carcassonne a 300 km da Barcellona.
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