RICORDI DI VIAGGIO SULL' EGITTO (CAIRO-SHARM) 1999


Premesse: mi sembra piuttosto arduo tracciare in due parole la storia dell'Egitto, una delle culle della civiltà, quindi darò mano mano, durante il racconto, accenni storici ai vari luoghi citati. Il clima è tipicamente quello del deserto, quindi caldissimo di giorno e più fresco durante la notte. Tuttavia nei periodi più caldi (tarda primavera-estate-primo autunno) fa abbastanza caldo anche di notte. Il miglior periodo per visitarlo va da Maggio a Settembre quando le temperature sono sempre molto alte ma attenzione...d'estate è facile superare i 40 gradi !
Sulle coste (sia del Mediterraneo, sia del Mar Rosso) si può spuntare qualche grado in meno ma bisogna comunque stare sempre attenti ai "colpi di calore", che possono dare vari disturbi compreso quelli simili alla famosa "maledizione di Tutankhamon" (che in genere si prende quando si ingerisce acqua infetta...ma non solo !). Non piove mai e si può fare il bagno tutto l'anno (almeno nel Mar Rosso). Infatti nonostante d'inverno in località come Sharm o Hurgada, la notte, il termometro possa scendere sotto i 10 gradi, di giorno torna rapidamente sopra i 20 a causa della forte insolazione, inoltre il Mar Rosso egiziano è un'eccezione climatica: non si trova ai tropici (ad esempio Sharm si trova 400 Km più a Nord del tropico) eppure la temperatura dell'acqua e quindi anche gli esseri viventi marini sono tropicali...quindi nessun problema a fare snorkeling a Capodanno anche se con una mutina indossata è meglio visto che comunque in acqua fa fresco !
In località turistiche come Sharm gli operatori turistici locali sono spesso cristiani e parlano correttamente la nostra lingua perchè provengono dalla scuola alberghiera dei frati Salesiani di Don Bosco al Cairo dove si studiano tutte le materie in lingua italiana. Come sensazione politica generale, parlando con la gente del luogo,  l'Egitto mi è sembrato un paese che per motivi etnici-religiosi si dichiara musulmano ma che è in realtà molto più occidentale di quello che vuole far credere .
La gente è abbastanza disponibile e tollerante nei confronti degli stranieri (nei siti turistici e nella capitale) e vanta tutt'ora una grande tradizione cristiana radicata nei secoli con molte chiese copte visitabili (prima della venuta degli Arabi l'Egitto era forse il paese più cristiano dell'epoca). Al Cairo per esempio sono conservate le spoglie di S.Marco sequestrate per anni dai Veneziani e la stanza dove Maria, Giuseppe e Gesù bambino si rifugiarono quando scapparono dalle persecuzioni.
Sconsiglio il "fai da te" anche perchè per girare in Egitto è obbligatoria, fuori dei grandi centri, la scorta armata (e se non sei in comitiva organizzata non te la danno !), inoltre nelle comunità più sperdute del deserto, mi hanno raccontato alcuni avventurosi, gli stranieri vengono accolti piuttosto maluccio (a sassate per esempio).
Per fortuna gli hotels ed i villaggi (anche se costruiti per un turismo "di massa ") organizzano tutta una serie di escursioni che riescono a soddisfare abbastanza sia il turista che il viaggiatore per i loro buoni contenuti culturali e naturalistici.

Fuso Orario: +1 Ora (quando da noi è in vigore l'ora legale)


Tour Operator: Swan Tour
Il nostro Viaggio : I prezzi contenuti, la vicinanza dall'Italia e il grande fascino del paese facevano dell'Egitto una meta ideale per un viaggetto di una settimana, durante l'anno lavorativo, un viaggio poco impegnativo...da "comodone", di quelli da organizzare all'ultimo momento ma non per questo di serie B !!! Era Domenica 2 Maggio ed eravamo pronti per partire. Avevo dovuto scegliere tra fare una meravigliosa e culturale crociera sul Nilo o un banale soggiorno a Sharm El Sheikh sul Mar Rosso:  la voglia infinita ed incolmabile di mare e la passione per lo snorkeling mi avevano fatto scegliere quest'ultima località promettendomi di fare qualche escursione "culturale" per saziare la mia fame di storia egizia che fin da piccolo mi aveva affascinato e che oggi fa tanto "tendenza e moda".

atterraggio a SharmPartimmo la mattina da Roma-Fiumicino con un volo Alitalia che atterrò direttamente a Sharm, sulla lunga e piana pista nel deserto, dopo circa tre ore (per fortuna il viaggio era breve poichè i programmi televisivi non erano in italiano ed i giornali erano finiti !). Durante il volo ammirai il paese che, visto dall'alto, è praticamente un immenso deserto ( la parte finale del Sahara). Sbarcato dall'aereo mi scontrai subito con il caldo e la cruda realtà locale (che a molti inesperti di viaggi può dare un impatto impressionante molto forte): una confusione da bolgia dantesca, rumori, grida, olezzi ascellari molto accentuati, "...quivi sospiri pianti ed alti guai risonavan nell'aer cheto sanza stelle... per cui al cominciar ne lacrimai..." Il nastro trasportatore era pattugliato da egiziani pronti a prenderti la valigia per poi posartela immediatamente vicino a terra... dietro lauta mancia !
Anch'io offrii un dollaro, ma dopo averlo messo in tasca, l'uomo mi disse che preferiva le lire italiane e che quindi gli dovevo 1.000 lire ...hi,hi ! si respirava di già l'aria dell'Oriente !
Poi un'enorme folla si accalcava disordinatamente vicino uno sportello (sembrava una di quelle strutture posticce dove da noi si vendono in strada i biglietti della lotteria) dove capii che si timbravano i visti. Impressionante la sgarbatezza con la quale il tizio timbrava i passaporti sbattendoli sul tavolo e con la quale li restituiva ai proprietari (a me lo hanno tirato letteralmente !) Racconto tutto questo non per impressionare i futuri viaggiatori ma per abituarli ad assecondare alcuni aspetti marginali dei comunque pittoreschi di alcuni paesi arabi.
Il visto sul passaporto è una faccenda sulla quale mi voglio soffermare. Questa marca da bollo di poche decine di mila lire si può fare direttamente nell'aeroporto di Sharm El Sheikh ma non è obbligatoria anche se conviene farla... mi spiego meglio: per la permanenza a Sharm il visto non è richiesto, ma subito fuori si. Per cui in qualsiasi escursione si faccia anche di pochi km fuori il paese (per esempio lo snorkeling a Ras Mohamed, ma tratterò più avanti l'argomento escursioni) si richiede questo benedetto visto ed i numerosi posti di blocco che fasciano Sharm fanno controlli accurati sempre ! anche se si viaggia in pulman insieme a molte persone ! Non parliamo poi se andate al Cairo ! Altra dritta importante: il visto scade nel momento che si lascia l'Egitto, quindi se avete intenzione di farvi l'escursione giornaliera a Petra in Giordania (quindi fuori dall'Egitto) tenetela per ultima, in quanto al vostro ritorno il vostro visto sarà nullo e se vorrete fare altre escursioni fuori Sharm dovrete rifarlo. (Attenzione: info relative all'anno 1999).

Un contrattempo, uno sfogo:
Fuori dall'aeroporto ci aspettavano i corrispondenti del tour operator, Roberto, un ragazzo italiano (ma vissuto in Egitto  tanto tempo da amare questa terra più della propria famiglia) ed un paio di locali. Subito capimmo (nonostante la lingua araba) che c'era qualcosa che non andava con il nostro albergo (avevamo prenotato il Sonesta Beach a Naama Bay), poichè ci facevano salire prima su un pulman, poi su un altro...poi la spiegazione: << c'e un piccolo cambio di programma, ma nessun problema, nel cambio ci guadagnerete ! >> le mie preoccupazioni si fecero certe (non so come mai talvolta i guai li fiuto nell'aria...) << non andrete più al Sonesta Beach perchè le stanze sono tutte piene, ma al MovenPick Golf Hotel, un hotel 5 stelle "lusso" >>. Cercai di protestare ma ci dissero: << prima vedere...poi dire ! >> e quindi andammo a dare un occhiata. Fu come un cazzotto nello stomaco quando mi accorsi che si trovava lontanissimo dal mare nel deserto ! Avevo prenotato un Hotel vicino la spiaggia per fare comodamente snorkeling (e a fatica ero riuscito a scartare, con le poche info disponibili, gli hotels che non avevano davanti una barriera corallina) ed ora mi trovavo nel peggior posto che mi poteva capitare, in piena desolazione ! A dire il vero pare ci fosse una strada interna all'Hotel che portava al mare ma era lunga Km ed arrivati sulla costa bisognava poi scendere da una collina una marea di scalini, cosa improponibile sotto il caldo con le varie maschere, pinne, acqua, macchinette fotografiche ed altro...soprattutto dopo aver prenotato un hotel sul mare !!! Non solo...avevo scelto il Sonesta Beach (da non confondere con il Sonesta Club, non sul mare) anche perchè era una struttura in stile arabo (anche l'occhio vuole la sua parte) e perchè la sera sapevo che c'era un "pò di vita" come grigliate sulla spiaggia o spettacoli tipici egiziani (dal momento che si trattava di una vacanza in un luogo turistico di massa "per definizione" tanto valeva divertirsi un pò...), mentre mi ritrovavo in un tristissimo hotel che aveva in più solo la parola "lusso" dopo le 5 stelle (da me prenotate ) ma che era freddamente arredato in stile occidentale e che la sera non aveva alcun spettacolo folcloristico o intrattenimento (un paio di sere solo una triste cantante), in pratica a nanna dopo cena, dal momento che era pure lontano dal centro di Sharm (diversamente dall'hotel da me prenotato !). La mia furia si abbattè contro l'accompagnatore insieme a quella di altre famiglie alle quali era toccata la stessa malasorte. Il personale locale non faceva che ripetere la filastrocca: << questo hotel è più lussuoso... una legge Egiziana rende lecito il cambiamento improvviso di sistemazione purchè di livello non inferiore... questo è l'albergo dove viene il nostro amato presidente Mubarak Hosni >> Soprattutto sulla faccenda dell'hotel dove soggiornava il  "presidente" veniva data una grande enfasi, ma chissenefrega !: Mubarak gode senz'altro della mia stima come uomo "illuminato" e di pace, che riesce abilmente a districarsi tra l'islamismo e " l'occidentalismo", ma ai fini "vacanzieri" non mene frega nulla. In effetti notai nei Telegiornali Italiani, gli anni seguenti, che molti riunioni durante le varie crisi politiche tra islamici ed occidentali vennero tenute da Mubarak in quell'hotel ma questo nulla entra con il mio snorkeling, nè i mille cartelli e statue raffiguranti l'immagine del "presidente"potevano plagiarmi a favore del MovenPick (diversamente da come è avvenuto per la popolazione che lo idolatra quasi fosse un moderno faraone !). Una coppia di sposetti cedette alla fine alla sorte, un'altra famiglia con bambini promise un'azione legale (ma poi abbandonò l'idea perchè venne a sapere, una volta in Italia, che poteva intraprenderla solo nei confronti dell'agenzia con la quale c'era un rapporto buono da anni, anzichè verso il tour operator), io continuai la protesta a brutto muso (e pure qualche parolaccia multilingua !).
Mi spiace farvi la telecronaca della mia disavventura ma è bene conoscere gli imprevisti che possono accadere in un viaggio anche se organizzato, per sapere come regolarsi  e a questo proposito proseguirò schematicamente:
- mi riportarono indietro al Sonesta per chiedere di nuovo una stanza (dal momento che eravamo rimasti solo noi delle tre coppie danneggiate) e per capire cosa era successo (nel frattempo una coppia di clienti dell'albergo ci raccontò che una comitiva di "russi senza prenotazione " con molti "rotoli di dollari di grande taglio" (probabilmente mafiosi) aveva offerto alla reception una cifra alta per far "liberare" le stanze, fantasia o realtà ?...io ipotizzai realtà !).
- niente da fare con le stanze...iniziò un pellegrinaggio negli alberghi di Sharm (pellegrinaggio che mi permise di acquisire una certa conoscenza degli hotels di Sharm...vi può essere utile ?)

Baron - ottimo hotel, lussuoso, lontano dal centro ma con una meravigliosa barriera corallina.
Coral Bay - sull'omonima baia, ottima struttura con una superba barriera corallina con piscina annessa, molto bello !
Pyramisa - Ok barriera corallina, ottimi prezzi.
Sonesta Club - Pulito, bello ma per andare al mare bisogna attraversare lo stradone principale dove le auto sfrecciano paurosamente a tutta velocità ignorando i pedoni; comunque più avanti c'è un moderno ospedale...
Marriott - Ben attrezzato soprattutto dal lato dell'animazione ma il mare di fronte è sabbioso, privo di barriera corallina.
Kahramana - al centro di Sharm, ma una stella in meno, non sul mare e comunque lontano da barriere.
Sofitel - discreta barriera, livello medio, poca confusione rispetto il vicino e più lussuoso Sonesta Beach.
Ovunque ( tranne al Kahramana) la risposta fu la stessa: <<non c'è posto !!! tutto esaurito !!!>>
Pyramisia - ottima barriera corallina con pontile, discreto rapporto prezzo/qualità non lussuosissimo.

Chiaramente si tratta solo della mia opinione relativa all'anno 1999.

- si fece sera (un giorno di incazzature feroci completamente sprecato), cenai al Sonesta Beach senza pagare (avevo teoricamente prenotato in Italia la mezza pensione ), ma poichè non risultavo alloggiato lì, mi minacciarono di chiamare la Polizia, me ne infischiai alla grande...non mi arrestarono !

- ore 23,30 dovetti cedere ad alloggiare al MovenPick; in cambio della mia temporanea capitolazione mi offrirono (anche grazie al Sig. Roberto che fu l'unica persona che si occupò di noi attivamente e continuatamente) :

1) passaggi gratuiti in auto/pulman (anche in sei in una Ford Fiesta a 160 Km/h) dal MovenPick al Sonesta Beach (per fare un pò di snorkeling) e viceversa, poichè la navetta "standard" dell'Hotel non andava bene in quanto portava in un punto della costa privo di barriera.
Peccato che questo servizio offerto si rivelò molto scarso a causa dei forti ritardi rispetto gli appuntamenti presi.
2) 4 pranzi gratuiti al Sonesta Beach (che mi permettevano di rimanere in spiaggia anche il pomeriggio).
Peccato che ogni volta che veniva il momento del conto dovevo rispiegare tutto l'accaduto in inglese, chiamare il direttore, aspettare, questionare...(che stress!)
3) Escursione pagata a Ras Mohamed
Ben poche cose rispetto il fatto di aver comprato (pagato) una cosa e averne ricevuto un'altra ! Al ritorno dalla vacanza inoltrammo una raccomandata con ricevuta di ritorno alla Swan Tour ma non si degnarono neanche di risponderci, probabilmente non ritennero che il cliente fosse il bene per loro più prezioso ! Anche i solleciti fatti dalla nostra agenzia non ebbero un seguito. Da sottolineare che alla nostra partenza da Sharm verso l'Italia spuntò dal nulla all'aeroporto una ragazza italiana (che avevamo incontrato solo al nostro arrivo a Sharm) che con molta arroganza voleva farci firmare (ma non ci riuscì) un pezzo di carta (una liberatoria) nel quale dichiaravamo alla Swan Tour che eravamo stati bene ed anzi avevamo avuto più di quello che ci spettava e che nulla più ci era dovuto...di fronte al nostro rifiuto di firmare, la ragazza ci disse: << tanto non potrete fare niente, non vedrete uno straccio di risarcimento !!! >> (esattamente le stesse parole che ci aveva detto la mattina appena sbarcati all'inizio della vacanza)  ...ed aveva ragione !!!
Purtroppo le leggi italiane non tutelano il consumatore, a meno che voglia sborsare soldi per avvocati o iscrizioni ad associazioni per la tutela ed avere molto tempo a disposizione infognandosi con esposti o denunce (quindi per me : ferie e pazienza che non ho !)... e non è comunque detto che si vinca... !!!
Chiudiamo con l'accaduto (sono stato palloso, lo ammetto ma mettetevi nei miei panni !)  e finalmente passiamo alla vacanza (o quello che resta, 5 giorni soli !).


Descriviamo brevemente Sharm: anticamente era una piccolo villaggio situato sulla collina che poi pian piano si sviluppò sulla costa, a Naama Bay nella penisola del Sinai, penisola sacra perchè si narra che qui Mosè ricevette da Dio le tavole dei comandamenti e fu anche il terreno di fuga degli Ebrei verso la terra promessa. Negli anni 90 si sviluppò un turismo di massa che occupò con gli hotels e i villaggi tutta la baia, espandendosi verso Nord verso Shark e Coral Bay. Il centro del paese è formato da negozietti e piccoli locali dove lavorano egiziani provenienti soprattutto dal Cairo e che spesso si alternano a rotazione per alcuni mesi. La vita ha costi più europei che egiziani. All'interno della costa c'è solo deserto talvolta recintato perchè sono ancora presenti vaste aree dove sono interrate molte mine anti-uomo (si stima circa 23 milioni !), un regalino lasciato dalla guerra dei tre giorni con Israele. Nei negozi turistici si parla l'italiano e si accettano le lire oltre che pounds e carte di credito.
La mattina del 3 Maggio ci recammo in pulman alla spiaggia del Sonesta Beach. Come tutte le spiagge di Sharm era fatta da una sabbia granulosa color rosso (la sabbia del deserto, che arriva sino al mare), priva di vegetazione ed affollata di ombrelloni. Come tutte le spiagge di Sharm era invasa da una bolgia di turisti (tipo riviera romagnola, senza offesa s'intende !), con musica da discoteca che gareggiava nell'aria (come volume) con gli squilli dei mille telefonini italiani !

Una nota: alcune riviste e cataloghi di tour operator asseriscono che in Egitto non è possibile portare con sé il proprio telefono cellulare pena il sequestro dello stesso alla dogana: tale avvertimento è infondato e di conseguenza la possibilità di effettuare roaming non è soggetta ad alcuna restrizione...io però preferisco la gente che parte senza cellulare (ma è una mia opinione).

Sparse tra la folla spuntavano di tanto in tanto animatori (ed animatrici) i quali proponevano (e spesso mendicavano) giochini infantili per lobotomizzati tipo "la gara dell'aperitivo", "il disco-beach" o robe del genere ! Il tutto sotto un caldo soffocante, dopo un giorno di incazzature ed un bicchiere di tamarindo omaggiato !
Sapevo bene che a Sharm non avrei mai incontrato una delle tipiche calme spiagge da paradiso tropicale che avevo trovato nell'Oceano Pacifico o nell'Indiano ma non pensavo che si potesse arrivare a tanto !
Le mie paranoie mentali si placarono una volta dentro l'acqua, sia per il fresco, sia per quello che trovai. Infatti a poche bracciate dalla riva si aprì tutto un mondo. Nonostante in superficie dovetti schivare qualche moto d'acqua, un motoscafo maldestro, un barcone turistico con il fondo di vetro e un paio di ciccioni con le pinne, sotto un'acqua incredibilmente trasparente e pulita resisteva un ambiente brulicante di vita ! A pochi metri dalla calca dei bagnanti vi era una piccola barriera profonda solo 3-4 metri dove vivevano grandi formazioni di corallo coloratissimo (meglio di quelle delle Maldive) gialli, rosa, rossi e neri, e molti altri esseri come spugne, stelle marine, ricci. I pesci poi erano abbondantissimi : pesci pappagallo, farfalla, balestra, chirurgo, razze, murene, etc...c'era insomma la solita "banda tropicale" con una particolare abbondanza di grandi cernie rosse lunghe anche un metro e di pesci scorpione !
il Sonesta Beach lato barriera corallinala spiaggia del Sonesta BeachPer chi alloggia al Sonesta Beach, la barriera (che inizia in questo punto di Naama Bay) si trova sulla sinistra (guardando il mare, cioè a Nord) e prosegue verso il Sofitel. Non è ricca come quella degli Hotel verso Shark Bay o Coral Bay ma si possono fare ugualmente delle belle foto...
quindi portatevi la macchinetta fotografica impermeabile.
Un'altro capitolo importante è la cucina egiziana: ottima ! (l'avevo già provata a Roma prima di partire) a base di salse speziate ed a questo proposito voglio consigliare le polpettine di fave, gli spiedini di carne (spesso di montone), i passati di legumi (soprattutto fave e fagioli neri), la tipica "shami": una focaccia, gli arrosti di capra o agnello e poi naturalmente ceci, peperoni, zucchine, riso, cus-cus, patate, lenticchie rosse, formaggio greco, pesce... I dolci sono invece un po' "troppo dolci" per i miei gusti e talvolta, come nel caso del "katalef" di mandorle e noci, addirittura fritti. Squisita è la birra, che si trova dappertutto, nonostante la religione musulmana ne vieti l'uso ai propri fedeli ! ...non scordiamoci che la birra è stata inventata dagli antichi egizi (anche se l'antica ricetta priva di malto gli conferiva un sapore di "fogna"). Come in tutto il Nord-Africa è presente anche una produzione di buona qualità di vini ed olio. Si può finire il pasto con un Karkadè caldo (servito anche gratuitamente spesso in spiaggia) oppure il tipico tè arabo, magari alla menta...naturalmente sempre a temperatura da altoforno !!!
La sera dopo cena, insieme con altri turisti, ci recammo a tutta birra in "sei" nella Ford Fiesta nera dei nostri amici egiziani (fui quasi sodomizzato dal cambio !) all'Hotel Kahramana dove assistemmo nell'ampio terrazzo all'ultimo piano ad uno spettacolo di folclore locale: balletti, sceneggiate, costumi, danza del ventre con o senza coinvolgimento del pubblico, canzoni e musiche tipiche nonchè una lunga e spettacolare esibizione di  "whirling ".
Entrerò nel dettaglio: sfido chiunque dei partecipanti ad aver capito realmente cosa stava vedendo al di là del fatto puramente esteriore che fa del "whirling" (dall' inglese whirl: girare, roteare) uno spettacolo molto artistico, durante il quale un uomo gira vorticosamente per molto tempo, facendo tutta una serie di figure con le gonne, stoffe, e quanto di abbigliamento indossa. In realtà è qualcosa di più: è una delle tipiche manifestazioni legate alla dottrina islamica-filosofica del "sufismo", una cerimonia religiosa di musica e danza che dopo oltre 700 anni viene ancora praticata. << Attraverso l’esperienza diretta della sorgente di energia ed estasi che i suoi metodi risvegliano, il sufismo aiuta a ricordare il divino dentro di noi.  Attraverso il "whirling" (la danza dei "dervisci"), si può avere l’esperienza di muoverci nell’abbandono più totale, pur rimanendo centrati e silenziosi nel profondo di noi stessi. Con il canto, si aggiungerà a tutto ciò l’ingrediente della celebrazione, che in passato ha guadagnato al sufismo il nome di "via del cuore". Al centro di questo fluire gioioso e potente, sarà possibile percepire e godere la dimensione più sottile ed essenziale della nostra energia >>.
4 Maggio, dopo aver snorkellato un po' la mattina, il pomeriggio, verso le 16 ci incontrammo con i nostri "angeli custodi", due ragazzi che avendo seguito la nostra disavventura ci avevano preso in amicizia, i quali ci portarono a fare la classicissima " cammellata nel deserto " o forse sarebbe meglio dire "dromedariata" visto che in Africa ci sono i dromedari (mentre i cammelli si trovano in Asia).
Con la loro utilitaria ci addentrammo nel deserto (molto suggestivo !) dove carovane di nomadi, greggi di capre o semplicemente donne sole, girovagavano sotto il sole cocente, con i loro tipico abbigliamento beduino. Arrivammo in un canalone di pietra dove spiccava il solo albero incontrato per miglia (una spinosissima acacia) e dove da un lato c'erano dei ragazzini che tenevano a guinzaglio tramite una corda degli esili dromedari. Dopo una breve trattativa ci fecero montare in groppa. E' una cosa assolutamente da provare, ma vi devo anticipare che è scomodissima: nella mia vita ho cavalcato cavalli, asini, muli, parecchie volte l'elefante, persino da ragazzino dei grossi cani, ma non ho visto niente di più scomodo ! Stare in cima ad una gobba che non è certo un "osso", bensì oscilla più o meno "mosciamente" , stare seduto sopra un sellino durissimo e strettissimo (mi chiedevo come poteva entrarci un sedere fuori-standard !), dove un bastone centrale (che fa parte del baldacchino) ti spreme le "pelotes" (la posizione delle gambe "maschile" è infatti diversa da quella "femminile" che è invece un tantino più dritta e quindi stabile !) è veramente un impresa ardua, soprattutto nelle fasi di "crick", durante le quale il dromedario (con sopra il malcapitato ) sale (o viceversa scende) con un movimento a scatti a più riprese o meglio a "crick" (intendo il crick dell'auto !). Ben diverso dal cavalcare un vero cammello che se non altro ha la sella ben stabile tra una gobba e l'altra ! Scherzi a parte, fu una cosa molto simpatica che terminò nel più classico dei modi: "un tè nel deserto !" sotto le tende di un villaggio beduino. Mi offrirono le loro caratteristiche focacce (una specie di piadine, ma meno morbide,  cotte sulla legna) e mi versarono un tè bollentissimo che anche dopo venti minuti di conversazione non accennava a scendere neanche di un grado !!! La conversazione fu piacevole: mi raccontarono un po' sulla loro vita, molto semplice ma non povera ( i beduini di questa zona sono infatti molto ricchi). ll governo per migliorare le loro condizioni abitative (soprattutto igieniche) gli aveva costruito delle villette (carine, le ho viste !), ma loro avevano preferito il silenzio del deserto per tradizione ! Parlammo anche di donne, che nella loro cultura vengono private di ogni forma di "svago" e libertà. Pensate che solo gli uomini possono possedere jeep con le quali andarsi a divertire al paese, mentre le donne (con il permesso degli uomini) possono al massimo "divertirsi" facendo una passeggiata nel deserto...magari se sono fortunate possono farsi " un giro" con le capre del marito !
Quando devono partorire vanno nel deserto con le madri e le suocere e devono " farlo in piedi", per dimostrare all'uomo quanto sono "forti" : una donna con una fibra forte è una garanzia per una buona riuscita dei successivi parti e metterà al mondo molti figli senza problemi ! ...ehhh ! meditate...donne...meditate !
Comunque anche gli uomini hanno le loro "fregature". Infatti non possono vedere mai prima di sposarsi il volto delle loro future mogli (che comunque si possono ripudiare senza "giusta causa"), infatti solo le donne sposate hanno il volto scoperto ! (nelle civiltà musulmane più emancipate in genere è l'inverso, in quelle più restrittive invece il volto e non solo è sempre coperto !). Quindi un uomo per sperare di sposarsi delle donne "carine" ha come unica ricerca quella di analizzare bene i volti delle future suocere e sperare che la vecchia legge di Mendel funzioni bene adottando come "carattere dominate" quello della madre anzichè del padre !
Sotto le tende i beduini vendevano i loro manufatti ma non furono insistenti, furono più pedanti nel tentativo di comprare i nostri oggetti (per esempio un orologio al quarzo che portavo al polso) offrendomi consapevolmente anche il doppio di quello che valeva.
Tentarono anche di comprare mia moglie in cambio di quattro capre ...ma non sapevo che farmene !la laguna magica durante l'escursione a Ras Mohamedl giorno seguente (5) decidemmo di usufruire della gita-omaggio a Ras Mohamed, il parco marino protetto appena fuori Sharm. Ci imbarcammo la mattina a bordo di un pulmino con aria condizionata attrezzati di maschera, pinne, borraccia, asciugamano e "passaporto con visto valido" che fu scrupolosamente controllato appena fuori il paese presso una specie di dogana presidiata da militari.
Dopo la "mini-frontiera", la "magnifica desolazione" (per usare una frase "lunare"): deserto rosso e polveroso a perdita d'occhio...poi un cancello...un'altro stradone...delle strutture enormi in cemento che simulavano dei grandi massi (molto belle ) e ancora deserto sino ad arrivare, dopo una lunga strada bianca piena di curve e "voragini" , al mare.
Posammo la nostra roba in spiaggia (questa volta deserta !) e ci immergemmo. Per una decina di metri si toccò, poi improvvisamente la barriera che scese a picco sino a 30 metri. In tutta sicurezza (tra noi c'erano inesperti, anche anziani, al loro primo debutto con la maschera e senza pinne ! ...per questo consiglio questa escursione a tutti, basta sapersi un po' reggere a galla !) seguimmo il bordo della barriera (insieme a George, la nostra giovanissima guida e fornitore di passaggi in auto durante la nostra permanenza a Sharm), vedendo spettacoli degni dei migliori documentari sui mari tropicali.
La ricca "snorkellata" durò circa 20 minuti, dopo dei quali ci si rivestimmo e proseguimmo in pulman l'escursione. Seconda tappa: in mezzo al deserto, per vedere come da alcune crepe del terreno arrivava da lontano il mare, formando delle pozze cristalline di pochi metri dove vivevano indisturbati gruppi di gamberetti. Poi di nuovo sul pulman sino alla "laguna magica", una spiaggia con di fronte un tratto di mare sabbioso dove l'acqua prendeva un color cielo chiaro molto suggestivo (mi dissero a causa della particolare composizione del fondo ricco di piombo e a causa della diversa insolazione la laguna cambiava tre volte al giorno colore) dove ci mettemmo a nuotare (no snorkeling ) ed a prendere il sole. Altra mezz'ora di pausa e poi tutti di nuovo sul pulman, destinazione: "main beach", la spiaggia principale. Con una certa difficoltà a causa della strada accidentata e stretta arrivammo in una spiaggetta protetta da vari costoni di roccia. Una struttura posticcia di legno ci permise di posare i bagagli (...e le teste) all'ombra. Poi ci avviammo verso il reef. L'acqua era talmente bassa (arrivava al ginocchio al massimo !) che bisognava seguire un corridoio acquatico praticamente in piedi, camminando per circa una centinaio di metri sino alla barriera corallina che sprofondava improvvisamente a 70 metri (non si vedeva il fondo !). Il blu "che più blu non si può" mi avvolse spezzato solo dai colori sgargianti dei coralli ed una punta di timore più accattivante che realmente preoccupante mi pervase per un attimo, l'impatto tra il giallo-ocra del deserto ed il blu notte del mare era stato troppo violento ! E' inutile dirvi che meraviglia fu, seguire per trenta minuti il bordo della barriera che in questo punto era spesso tutt'uno con la montagna che cadeva a picco sul mare ! Fantastico ! ...neanche c'era stato bisogno di usare la mia mutina...tanto l'acqua era calda !
Verso l'ora tarda di pranzo tornammo in hotel dove prenotammo l'escursione di un giorno al Cairo.
una vista del Cairo dalla cittadellaLa giornata del 6 Maggio iniziò molto presto, infatti alle 6 ci vennero a prendere con una vecchia auto e ci portarono all'aeroporto dove alle 7 ci aspettava il volo Sharm-Cairo della Orca-Air. Un simpatico aeretto appuntito modello sarcofago di Tutakhamon (in realtà un FirechildMetro 19 posti senza cesso ma con tanto di bibita tropicale appoggiata sul bordo della poltrona) ci aspettava per il panoramicissimo volo attraverso il deserto sino al Cairo della durata di circa 50 minuti. Notai quanto bello dall'alto fosse il trittico Nilo-Cairo-Piramidi ! Una volta sbarcati nel solito caos degli aeroporti egiziani ci riunimmo ad un'altra coppia ed insieme con un autista locale ed una guida egiziana in lingua italiana (Asha) entrammo in un pulmino in direzione della "cittadella" Il traffico, il degrado, lo smog del Cairo era ai massimi livelli.
L'Islam (per me la mia prima esperienza) si mostrava in tutte le sfaccettature. C'era il ricco che camminava seguito dalle sue mogli, le donne con il volto scoperto, semicoperto, completamente coperto, c'era una donna che indossava il classico manto nero a copertura totale, occhi compresi, sopra il quale spiccavano gli occhiali (mi chiesi come faceva a vederci bene, dal momento che guidava un'auto !), c'erano le donne del "partito delle virtù" (che inveivano contro i costumi troppo lascivi delle generazioni moderne !) e così via ! La stessa Asha (la guida) una ragazza bilaureata e plurilingue portò per tutta la giornata un fazzoletto in testa e un castigatissimo vestito (faceva 40 gradi !) e mi raccontò con fierezza e contentezza che faceva il suo lavoro più per passione che per garantirsi un futuro economico perchè quando si sarebbe sposata avrebbe obbligatoriamente lasciato il lavoro per dedicarsi al suo uomo ed alla famiglia ed avrebbe indossato l'abito che gli avrebbe imposto il marito (a copertura totale o semi-totale a seconda della della mentalità più o meno aperta del futuro marito !) . Mi spiegò che non aveva mai fatto un bagno in mare in quanto alle donne non era permesso nuotare o stare in costume (tranne ultimamente nelle piscine costruite appositamente per le donne). Infatti anche a Sharm avevo notato famigliole islamiche sulla spiaggia nelle quali il marito in costume prendeva il sole, usava la videocamera, rideva, discuteva con gli altri, ballava o snorkellava mentre le mogli in abiti succinti restavano a guardare.
Chiaramente questa non è assolutamente una critica alla società musulmana: ogni cultura va rispettata al massimo livello.

La prima tappa fu nella meravigliosa "cittadella" di Saladin.

Apro una parentesi storica. Saladin, che in Egitto è quasi un eroe nazionale, è lo stesso personaggio definito "feroce" nella memoria Italiana (ricordate ad esempio la corrispettiva carta del Mercato in Fiera ?). In realtà l'ingiusto aggettivo "feroce" deriva dall'appellativo stampato sulla figurina di Saladin di un concorso degli '20 della Buitoni-Perugina nel quale si vincevano dei premi a seconda di quanti album delle figurine si riuscivano a completare (150 album completati valevano addirittura una Fiat Topolino !).... e indovinate quale era la figurina più rara da trovare all'interno dei prodotti ? proprio quella del "feroce Saladino" ! La cattiva fama fu poi alimentata dall'uscita del film nel 1937 "Il feroce Saladino" con Angelo Musco, Alida Valli e Lino Carenzio.
In realtà Saladin fu tutt'altro che feroce ma piuttosto tollerante, generoso e soprattutto leale con i nemici. Ovviamente la relativa bontà va sempre inquadrata con il periodo storico quindi anche Saladin non fu esente da atrocità ma senz'altro minori di quelle di altri personaggi dell'epoca come ad esempio i Crociati.

La cittadella si trova nella parte più vecchia della città, posta su una collina, completamente fortificata, dalla quale spicca la meravigliosa moschea di Mohamed Alì, una delle più antiche e soprattutto visitabili da noi "infedeli"  (donne comprese !) Chiaramente ricordo sempre che nelle visite "culturali" (Cairo, Petra, etc.) bisogna andare vestiti rispettosi degli usi e costumi musulmani, quindi niente minigonne e pantaloncini per le donne (anche gli uomini è meglio che indossino i pantaloni lunghi !) e nonostante il caldo niente abiti sbracciati od ombelichi fuori (è preferibile avere giubbino pronto da mettere quando si entra nei luoghi sacri !). Un altro consiglio: poichè nelle moschee si entra senza scarpe, se siete schizzinosi portatevi dietro un paio di calzini (magari quelli presi in aereo). Inutile descrivervi la bellezza della moschea con i suoi antichi tappeti, fregi, lampadari, disegni...guardate le mie foto ed andateci ! Fuori invece si domina tutta la città dove spiccano le altre moschee (non visitabili), il caos cittadino e le case dei poveri, talvolta costretti a vivere dentro le tombe di famiglia dei più ricchi ! Tra suoni e canti suggestivi uscimmo dalle mura della cittadella per dirigersi al museo egizio del Cairo. Uno dei musei più interessanti che abbia mai visto, quasi interamente riempito con gli abbondanti reperti provenienti dalla tomba di Tutankhamon. Quattro ore di visita senza riuscire neanche a vedere il museo per intero ! Intorno ai reperti vi erano molti studenti universitari intenti a prendere appunti, disegnare...Eviterei la descrizione dei vari reperti, citando solo la famosa maschera d'oro di Tutankhamon (quella spesso riportata sulle copertine di alcuni libri-romanzi...) e il suo sarcofago !  Qualche informazione pratica: all'entrata del museo oltre il biglietto d'ingresso (compreso nel prezzo dell'escursione) bisogna pagare una tassa per fotografare ( il corrispettivo di poche migliaia di lire italiane) che diventa una decina di volte più salata se si vogliono usare le video-camere. Un'altro extra (che vi consiglio) è l'accesso alla sala delle mummie ( circa 20.000 lire).la sfinge...La giornata continuò con un ottimo pranzo innaffiato dalla mitica birra in un tipico locale con vista sulla piana di Giza: le Piramidi..wow ! Verso le due del pomeriggio la temperatura salì a 1000 gradi all'ombra ed allora decidemmo di andare verso il deserto, alla periferia della città, lontani da ogni riparo, all'ombra delle Piramidi (ma quale ombra d'Egitto ? c'era un sole perforante a picco ! ). Le piramidi erano chiuse per ristrutturazione (ora so che sono aperte ) ma mantenevano intatto tutto il loro fascino. Ci portarono prima sotto le piramidi di Chefren e Cheope, poi nel classico punto panoramico da dove si potevano fotografare tutte quante, compreso quella di Micerino e quelle più piccole delle loro mogli. Poi il giro continuò nell'area archeologica di Giza sino alla Sfinge.

I venditori intorno ai scavi non furono molto insistenti, tranne un bambino che di fronte al mio rifiuto di comprargli una coca-cola gelata, me la mise in mano e scappò via dicendo in inglese: << è per te, te la regalo ! >> (quando si dice: ricevere uno "schiaffo morale "!).
Infine andammo nell'interessantissimo bazar di Kan El Kahili, una sorta di mercatino delle pulci, nei vicoletti della città (turisticamente sicuro per gli abbondanti controlli ) dove facemmo buoni affari. Consiglio vivamente di comprare qui tutti i souvenirs e i regalini da riportare in Italia come statuette, piatti di rame, papiri dipinti, monili d'argento, scarabei portafortuna, soprattutto magliette di cotone (è un prodotto nazionale di ottima qualità !) perchè, se sapete contrattare, i prezzi sono molto convenienti (molto più bassi che a Sharm) e spesso le trattative assumono sfaccettature molto colorate (io ad esempio ho barattato un vocabolarietto italiano-inglese trovato nelle confezioni di rullini fotografici con una maglietta !). Nei vicoli, vidi anche delle "fumerie" dove si potevano assaggiare vari tipi di tabacco aromatizzato fumando con il narghilè.
La sera riprendemmo l'aereo e tornammo a Sharm veramente soddisfatti.
I due giorni seguenti li dedicammo al mare perchè stavamo un pò a corto di "viveri", riproponendoci di tornare un altr'anno per fare altre escursioni. A questo proposito vi elenco le altre possibilità di "escursione" da Sharm:

Tour delle barriere: si va in barca verso l'isola di Tiran alla scoperta dei migliori fondali corallini con pranzo a bordo.

Motorata nel deserto: un giro nel deserto a bordo delle "moto del deserto"

Santa Caterina: escursione all'antico monastero dove vivono i monaci greco-ortodossi. Fondato nel 6° secolo d.c. dall'imperatore Giustiniano conserva mosaici ed icone antiche di straordinaria rarità. La leggenda vuole che il monastero sia costruito nel luogo dove Mosè vide il rovo bruciare senza consumarsi. L'escursione termina con la visita del mercato del villaggio di Dahab.

Alba sul Sinai: ci si alza di notte per scalare (trekking) in circa 3 ore una montagna sul Sinai ed ammirare l'alba (portarsi il maglione perchè fa sempre freddo !), poi si va a visitare il monastero di S. Caterina.

Canyon colorato: gita sino a Nuweiba dove inizia un canyon da visitare a piedi che possiede rocce dalle mille sfumature di colore. Pranzo al ristorante.

Jeep Safari: escursione in jeep per ammirare i paesaggi marini di Aquaba e dello stretto di Tiran ed i paesaggi desertici all'interno della costa. Sosta nella valle di Rayan, famosa oasi dove si coltivano le palme da dattero.

Petra: ...ricordate il film "i predatori dell'arca perduta! ? Questa gita vi porta in Giordania, a Petra dove si visita la antica città Nabatea interamente scolpita nella roccia del deserto.

Luxor : poco meno costoso del Cairo (aereo o raramente pulman) non ha bisogno di commenti !

Tutte le escursioni sono prenotabili sul luogo.
Domenica 9 ritornammo in Italia... speriamo non sia un addio ma solo un arrivederci !