Marsa Alam, Deserto Orientale, Luxor, Karnak  - Giu/Lug 2013

Dopo molto tempo ho deciso di tornare nel Mar Rosso approfittando del fatto che negli ultimi anni si sono aggiunte a Sharm ed Hurgada altre località a Sud dell'Egitto come Marsa Alam e Berenice. 
Premetto che sono un viaggiatore che ama l'avventura e ricusa i villaggi come fossero la peste ma se voglio fare "base" sul Mar Rosso a tutt'oggi è (quasi) l'unica soluzione adottabile, tra l'altro economica e di qualità per tutta la famiglia.  La scelta è quindi caduta su Marsa Alam che ha due caratteristiche migliori di Sharm ed Hurgada: una ventilazione costante proveniente dal Nord che mitiga parecchio l'estrema temperatura in questo periodo (una settimana a cavallo tra Giugno e Luglio) e una barriera corallina poco sfruttata e quindi ancora intatta ricca di fauna.
Ho scritto che il villaggio è "quasi" l'unica soluzione in quanto ho visto che nel paese di Marsa Alam (che si trova a svariati chilometri dai vari resort e dall'aeroporto) si stanno costruendo centinaia di palazzi con migliaia di appartamenti e credo che presto nascerà un turismo legato all'affitto degli stessi.
Ho viaggiato con mia moglie e due bimbe di 7 e 12  anni sfruttando l'offerta per i bambini 2-14 anni: il primo non paga nulla (nemmeno il volo), mentre il secondo paga la metà. Da Fiumicino sono circa 4 ore di volo; abbiamo viaggiato con la low cost: New Livingston.

Fatnazia Resort, Marsa AlamSiamo stati nel villaggio Fantazia, proposto in Italia da Alpitour, che ha ottime caratteristiche rispetto ad altri villaggi: 
1)  Un resort "relativamente" piccolo rispetto altri "mostri" sul Mar Rosso, solo 254 stanze su due livelli (metà al piano terra e metà al primo piano), il che vuol dire meno confusione, miglior servizio e soprattutto breve distanza tra stanza e spiaggia ovunque si alloggi (la maggior parte sono viste mare); ricordo quando le 1999 mi portavano con una navetta  in un resort gigantesco a Sharm dove bisognava percorrere sotto il sole cocente un lunghissimo percorso.
2) Barriera corallina, che era il mio principale motivo del viaggio, in posizione ottima e con un doppio accesso: pontile "breve" verso Nord e accesso via spiaggia per i più piccoli tramite una laguna sabbiosa verso sud. La barriera accessibile dal pontile (che ripeto è "corto" rispetto altri villaggi) è ricchissima e ancora non rovinata dove si possono ammirare già dopo pochi metri tutta la fauna coralligena: dalle razze alle grandi tartarughe, dai vari pesci multicolori ai pesci coccodrillo, pesci scorpione, barracuda oltre a tantissime varietà di corallo, tridacne e inoffensive meduse (non urticanti). 
Ps: attenzione ad non urtare i coralli di fuoco (di color giallino, vedi foto) che provocano grandi ustioni (ed io ne so qualcosa!).

3) Animazione mai invasiva o insistente. L'avevo letto su Trip Advisor e devo confermarlo: i ragazzi dell'instancabile staff pur dandosi tantissimo da fare per accontentare gli svaghi dei grandi e soprattutto dei piccoli non sono mai invadenti e anzi sono cordiali e amichevoli tanto che io stesso mi sono fermato spesso a parlare con loro del più e meno senza dover partecipare alle numerosissime attività. Le mie bimbe hanno approfittato dell'animazione solo per imparare dei giochi di abilità che poi hanno esibito in uno spettacolo serale nell'arena. Personalmente, sempre dopo l'esperienza negativa del 1999, quando mi assillavano affinché partecipassi ai giochi per i miei gusti più stupidi, cercavo proprio un'animazione soft, non scocciante e che potesse lasciarmi godere relax e mare senza troppi schiamazzi. 
Ho invece apprezzato personalmente gli spettacoli di cabaret serali fatti dallo staff, spettacoli semplici, quasi ingenui ma sempre divertenti sia per i grandi che per i piccoli e mai volgari anche quando si riferivano a battute "soft" con doppi sensi.
Nel villaggio vige un orario diverso dal resto dell'Egitto (che in d'estate è identico a quello Italiano): un'ora in più per poter usufruire di più luce in spiaggia (altrimenti alle 19.00 incomincerebbe a far buio). 
Una brezza costante, qualche volta trasformatasi in forte vento (tipo quello Sardo), mi ha impedito di sudare e di soffrire il caldo e anche quando si increspava il mare creando in lontananza la schiuma delle onde, la posizione del resort all'interno di una insenatura, mi ha permesso di snorkellare tutti i giorni sia mattina che di pomeriggio.
origami di lenzuolaentrata del reef dal pontileAnimatori con Maeva e Marika
La piscina, pur essendo meta di molti bambini (e anche di stormi di Gabbiani Occhibianchi), non ha mai generato fracasso (c'erano infatti turisti che potevano leggersi un libro in tranquillità), lo stesso vale per la spiaggia, meno frequentata, dotata di ombrelloni mai completamente occupati. 
L'unica scocciatura: il cammelliere (che non fa parte dello staff) che ogni giorno si piazzava davanti alle famiglie in spiaggia per spingerle a fare un giro sul cavallo o sul dromedario con insistenza molto fastidiosa (e prezzi non proprio popolari). 
Cibo è stato moderatamente vario, talvolta abilmente e giustamente "re-elaborato",  ma ottimo, la sera integrato con grigliate di carne o pesce, consumabile sia nel grande salone con aria condizionata "moderata", sia nei tavoli all'aperto, sia a pranzo in spiaggia in un mini ristorante; possibilità per gli Italiani più viziati di farsi preparare "al volo" da un cuoco italiano una pastasciutta al sugo.
Le stanze sono molto ampie (tant'è che abbiamo potuto aggiungere sue letti per le mie bimbe) pulitissime (ho dato qualche mancia di un euro al personale, ma senza che mi sia stata chiesta con insistenza), dotate di un bel bagno con doccia, aria condizionata e cassetta di sicurezza capiente (entrava il mio ultrabook da 12"); wi-fi a pagamento che ricezione anche in stanza. 
Un piccolo e trascurabile neo: un'ora e mezzo di pullman dall'aeroporto (è uno dei resort più a sud, a 85 Km dallo scalo) che però si compensa con il fatto che si risparmia più di mezz'ora di viaggio per recarsi a Luxor/Aswan e soprattutto è un tiro di schioppo dalle migliori baie meta di escursioni marine particolarmente affascinanti che gli altri resort propongono previo un lungo percorso in pullman.
Riassumendo il Fantazia è adatto per tutti, dalle coppie che vogliono fare una cena romantica in spiaggia al chiaro di luna (l'unica però non compresa nel "all  inclusive"), ai ragazzi che vogliono essere sempre impegnati con l'intenso programma dell'animazione, per le famiglie che intendono farsi una vacanza di relax e tranquillità e a me appassionato di biologia marina e delle radici culturali dell'Egitto.

Le escursioni sono tante e tutte fruibili anche nel periodo in cui c'ero io cioè durante le manifestazioni di protesta per la deposizione del presidente Morsi; ovviamente la situazione della sicurezza può cambiare velocemente.
Un elenco parziale può essere questo:
Aswan ed Edfu, Luxor, El Quseir (una tipica cittadina dove fare shopping), il safari nel deserto, mercato dei cammelli in El Shalateen (quasi al confine con il Sudan), varie escursioni in spiagge, atolli e lagune (come Abu Dabab, Hamata, Sharm El Luli, ecc. con la speranza anche di incontrare un raro Dugongoo o fare il bagno con i delfini) inclusa una gita in semi-sommergibile dove poter osservare la barriera senza essere nuotatori.
Noi abbiamo fatto l'escursione a Luxor ed il safari nel deserto.


Luxor: la strada nuova costruita alcuni anni fa si inoltra nel deserto roccioso per circa 220 Km prima di incontrare Idfu, una cittadina lungo il Nilo; il percorso ha un solo punto di sosta per rifocillarsi prima di continuare. Il viaggio sino a Luxor dura circa quattro ore e mezza dal Fantazia. Il pullman dispone di acqua minerale fredda in bottiglia (a 50 cent) e bagno ma noi ci siamo attrezzati con due borracce e la temperatura calda dell'interno dell'Egitto va "evaporare" tutta l'acqua in eccesso ;-)
Arrivati ad Edfu il paesaggio cambia improvvisamente ed il deserto lascia lo spazio ad una striscia fertile che segue il Nilo coltivata a palme da dattero, canna da zucchero e banane. A Nord il Nilo va verso Luxor, a Sud verso Aswan. La gita inizia già da questa cittadina attraverso i vetri del pullman dove si viene catapultati centinaia di anni indietro. Una serie di piccoli paesi brulicanti di uomini (e poche donne accompagnate) lontani dal turismo che vivono in pieno medioevo. Gli unici segni di modernità sono le automobili ed i furgoni di quarant'anni fa (ho visto le vecchie Peugeot, le Fiat 128, i Mercedes con i fari verticali oltre agli antichi furgoncini Toyota e motociclette tutti veicoli zeppi di luci e abbellimenti colorati) oltre alle insegne della Coca-Cola. Per il resto case fatte di mattoni crudi, qualche piccola Moschea, uomini vestiti con le tuniche seduti a fumare il narghilè o curare con tanto amore i loro piccoli appezzamenti di terra aiutati dagli asini, primo mezzo di locomozione alternativo ai motori a scoppio (anche perché i carburanti arrivano di rado e sono frequenti le lunghissime code di ore al distributore);
lunghissime code di ore al distributorecase fatte di mattoni crudi,attraversamento del Nilo
la vita scorre con la tipica flemma dei paesi molto caldi, di certo il termine stress è sconosciuto. Lungo la strada vari posti di blocco tra un comune e l'altro con guardie armate e file di chiodi anti-fuga. Particolari le varie botteghe di riparazioni (qui non si butta nulla, tutto si aggiusta), le macellerie con la carne appesa lungo la strada ed i banchetti di cibo e bevande...purtroppo anche molta immondizia dappertutto "ravanata" dai cani randagi. 
Tutti gli abitanti ci sorridono e ci salutano al nostro passaggio.
Luxor, l'antica Tebe, è invece una cittadina più moderna non più legata alla terra ma al turismo: grandi hotel (in uno dei quali abbiamo mangiato), navi attraccate per le crociere sul Nilo, carrozzelle per giri turistici, negozi di souvenir e traffico. Bande d'assalto di venditori ambulanti tendono ovunque agguati ai turisti cercando con insistenza di venderti la loro paccottiglia; io mi sono limitato a comprare dieci segnalibri in (simil) papiro decorato ad un euro. Al rifiuto ci può anche scappare un gesto di stizza o una parolaccia ma ognuno cerca di sbarcare il lunario come può e non mi sento di arrabbiarmi come qualcuno fa. A dirla tutta mia moglie ad un rifiuto di comprare una statuetta di plastica si è vista scippare gli occhiali ma poichè non veniamo dal "paese dei sogni" prontamente è riuscita a riaverli con un abile gesto di destrezza ...ad ogni modo se non ci fosse riuscita avrei fatto intervenire la vicina Polizia Turistica che non scherza affatto !
I siti archeologici dell'antico Egitto che abbiamo visitato sono il Tempio di Luxor, il complesso monumentale di Karnak, i colossi di Memnon, e le tombe della Valle dei Re
Mi sembra inutile dover descrivere in questa sede l'imponenza di tali luoghi, la storia e le caratteristiche in quanto siti-web e libri specifici o semplicemente Wikipedia saprà farlo meglio di me.
Posso solo segnalare il fatto che nella Valle dei Re il caldo raggiunge la massima espressione essendo un luogo desertico fatto di rocce bianche che riflettono la luce e che è vietato fare le foto ma è per me il posto più bello che vale l'intero viaggio per la magnificenza delle pitture nelle tombe dei faraoni (solitamente ne fanno visitare solo tre a rotazione per farle "riposare" e rallentare il deterioramento). Durante l'escursione viene anche fatto attraversare il Nilo a bordo di una piccola imbarcazione. La gita finisce, come succede sempre in questi casi, in una o più attività commerciali, nel nostro caso in una fabbrica di papiri certificata dallo Stato dove, dopo una dimostrazione, si possono acquistare papiri di ogni sorta (molti veramente belli !) e una fabbrica di vasi di alabastro, dove dopo uno show comico del venditore vengono mostrati dei vasi di fattura eccelsa ma purtroppo per me troppo costosi.
L'escursione iniziata all'alba alle 6 del mattino finisce a mezzanotte e mezza passata, verso l'una ceniamo nella sala da pranzo del resort rimasta aperta appositamente per noi; è stata una gita costosa e stancante ma ne è valsa la pena, l'ho preferita a quella fatta nel 1999 fa al Cairo e Giza ad esclusione del museo egizio.

L'altra escursione di mezza giornata (da dopo pranzo sino all'ora di cena) alla quale abbiamo partecipato è stata quella nel deserto. La consiglio perchè è abbastanza economica, poco stancante e variegata. Si parte a bordo di tre fuoristrada Toyota da 9 posti lungo la strada che costeggia il mare. Un egiziano che riprende la gita con la sua telecamera (per poi rivendere facoltativamente il filmino) ci farà morire dal ridere a dalla paura con le sue acrobazie...sul tetto delle auto reggendosi con i soli piedi e saltando da un auto all'altra a 120 Km all'ora; ancora più difficoltose le sue imprese quando i fuoristrada incominceranno ad entrare a tutta velocità nel deserto pieno di buche e sassi. Questa parte del deserto del Sahara è chiamata deserto Orientale e si differenzia da quello Occidentale (inteso come ad ovest del Nilo) per essere roccioso anziché sabbioso. Tra un salto e l'altro ci sono varie tappe con le spiegazioni della guida egiziana in Italiano sulla formazione del deserto, le miniere d'oro, i pozzi attivi, la vita dei beduini, la fauna e la flora (catturano uno scorpione all'ombra di una grande acacia) e così via !
Nella seconda parte della gita si arriva presso una costruzione abitata da una famiglia di beduini, abitanti apolidi del deserto. Anche qui possiamo fare moltissime domande sulla loro vita mentre ci servono un the e un Karkadè (un infuso a base di fiori di  Hibiscus) a duemila gradi. C'è anche una bimba che dopo aver venduto (e regalato) alcuni braccialetti incomincia ad impastare la farina per le focacce che poi abilmente cuocerà su un fuoco acceso sul terreno. Un vecchio ci prepara anche un assaggio di caffè appena tostato misto a cannella e zenzero. Segue la classica motorata in quad nel deserto (i bambini vanno insieme ai genitori davanti), cammellata con il dromedario, cena parzialmente portata dal resort e parzialmente cucinata sul luogo e appena fa buio spettacolino di danza. Il tutto termina sdraiandosi al buio sotto le stelle per ammirare il firmamento, poi si ritorna alla base.

Che dire ? il Mar Rosso permette sempre, a chi vuole, di farsi una viaggio che unisca una vacanza-relax-mare a cultura di vario tipo. Spero di tornarci ancora.

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